I troll l'avranno sempre vinta?

Il fenomeno delle molestie su Internet sta toccando apici di violenza incomprensibili.

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15 settembre 2014, 2:32pm

Immagine: Jacobfq/Flickr

Gli ultimi giorni sono stati probabilmente uno dei periodi più bui e idioti dell'era di Internet: campagne d'odio, persone hackerate e umiliate, informazioni personali e immagini private a disposizione di tutti, in una quantità senza precedenti.

Ci sono casi di persone che sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni dopo essere state minacciate online, e la maggior parte delle volte le vittime sono donne. Non c'è bisogno di dire altro sulle persone che sono state attaccate sul web, ne avrete probabilmente già sentito parlare, e vi saranno venuti in mente i loro nomi iniziando a leggere questo articolo.

Nonostante questo, ci sono tantissime persone che credono che le vere vittime non siano gli individui molestati, bensì le comunità virtuali accusate di aver iniziato l'attacco. Be', è grave.

La settimana scorsa, coloro che si riconoscono profondamente nell'identità di gamer hanno iniziato un'intensa azione difensiva nel momento in cui i più importanti siti di videgiochi hanno citato i recenti fallimenti in fatto di sessismo e hanno parlato della "fine dei gamer." Nel frattempo, fatti non relazionati ma in qualche modo attinenti hanno avuto luogo su siti come 4Chan e Reddit, che sono considerati la fonte dei comportamenti più volgari sulla rete.

Reddit, l'immenso forum in costante espansione, e 4Chan, il sito imageboard più importante di sempre, sono in effetti siti enormi che soddisfano le esigenze di molti utenti del web, mentre "gamer" è un titolo che molte persone applicano a se stesse senza particolari accezioni.

Ma nessuno di questi gruppi può far finta di niente quando si dice che c'è del marcio, in parte, in queste sottoculture digitali.

C'è molta confusione, a volte evidente, e a volte intenzionale. Una petizione di Change.org, organizzata da un gruppo di gamer, prima chiede supporto per promuovere la diversità nei videogiochi, ma alla fine chiede che "l'industria dei videogame" la smetta di chiamare i gamer "trogloditi, misogini, pieni d'odio, ignoranti, omofobi, idioti." Invece di chiedere a tutti i troll di piantarla, la petizione chiede all'industria che produce videogiochi di fingere che i troll non esistano, il che è parecchio retorico.

Il mondo dei videogiochi è stato attaccato duramente a colpi di tweet e di post sui social media da parte di sedicenti gamer—un problema tanto grave che alcuni sviluppatori sono arrivati a scrivere lettere aperte, chiedendo alla comunità di online gamer di darsi una regolata.

Si possono leggere post pieni di rabbia e rancore in molti contesti, ma sono particolarmente presenti su Twitter. Questo fenomeno è ben illustrato dal vago hashtag #GamerGate, con cui si tira fango su tutto e tutti.

Queste campagne dei social media hanno già attirato alcune voci autorevoli nel mondo videoludico che esortano a fermare questi scontri. Vale la pena ripeterlo: le stesse persone che si lamentano del fatto che i loro diritti sono stati calpestati, nel momento in cui il loro comportamento viene criticato hanno letteralmente molestato delle persone, fino al punto di far loro rinunciare alla carriera. Questo è un fatto scioccante, sopratutto perché assumere una tale posizione è ancora considerato da molti una semplice presa di posizione in un "dibattito."

L'ipocrisia non si ferma qui. Il più recente hashtag #NotYourShield è particolarmente ironico perché sta letteralmente cercando di usare le persone come scudi. È così che vogliono essere riconosciuti i gamer? Probabilmente no, ma finché questo tipo di comportamento verrà tollerato all'interno della comunità, la reputazione di quest'ultima continuerà a essere macchiata.

Alcuni media hanno affermato che l'identità di gamer è ormai obsoleta. Scusate, io ho detto la stessa cosa l'anno scorso. I gamer non sono più una nicchia, ma sembra che gli astri si allineino magicamente alle critiche quando nuove ricerche dimostrano che le donne, esattamente l'opposto dello stereotipo del gamer, costituiscono proprio la maggioranza dei giocatori di videogiochi. Considerando che la comunità ha più interessi, influenza e possibilità che mai, è difficile comprendere qualsiasi argomento, seppur accorato, che vada in favore dei troll.

Le molestie su Internet sono sempre state, tristemente, accettate e considerate un fenomeno naturale quanto le maree, ma considerando i recenti fatti nel mondo dei videogiochi e in quello reale, pare sia iniziato un cambiamento.

Twitter ha promesso di cambiare la sua policy dopo le molestie a Zelda Williams, la CBR è recentemente stata spietata sulla sua messageboard (neanche il mondo dei fumetti è salvo da tutte queste schifezze), e Gawker Media, che possiede Kotaku, ha cambiato il suo sistema di commenti dopo che Jezebel era stato bombardato da post molto violenti. Persino 4Chan, il più famoso baluardo dei post di qualunque contenuto, ha annunciato che ci saranno regolamenti più rigidi a fronte di critiche sempre più aggressive.

Tuttavia ci sono state grandi lamentele riguardo all'eliminazione di post e ban da Reddit e 4Chan, che alcuni denunciano come qualcosa a metà tra una censura e una teoria cospirazionista.

I Gamer che si sentono mancati di rispetto—il che è comprensibile se uno si concentra solo su, sai, giocare—dovranno intervenire con quei loro pari che mettono in imbarazzo tutta la scena, piuttosto che continuare solo a fare altri attacchi, perché questo non fa altro che rinforzare le critiche verso di loro. Si stanno trasformando in pedine di una grande demagogia che, alle accuse di molestie, risponde solo cercando di gettare fumo negli occhi.

Chi vuole salvare queste comunità dovrà fare di meglio che alzare le mani e dire "non siamo stati noi" quando vengono messi a nudo gli atteggiamenti di quel mondo. Fate uscire allo scoperto e bannate questa maggioranza silenziosa di cui parlate. Come chiunque altro, dovete guadagnarvi il rispetto che pensate di meritare.

Alla fine questi troll che popolano gli angoli più bui di internet, quelli che trovano sfogo su 4Chan o su Reddit, se ne fregano di tutto. Ma quando un piccolo gruppo ha un impatto tanto grande che delle persone sono costrette a lasciare le proprie case e il proprio lavoro, è ora che tutti gli altri facciano un passo indietro e si chiedano se è davvero questo quello che vogliono.