L'India ha ufficialmente bloccato il servizio Free Basics di Facebook

L'autorità indiana per le telecomunicazioni ha dichiarato la volontà di garantire dei servizi internet che non discriminino determinati contenuti.

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feb 8 2016, 11:47am

In India, l'autorità regolatrice per le telecomunicazioni (TRAI), ha ufficializzato la norma 'Prohibition of Discriminatory Tariffs for Data Services Regulations, 2016', che "non permette agli operatori telefonici di offrire tariffe dati che rendano accessibili solamente determinati contenuti su internet."

La notizia è enorme: in breve, l'India ha oggi ufficialmente rifiutato il programma Free Basics offerto da Facebook, che prevedeva un accesso gratuito a internet per chiunque fosse in possesso di una SIM abilitata alla navigazione—L'internet di Free Basics, però, è composto esclusivamente di una rosa di servizi scelti da Facebook e il consorzio Internet.org, andando contro, di fatto, al principio di net neutrality.

"Nella formulazione delle norme, l'Autorità per le Telecomunicazioni ha fatto riferimento ai principi di net neutrality, nel tentativo di assicurare ai consumatori un accesso a internet privo di ostacoli e non discriminatorio. Queste norme vogliono garantire che le tariffe per i piani dati per l'accesso a internet siano content agnostic (ovvero, garantiscano un accesso universale alla totalità della Rete, e non esclusivo a determinati servizi scelti dagli operatori, ndr)."

Prima di tutto—Facebook, con il suo Free Basics, mira a "offrire alle persone un modo per accedere ad alcuni utili servizi internet dai loro cellulari, in particolare in zone del mondo dove i piani dati per dispositivi mobili sono meno economici," si legge sul sito ufficiale del programma. "I siti sono disponibili gratuitamente e non gravano sui volumi del piano dati dell'utente, e includono servizi per le news, per la ricerca di lavoro, sanità, educazione e informazione locale. Introducendo le persone ai benefici di internet attraverso questi siti speriamo di poter portare sempre più online e migliorare le loro vite."

Nonostante le premesse, il problema è piuttosto evidente: offrire gratuitamente accesso a solamente una parte di internet è pericoloso—In un contesto in cui la piattaforma è internet, nata e pensata per essere libera e accessibile a tutti, mostrarea così tante persone in così tante nazioni solamente una parte di esso potrebbe provocare un danno irreparabile alla struttura della Rete stessa, mutandola profondamente negli anni a venire.

La normativa diramata dal TRAI parla chiaro, "Nessun operatore dovrà offrire tariffe dati che discriminino, in qualche modo, un contenuto a favore di un altro; Nessun operatore dovrà aderire a iniziative che possano in qualche modo aggirare queste normative; Le tariffe ridotte per l'accesso o la fornitura di servizi di emergenza, o in periodi di emergenza pubblica, sono permesse."

Il TRAI afferma di aver proposto una misura preventiva perché l'analisi caso per caso sarebbe risultata troppo costosa—Di fatto, quindi, il programma Free Basics è ora illegale in India, ma ciò non significa che non continuerà. Infatti, la normativa prevede "una multa di 50.000 rupie al giorno per chiunque violi queste norme," resta da chiedersi se Facebook non abbia intenzione di sopportare questa spesa pur di continuare a offrire Free Basics in India.

Si aspettano ancora commenti da casa Zuckerberg.

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