Immagine: Shutterstock / Space X / Composizione: Federico Nejrotti

La leggenda dei razzi spaziali di Elon Musk

Il primo lancio di Falcon Heavy di Space X è programmato per stasera, e potrebbe contribuire a renderci davvero umani.

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06 febbraio 2018, 3:28pm

Immagine: Shutterstock / Space X / Composizione: Federico Nejrotti

Oggi, tra le 18.00 e le 22.30 ora italiana, l’agenzia spaziale di Elon Musk ha in programma il primo lancio di Falcon Heavy, il più potente razzo finora sviluppato da Space X. La riuscita del lancio, che porterà nello spazio la Tesla Roadster di Elon Musk, porta con sé delle implicazioni che vanno ben oltre la mera possibilità di assistere ad uno spettacolo pirotecnico degno di nota se la missione dovesse finire in disastro.

Il Falcon Heavy di Elon Musk è lo slancio tracotante di uno degli imprenditori più attivi e visionari degli ultimi anni e potrebbe accorciare enormemente la distanza che separa noi umani dallo spazio profondo.

Il motivo è semplice: Falcon Heavy è un Cerbero interplanetario composto da 3 razzi Falcon 9 uniti insieme, per un totale di 27 motori in grado di portare verso l’orbita terrestre bassa oltre 54.000 chilogrammi di carico grazie ad una spinta di 22.800 kilo Newton. Secondo Space X, il tre razzi del primo stadio di Falcon Heavy saranno completamente riutilizzabili, di fatto abbattendo drasticamente i costi di lancio per un vettore così imponente.

Segui in diretta il lancio di Falcon Heavy da questo stream.

Benché Falcon Heavy sia al momento il più potente razzo operativo al mondo, storicamente rimane secondo al Saturn V della NASA: il bestione che ha guidato le missioni Apollo e Skylab e che vanta, imbattuto, un potenziale di carico da 140.000 chilogrammi e una spinta da oltre 34.000 kilo Newton.

Tra Falcon Heavy e Saturn V, però, c’è una differenza ben più importante delle cifre nelle specifiche tecniche. Il razzo di Elon Musk sarà in grado di adoperarsi in una varietà sterminata di missioni: dal trasporto di satelliti commerciali e governativi fino al supporto per missioni in grado di arrivare fino a Marte. Ben più importante, però, è il costo per lancio di Falcon Heavy: appena 90 milioni di dollari per partenza, un’inezia se paragonato ai 350 milioni di dollari richiesti per lanciare il Delta IV Heavy, il secondo razzo più potente al mondo dopo Falcon Heavy.

COME DIVENTARE ESSERI UMANI

Il lavoro svolto da Elon Musk con Space X, però, assume un’importanza di portata ben diversa quando viene messo in prospettiva ai risultati raggiunti nel corso degli ultimi 10 anni. Elon Musk è stato in grado di imporsi in un mercato, come quello dei lanci spaziali, fortemente dominato dalle entità governative di mezzo mondo, riuscendo oltretutto a mettere in seria difficoltà la narrativa totalizzante che nel corso del tempo la NASA ha imposto sul tema spazio. Per la prima volta c’è qualcuno di non legato a uno stato nazionale che sta lavorando duro per andare nello spazio, e questo rende inevitabile porsi una domanda piuttosto basilare: per chi sta lavorando questo qualcuno?.

La prima pagina del piano di Elon Musk per rendere la specie umana interplanetaria. Fonte: New Space

Elon Musk ovviamente lavora per se stesso e per le aziende che rappresenta, ma è proprio la sua natura di privato ad averlo eletto nel corso del tempo a simbolo globale di un’ambizione interplanetaria condivisa equamente da tutto il mondo. Nel suo approccio talvolta sconsiderato, gli obiettivi raggiunti da Elon Musk hanno reso sempre più normale un qualcosa che di normale ha ben poco, ovvero piantare delle bombe sotto dei barattoli di latta molto grossi per lanciarli nello spazio, a volte insieme ad altre palle di latta che rimangono poi sospese nello spazio stesso, e chissà un giorno con dentro degli ammassi di carne ed ossa che avranno il privilegio di lanciare un’occhiata alla roccia su cui tutti — ma proprio tutti — abitiamo.

Dal primo razzo a carburante liquido finanziato privatamente nel 2008, fino al primo lancio e recupero spaziale svolto da un’agenzia privata nel 2010, passando per il primo lancio privato verso la Stazione Spaziale Internazionale nel 2012, il 2017 di Space X è stato l’anno in cui per la prima volta l’agenzia ha riutilizzato un vettore Falcon 9 che era stato fatto atterrare in precedenza e da allora ha collezionato una serie costante di successi simili. Non si è trattato soltanto di volare spesso, quanto più di farlo sembrare estremamente semplice: un po’ come decollare con un aereo.

RENDERE LA VITA MULTIPLANETARIA

Il senso della riuscita del lancio Falcon Heavy prende definitivamente forma se, però, si guarda ai prossimi piani di Space X.

Il 29 settembre 2017, durante l’International Astronautical Congress ad Adelaide, in Australia, Elon Musk ha annunciato a un pubblico di appassionati e addetti ai lavori il suo piano per “rendere la vita multiplanetaria.” Una presentazione chiara, concisa e piuttosto concreta che prevede l’utilizzo di un BFR, letteralmente un “Big Fucking Rocket”, che, secondo Musk, potrebbe finire per assorbire le intere risorse economiche di Space X.

Il Big Fucking Rocket di Space X sarebbe in grado anche di operare dei trasporti Terra-Terra capaci di coprire distanze intercontinentali in poche decine di minuti.

Il Big Fucking Rocket è un vettore di lancio multi-funzione che per ripagare il suo costo sarebbe in grado non soltanto di portare un equipaggio di esseri umani su Marte, ma anche di tornare indietro verso la Terra. Ovviamente ciò non basta, e per questo motivo il BFR sarebbe in grado di servire la Luna, la Stazione Spaziale Internazionale, la messa in orbita di satelliti ma, sopratutto, un servizio di trasporto Terra-Terra che permetterebbe, grazie ad un flotta di BFR, di coprire distanze gigantesche in poche decine di minuti.

Le aspirazioni cosmiche di Musk non sono di certo prive di problematiche — chi dice che la specie umana debba essere multiplanetaria, e perché stiamo prendendo questo assunto per scontato? — e i suoi piani per Marte, per quanto presentati in maniera consistente ai successi ottenuti da Space X, risultano ancora ben lontani dall’essere concreti.

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Ciononostante, la narrativa di Musk sta concretamente riuscendo a rendere noi, gli umani, una specie davvero “umana”: il suo lavoro per la realizzazione di sistemi di trasporto intercontinentali sta colmando le distanze fisiche che l’avvento di internet non aveva saputo riempire, e nel suo essere un privato asservito a delle dinamiche economiche fortemente capitalistiche, le sue aspirazioni stanno progressivamente venendo condivise da un numero sempre maggiore ed eterogeneo di esseri umani.

Nel marasma delle burocrazie governative, lo Space Launch System della NASA — il concorrente più diretto e competitivo del Falcon Heavy di Space X — sta arrancando a piccoli passi verso la sua effettiva messa in funzione e nel frattempo sta contribuendo a far perdere la presa visionaria che fino a pochi anni fa la NASA possedeva. Elon Musk ci sta convincendo che la nostra sia una specie davvero umana e globale a colpi di lanci spaziale e piani di colonizzazione interplanetaria, e nel farlo sta ergendo ad icone votive degli strumenti tanto antiquati quanto stupefacenti — Dei tubi di ferro alimentati a esplosioni: i razzi.

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