Perché DOBBIAMO parlare di whistleblowing in Italia

Pensereste mai di punire il vostro sistema immunitario quando vi segnala l'insorgere di una malattia?

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ott 6 2017, 11:21am

Immagine: Transparency International Italia e Riparte il Futuro.

Aggiornamento del 15 Novembre 2017: con 357 voti favorevoli, oggi la Camera dei deputati ha finalmente approvato la legge sul whistleblowing. Chiunque vorrà fare segnalazioni per comportamenti scorretti all'interno di enti pubblici o privati potrà godere di maggiori garanzie. "Grazie alle maggiori tutele per i dipendenti e le sanzioni per chi non favorisce questo sistema, i cittadini potranno segnalare fatti di corruzione avendo meno paura delle conseguenze," afferma in un comunicato il Presidente di Transparency International Italia, Virginio Carnevali. Ora tocca ai cittadini.

Pensereste mai di punire il vostro sistema immunitario quando vi segnala l'insorgere di una malattia? Con i whistleblower stiamo facendo esattamente questo.

La discussione sui whistleblower — coloro che segnalano dei casi di corruzione o di illecito all'interno di enti pubblici o privati — si focalizza spesso su casi eclatanti come quelli di Edward Snowden e di Chelsea Manning. In questo modo, però, si rischia di distorcere l'importanza delle garanzie di protezione anche in tutti gli altri casi minori che non finiscono sui giornali.

Per questo motivo, il 2 ottobre scorso, la Commissione Affari Legali del Parlamento Europeo ha votato un report che chiama la Commissione Europea a proporre una legislazione specifica per la protezione dei whistleblower in tutta Europa entro la fine del 2017.

Il report del 2016 di ALAC mostra una collaborazione attiva dei cittadini nelle segnalazioni — nel Lazio sono state ben 25.

Fra i principi fondamentali che tutti gli Stati europei dovrebbero trasformare in legge vi sono: l'introduzione di meccanismi per facilitare le segnalazioni — inclusa la garanzia di anonimato, la protezione da ripercussioni e misure di supporto sia legale che economico e psicologico, l'istituzione di organismi nazionali indipendenti preposti al monitoraggio e verifica delle segnalazioni.

"In Europa vi sono già alcuni stati che offrono delle leggi all'avanguardia su questo tema, come ad esempio Regno Unito, Irlanda, e recentemente Francia," mi spiega Giorgio Fraschini, responsabile che si occupa di whistleblowing presso Transparency International Italia. "Anche in Italia abbiamo un disegno di legge al riguardo, attualmente in discussione al Senato."

"L'idea che se fai una segnalazione sei considerato automaticamente una spia sta passando un po' di moda. Ritengo che il problema vero sia da parte di chi le segnalazioni deve riceverle e gestirle."

Transparency International Italia è un'organizzazione che si occupa di prevenire e contrastare la corruzione. L'ente ha cominciato a occuparsi di whistleblowing nel 2009 e, negli anni, ha prodotto una serie di suggerimenti e documenti sul tema.

Il DDL è rimasto quasi un anno in sospeso dopo aver ricevuto l'approvazione dalla Camera, ed è stato calendarizzato per la votazione la prossima settimana. Nel frattempo, Transparency International Italia, insieme a Riparte il Futuro, aveva organizzato una raccolta firme il 25 settembre in piazza del Pantheon a Roma per chiedere di accelerare l'iter — ma ci sono ancora delle incertezze sui tempi necessari per il voto.

Se quindi, fino ad ora, dal punto di vista legislativo, sembra esserci stata una mancanza di volontà politica, dal punto di vista culturale, potremmo immaginare ostilità e poco interesse da parte dei cittadini verso il whistleblowing. In realtà il problema è un altro, mi spiega Fraschini: "da un punto di vista culturale, l'idea che se fai una segnalazione sei considerato automaticamente una spia sta passando un po' di moda. Ritengo che il problema vero sia da parte di chi le segnalazioni deve riceverle e gestirle, perché non ha ancora capito cosa significa avere una procedura funzionante di whistleblowing."

"Quando abbiamo aperto il nostro servizio di allerta per l'anticorruzione (ALAC), che permette ai cittadini di segnalarci degli illeciti, ci siamo resi conto che qualcosa è cambiato. Pur essendo una piccola ONG, abbiamo dei numeri abbastanza importanti, e lo stesso vale per quelli di ANAC," aggiunge Fraschini.

Il whistleblowing è nato negli Stati Uniti e si è poi diffuso nei paesi anglosassoni, dove c'è una sensibilità di tipo diverso anche riguardo le procedure di segnalazione interne e la protezione dei segnalanti. I casi di Snowden e Manning spostano l'attenzione un passo più in là, trattando la questione della protezione dell'incolumità dei whistleblower una volta che hanno fatto la segnalazione attraverso i media. "Da noi in Italia siamo molto più indietro perché anche le segnalazioni interne non sono tutelate," sottolinea Fraschini.

La legge in discussione al Senato è un passo fondamentale per garantire la protezione dei whistleblower quando questi ricevono ritorsioni. In realtà, secondo Fraschini, il punto di partenza dovrebbe essere l'implementazione, da parte di organizzazioni ed enti pubblici, di procedure atte a ricevere, veicolare e verificare le segnalazioni.

Quindi, se abbiamo a cuore il sistema immunitario del nostro Paese, è necessario che i cittadini continuino a fare segnalazioni come già stanno facendo e che, dall'altra parte, gli enti siano ben predisposti ad aiutare ed incentivare l'attività dei whistleblower prevedendo canali di comunicazione sicuri.

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