Abbiamo parlato con il fondatore di 'W la Fisica', il partito dei cervelli in fuga

Mattia Butta è un ingegnere che vuole difendere l'Italia dai "politici che dicono stupidaggini."

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gen 23 2018, 2:43pm

W la Fisica è un partito politico che può essere definito come il partito dei cervelli in fuga, quelli che "ne hanno le scatole piene dei politici che dicono stupidaggini anti-scientifiche." Il suo programma elettorale è incentrato sulla difesa della scienza, e ha come scopo portare il metodo scientifico all'interno delle istituzioni. Nella dichiarazione di intenti, i promotori si dicono "stanchi di vedere la scienza — ma anche la logica, il buon senso e la razionalità — stuprati ogni giorno in Parlamento da politici ignoranti che fanno interrogazioni parlamentari sulle scie chimiche." Il simbolo elettorale è stato consegnato al Viminale per una candidatura nella circoscrizione estero.

Il fondatore di W la Fisica è Mattia Butta. Laureato in ingegneria elettrica al Politecnico di Milano, è professore associato alla Facoltà di Ingegneria dell’Università Tecnica di Praga. Piuttosto che provare a portare avanti la sua battaglia all'interno degli altri movimenti politici, Butta ha scelto di correre in maniera indipendente. A colpirmi, della dichiarazione di intenti e dei punti del programma, sono stati i toni piuttosto accesi tipici di quella parte di italiani che lavora nella scienza e non può più tollerare il fatto che sia diventata un'opinione.

Dato che da un po' di tempo mi interrogo sul modo migliore per saldare la frattura tra il mondo degli scienziati e una certa fetta della popolazione italiana, ho parlato direttamente con Mattia Butta al telefono per capire cosa ha in mente.

Motherboard: come mai non vi siete candidati all'interno di partiti già esistenti?
Mattia Butta: Il vantaggio di non candidarci all'interno di altri movimenti è quello di non dover sottostare alle logiche di partito. Siamo 10 candidati, sarà possibile votarci in Francia, Germania, Austria e Repubblica Ceca. Il massimo numero di deputati eleggibili è di cinque persone, siamo una realtà totalmente indipendente.

Cosa volete promuovere, principalmente?
'W la Fisica' è nato per diffondere il valore della scienza. Ci siamo resi conto che anche i partiti politici che a parole lo rispettano, in realtà fanno delle porcate. Ho raccolto tutte queste storie all'interno di un e-book: W la Fisica — Uno sguardo impietoso sulla politica che stupra la scienza. Ho scritto di una serie di casi, dalla legge Cirinnà contro la vivisezione, al divieto di coltivazione degli OGM da parte del governo Renzi, dal supporto dell'omeopatia, fino a tutto il discorso sull'antivaccinismo cavalcato da Salvini e Di Maio.

Uno dei principi che ci teniamo a promuovere è che la scienza non si basa sul principio di autorità, ma sui dati. Un caso incredibile di cui ho parlato nel libro è quello del senatore a vita Carlo Rubbia che, durante una commissione riunita nel 2014, aveva dichiarato che dal 2000 al 2014 la temperatura della Terra non fosse aumentata, ma diminuita. Aveva citato i dati di una bufala. Ecco, vogliamo promuovere l'utilizzo del metodo scientifico anche in politica.

Ora commentiamo i punti più caldi del programma. Cosa mi dici dell'approvazione della sperimentazione su "Stamina"? Cosa è andato storto, in quel caso?
Secondo me non si sarebbe neanche dovuti arrivare a discutere in Parlamento un metodo di cura non supportato da dati scientifici. Hanno istituito una commissione scientifica per valutarne il metodo, ma il tutto è stato condotto per assecondare il sentimento della piazza, è stata un'operazione di facciata. Di base, sarebbe bastato applicare un po' di buon senso.

Dichiarando di essere a favore della sperimentazione animale, lanciate un messaggio potenzialmente molto impopolare. Davvero non esistono alternative?
Nonostante le diverse proposte di legge per vietare la sperimentazione sugli animali, fatte per ottenere consensi degli animalisti, al momento resta un metodo indispensabile per l'avanzamento della scienza. Esistono ricerche per riuscire a ottenere dei metodi alternativi, ma, per ora, si rivelano efficaci solo in ambiti limitatissimi. Di sicuro, dato che la sperimentazione animale ha un alto costo, le industrie farmaceutiche hanno ogni interesse ad evitarla. Ma eliminarla del tutto, oggi, è ancora impossibile.

Cosa mi dici invece del rapporto tra scienza e giustizia?
La senatrice M5S Paola Taverna, in un'intervista a "Piazza pulita" del 2015, ha citato la sentenza di un tribunale italiano che associava i vaccini all'autismo, rifacendosi alla bufala messa in giro da Andrew Wakefield. Ecco, un concetto importante da diffondere è che non sono le sentenze dei tribunali a fare la scienza. All'estero esistono dei manuali di corretta interpretazione dei dati scientifici che servono per la formazione dei magistrati chiamati a decidere in questi casi in cui vengono spiegati concetti base — ad esempio, che la correlazione non indica casualità. Bisognerebbe farlo anche in Italia.

Qual è la vostra posizione sugli OGM?
La decisione di vietare la coltivazione di OGM è stata presa sempre facendo riferimento al sentimento di piazza. La decisione di non coltivarli in Italia è contraddittoria: il nostro stesso paese importa milioni di tonnellate di soia OGM senza le quali il nostro sistema agroalimentare crollerebbe. Quindi, gli OGM sono comunque parte della nostra catena alimentare. E poi con le nuove tecniche di editing genetico, vedi CRISPR, si tratta di un dibattito quasi obsoleto. Un giorno guarderemo al periodo in cui temevano gli OGM come oggi si guarda ai nostri antenati spaventati dalla corrente elettrica.

Come possiamo attirare ricercatori stranieri in Italia e convincerli a fermarsi qui?
È semplice: per attirare dei ricercatori di alto livello occorre proporre stipendi più alti. In questo modo aumenta il numero di persone che si candidano per occupare una certa posizione lavorativa ma, sopratutto, si presentano anche persone più competenti. Chi fa ricerca è mosso dalla passione, ma è un lavoro che nessuno è obbligato a fare. Quindi c'è un limite alla quantità di sacrifici che si possono fare per esercitarlo.

Per concludere quali sono le vostre proposte in merito a omeopatia e l'istigazione a non vaccinarsi?
Probabilmente ricorderai la vicenda del bambino di 7 anni che, nel 2017, è morto per un'otite curata con preparati omeopatici. Vogliamo evitare che si ripetano casi simili. Il fatto che i prodotti omeopatici vengano venduti in farmacia o che siano prescritti dai medici è paradossale. Bisognerebbe rendere chiaro qual è la differenza con i farmaci provati scientificamente. Stesso discorso vale per chi si professa contro i vaccini. Noi siamo per la libertà di espressione, bisogna solo porre dei limiti quando questa mette in pericolo la sicurezza pubblica.

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