La triste storia della botnet di Matteo Salvini

Matteo Salvini ha utilizzato ancora una volta la sua "botnet volontaria" per gonfiare il numero di tweet in supporto agli hashtag lanciati da lui.

|
nov 17 2015, 12:44pm

AGGIORNAMENTO 24/01/2018: Sembra che la botnet di Matteo Salvini sia tornata in azione.

"Ascoltando Salvini sembra di percepire il suo dispiacere perché gli attentati di Parigi non siano avvenuti in Italia, così da consentirgli di fare caciara e guadagnare voti. Le polemiche in Italia sono deludenti. C'è un momento in cui i leader politici devono dimostrare la loro statura morale, in questo caso dimostrano il loro nanismo morale," queste le parole pronunciate da Angelino Alfano, Ministro degli Interni, durante la puntata di Unomattina del 16 novembre.

Non è servito attendere molto perché Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord, tuonasse sui social network annunciando l'inizio della sua crociata #alfanodimettiti.

L'hashtag schizza nella classifica dei trending topic di Twitter in pochissime ore, conquistando infine il podio, generando di conseguenza—ancora più fulminea di quella di Salvini—la reazione di alcuni giornali, come Il Giornale che proclama, "Gli italiani hanno deciso: #alfanodimettiti". La cyberwarfare politica si accende: sale quindi sul ring il Nuovo Centrodestra di Alfano che rilancia con un #iostoconalfano—che non incontra però la stessa fortuna di #alfanodimettiti. Al netto delle opinioni politiche dell'uno e dell'altro, fino a qui a tutto bene, direi.

Lo champagne dura poco, però: circa 24 ore fa l'account Twitter di Gilda35—"Satira dadaista sul professionismo di Internet"—spezza le reni alla macchina degli hashtag salviniana, "I primi 10 accounts fanno il 40% dei tweets: 4.316 Tweets / 9.292 Retweets."

Il trucco è nelle mani del social media manager di Salvini, che in occasione del raduno leghista svoltosi a Bologna l'8 novembre aveva ridato vita a una semplice applicazione, LegaNordIllustrator, compatibile con Twitter e già sfruttata in diverse occasioni (ora oscurata, ma era disponibile a questo indirizzo): chiunque poteva associare il proprio account Twitter autorizzando l'applicazione, e garantendo così un retweet automatico di ogni post indicato dall'applicazione. Di fatto quella creata dal social media manager di Salvini è una botnet—in un certo senso 'legale', visto che gli utenti avevano volontariamente autorizzato l'utilizzo dell'applicazione; sicuramente ben lontana dall'essere eticamente corretta.

Un post del 22 maggio 2014 di Roberto Favini spiega che l'entourage di Salvini non è nuovo a questo tipo di pratiche. "Andando a verificare su Twitter, si nota immediatamente che il numero di retweet e di preferiti procede quasi di pari passo, per ogni singolo tweet," spiega nel post. "Ogni giorno retweet e preferiti sui tweet di Salvini si incrementano parallelamente di qualche unità, come se si aggiungessero nuovi account. Osservando infatti le ripetizioni, emerge che oltre il 90% di RT e favorites proviene sempre dagli stessi account."

Gilda35 ha reso disponibile un indirizzo pastebin con la lista—in aggiornamento—di tutti gli account associati alla botnet di #alfanodimettiti. Un altro tweet di Gilda35 espone in maniera piuttosto chiara il concetto di "tanti tweet per pochi account":

Salvini, colto in contropiede, ribatte con un'adunata di tutti i suoi follower—subito dopo, secondo Gilda35, la botnet viene spenta e #alfanodimettiti esce dai trending topic di Twitter.