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Sapere libero e discussioni su Aranzulla: siamo stati a Wikimania 2016

Wikimania 2016, il raduno mondiale della community di Wikipedia, si è tenuto in un paesino di montagna in provincia di Lecco.

Wikimania è il raduno mondiale della community di Wikipedia che si svolge ogni anno. Un evento della durata di una settimana, pensato per celebrare l'enciclopedia libera e i suoi progetti paralleli con conferenze, meeting, workshop e hackaton. Dopo Londra, Hong Kong e Città del Messico, quest'anno la location selezionata è stata Esino Lario, un paesino montano di 760 abitanti in provincia di Lecco che si è aggiudicato la manifestazione in un testa a testa finale con Manila.

Per l'occasione, noi di Motherboard ci siamo armati di spirito enciclopedico, sete di conoscenza, stomaco di ferro per affrontare le curve a gomito delle strade di montagna e abbiamo raggiunto Esino Lario per esplorare il mondo dei wikipediani—alla ricerca di hacker angolani che combattono il colonialismo digitale, volontari presi bene con il sapere libero, e qualcuno con cui discutere animatamente della questione Salvatore Aranzulla.

Lasciandoci a valle il paesaggio lacustre del Lago di Como, abbiamo raggiunto i quasi 1000 metri di altitudine a cui si trova Esino Lario. Qui, abbiamo trovato un tipico e tranquillo paesino lombardo popolato eccezionalmente da persone di provenienze diverse che coloravano le strade con le T-shirt azzurre dell'evento. Il primo individuo di rilievo che abbiamo incontrato è stata il sindaco, occupato a parlare di questioni logistiche con due alpini della protezione civile.

Pietro Pensa, sindaco di Esino Lario, discute di questioni logistiche con due alpini. Foto, dove non diversamente specificato, di Daniele Zinni.

Quando gli abbiamo chiesto come un paesino così piccolo fosse riuscito a ospitare un evento di questa risonanza—considerato anche che, finora, ce l'hanno fatta solo le metropoli—Pietro Pensa ci ha risposto ridendo: "l'idea è stata di mia cugina Iolanda Pensa, che collabora con Wikimedia Foundation da anni. Quando mi ha telefonato per propormelo sono caduto dalla sedia".

"Devo dire che la comunità locale ha contribuito fin da subito, si sono impegnati praticamente tutti. Hanno persino accolto i wikipediani nelle loro case: come potrete immaginare, un paesino del genere non ha molti alberghi" continua il sindaco. "Sono dell'idea che l'esperienza di Esino Lario debba diventare un esempio per le piccole comunità che vogliono fare qualcosa di bello. L'impegno e la capacità progettuale possono portare ovunque."

Un gruppo di volontari durante il pranzo. Foto: Niccolò Caranti/Wikimedia Commons

In effetti, a prima vista, nessno dei 1368 ospiti provenienti da oltre 70 paesi del mondo sembrava soffrire della mancanza di servizi. In occasione delle conferenze sono stati recuperati alcuni edifici del paese tra cui un vecchio cinema, un ex museo ormai inagibile, il palazzetto dello sport. Inoltre, ora Esino Lario è uno dei pochi comuni di montagna in Italia che può vantare la presenza della banda ultralarga. Ospitare Wikimania, insomma, è stato anche un ottimo pretesto per combattere il digital divide che affligge parte della provincia italiana.

Percorrendo con fatica le strade in salita del paesino, complice anche il caldo, abbiamo cercato di raccogliere le testimonianze più variegate. Più che altro ci interessava capire in che rapporto fossero i partecipanti con l'enciclopedia online per eccellenza, e perché avessero deciso di partecipare all'edizione 2016 del raduno mondiale della community. Dobbiamo ammettere che siamo stati piuttosto fortunati negli incontri. Ecco con chi abbiamo parlato.

Andrea 17 anni, Pietro 18 anni, Michele 16 anni. Volontari.

Motherboard: Voi che fate? Studiate? Come siete finiti a Wikimania?

Alcuni di noi sono studenti dell'istituto informatico, altri del liceo scientifico; abbiamo ottenuto l'incarico di creare un'app per Wikimania e, successivamente, abbiamo deciso di lavorare come volontari.

E cosa fa un volontario?

Nei primi giorni, i volontari si sono occupati principalmente dell'accoglienza e della registrazione dei partecipanti, compresa la stampa e gli speaker, e di accompagnarli ai loro alloggi. Iniziate le conferenze, invece, il nostro compito è diventato quello di organizzare i punti di ristoro.

Vi pagano vitto e alloggio, quindi?

No, solo il pranzo e i trasporti. Noi comunque non dormiamo qui, siamo tutti della zona.

Il vostro rapporto con Wikipedia? Siete editor attivi o utenti passivi?

Non siamo editor, la utilizziamo e basta. Purtroppo molte voci riguardanti la programmazione informatica, quelle che ci servirebbero, non sono scritte benissimo—il sito non è organizzato come un manuale e non può esaurire il tipo e il numero dei problemi che si affrontano lavorando a un programma—ma per altri argomenti è davvero fondamentale.

Parlateci un po' della app a cui state lavorando, a cosa serve?

È stata presentata all'inizio della manifestazione, all'incontro con Jimmy Wales. É il calendario degli eventi di Wikimania, ordinati per data, ora e tipo [dei quattro possibili]. Ovviamente è indicato anche lo speaker e tutte le altre informazioni essenziali. Le stime sull'affluenza, per esempio.

Insomma, da liceali che ne pensate di Wikipedia? È importante promuovere l'accesso al sapere in questo modo?

Be', ci sembra una bella idea ovviamente; di fatto Wikipedia permette di condividere e far circolare le proprie idee e le proprie competenze su vasta scala. Dedicarci del tempo, piuttosto che guardarsi un film, ci sembra una cosa molto bella e un'esperienza formativa; e del resto con l'app è andata proprio così, ci abbiamo fatto le notti in bianco.

E il festival vi piace? Siete riusciti a farvi un po' di contatti con l'app? Vi rompete soltanto le palle?

È bello e non ci annoiamo affatto, ma saremo qui solo oggi e domenica, prima abbiamo dovuto ultimare l'app e non avrevamo tempo di venire. E sì, speriamo di esserci fatti qualche contatto, sicuramente abbiamo già conosciuto molta gente.

Riccardo, 25 anni, fondatore di WikiToLearn.

Allora, di rito: come va Wikimedia? Dove alloggi?

Benone, davvero. Lavorando in questo settore da molto tempo, di eventi del genere ne ho vissuti tanti e questo mi sembra tra i più caratteristici; mi piace molto che sia distribuito per tutto il paese—a stretto contatto con la comuità locale—invece di concentrarsi in qualche sala conferenza. Per il resto, sto facendo avanti e indietro da Milano. Questa sera, però, ho preso una camera in albergo, perché domani c'è un evento importante.

Che evento importante?

Un meet-up sull'education e, insomma, occupandoci noi di educazione…

Eccoci, spiega.

Il nostro progetto si chiama WikiToLearn. L'idea è quella di permettere di assemblare libri di testo modulari a partire da una selezione di articoli sul sito, poterli scaricare ed, eventualmente, stampare.

E la stesura degli articoli?

Be' essendo un progetto Wiki è del tutto aperta e collaborativa. Per fare un esempio illustre: Lorenzo Losa, attuale presidente di Wikimedia Italia, ha studiato matematica alla Normale di Pisa ed è stato tra i primi a regalarci i suoi appunti per essere pubblicate su WikiToLearn. Un altro ancora? Giorgio Letta, padre di Enrico e mostro sacro del calcolo delle probabilità, ci ha donato la trascrizione di un suo corso.

Diversi professori stanno collaborando, ma stiamo cercando di coinvolgere anche gli studenti perché prendano appunti in classe e li rendano disponibili sulla piattaforma; magari dopo che un professore li ha ricontrollati. Nonostante personalmente io creda nella possibilità di una collaborazione orizzontale di assoluta qualità—e del resto Wikipedia lo dimostra—abbiamo deciso di organizzare la revisione periodica e puntuale delle voci da parte di una serie di professori che collaborano con il progetto.

Che bello, avete già avuto riscontri pratici?

Sì, considera che siamo un progetto molto giovane, nato a settembre dell'anno scorso, ma nonostante questo abbiamo già ottenuto il supporto di un gran numero di accademie, università e centri di ricerca—come il CERN di Ginevra, l'università di Pisa, quella di Barcellona o quella di Milano-Bicocca. Alcuni ricercatori del CERN, di Fermilab e di altre organizzazioni simili stanno collaborando a un corso di C++.

Tutto molto STEM, al momento.

Nì. Dico: al momento il nucleo sono certamente le materie scientifiche, un po' di informatica e medicina, ma l'università di Pisa parteciperà al progetto come ateneo, Bicocca ha integrato WikiToLearn nel suo sistema di learning come ateneo e così anche Barcellona, Parigi… Speriamo che cresca.

Beh, siete già tantissimi e molto attivi.

Sì, circa 200 in tutta la comunità, tra editor, sviluppatori e tutto. Il grosso focus è a Milano, ma in fondo no, non c'è un vero focus; abbiamo gente da tutta Italia e diversi collaboratori internazionali. C'è anche qualche bella storia. Per esempio abbiamo un ragazzo del Colorado, 15 anni, che è entrato in contatto con il progetto via Google Code-in—a cui abbiamo partecipato—e ora è tra gli utenti più attivi. C'è un ragazzino del Camerun che ogni giorno si fa un'ora e mezza di bicicletta fino all'internet point più vicino per contribuire a WikiToLearn. Non manca il vecchio professore in pensione dell'università della Pennsylvania.

Luca, Marco, Camelia. Editor di Wikipedia Italia. Finalmente qualcuno con cui discutere di Aranzulla.

Ciao, prima cosa devo dirvi che la testata per cui lavoro, Motherboard, è quella che ha alzato il polverone sulla pagina di Salvatore Aranzulla...

Ah, ecco. Una polemica che difficilmente ci scrolleremo di dosso. Guarda, nessuno di noi tre ha partecipato attivamente alla questione; quello che ci è stato spiegato è che la voce è stata cancellata perché era super-promozionale. Se Aranzulla avesse scritto una voce meno celebrativa, probabilmente la pagina sarebbe ancora lì. Uno dei nostri motti, non a caso, è "enciclopedicità non vuol dire notorietà" e l'oggettività è uno dei nostri pilastri.

Come vengono prese decisioni del genere, all'interno della community?

La community ha dei meccanismi democratici, non basati sul voto o sulla rappresentatività ma sul consenso. Questo significa che, quando ci sono delle decisioni da prendere, si cerca sempre di trovare un punto di convergenza in cui includere la maggior parte delle persone. Se ci sono due tesi contrapposte, magari se ne cerca una terza che sia una via di mezzo e che unisca più membri. In generale vengono premiati i pareri informati, quelli di chi ha qualcosa da dire. Le votazioni, invece, sono l'extrema ratio. Ma è anche vero che se non si arriva a un punto prima o poi bisogna decidere. Il crowdsourcing è un meccanismo un po' strano, ma funziona.

Avete delle regole molto ferree?

Abbiamo un sacco di linee guida, che non sono vere e proprie regole, ma che ci aiutano nel nostro lavoro. In generale, per ogni voce, l'obiettivo è quello di scrivere nella maniera più chiara e oggettiva possibile. E ci si aspetta che tutti si attengano a questo principio. Abbiamo gli strumenti per bloccare voci o utenti particolarmente "dannosi" o "offensivi", ma cerchiamo sempre di essere accoglienti e comprensivi, soprattutto con i nuovi utenti.

Da quanti membri è composta la community italiana?

Difficile dirlo di preciso. In Italia ci sono più o meno 8.300 persone che scrivono su Wikipedia ogni mese, ma non sono sempre le stesse. Ci sono alcuni editor storici (tipo Marco, che ci scrive da 12 anni) ma in generale c'è un sacco di turnover. Molti di noi fanno anche il lavoro sporco, tipo editare, mettere i template eccetera. Se qualcuno scrive delle voci disastrose dal punto di vista formale, noi provvediamo a correggerle.

Testimonianze di quanto sia stancante partecipare a Wikimedia.

Gli editor sono divisi per competenze?

No, ognuno può occuparsi di qualsiasi argomento, anche da anonimo. Non ci sono restrizioni. C'è un nostro slogan che dice "be bold!". Se te la senti, lo fai. Se poi scrivi cazzate, qualcuno provvederà a correggerle prima possibile.

Quante ore al giorno spendete su Wikipedia, mediamente?

L'impegno varia molto. Noi al momento siamo coordinatori regionali di Wikimedia Italia, e abbiamo poco tempo per occuparci dell'enciclopedia. Curiamo attività riguardanti il territorio, progetti, attività nelle scuole, scriviamo voci locali eccetera. È un'attività che portiamo avanti da sei mesi circa, al momento siamo "in prova" in Lazio, Toscana, Veneto e Basilicata.

Che rapporto c'è tra Wikimedia e Wikipedia Italia?

Wikimedia è la fondazione proprietaria dei server, ed è americana. E poi ci sono i vari capitoli di ogni nazione che si occupano di promuovere Wikipedia e gli altri progetti satelliti. Wikimedia non gestisce Wikipedia, la sostiene soltanto. Wikipedia si regge esclusivamente sulla community di volontari, questo è importante sottolinearlo.

C'è qualcuno che viene pagato per il suo lavoro?

Il 99 percento delle voci vengono scritte dai volontari. C'è una piccolissima percentuale di editor pagati per alcune voci, ma in alcune edizioni di Wikipedia è addirittura vietato. Costerebbe una cifra mostruosa pagare i contributor. E tra i volontari non possono essere fatte differenze, non ci sono senior editor o simili.

Da Wikimedia Italia nessuno percepisce soldi, nemmeno il direttivo. Adesso abbiamo una direttrice generale, Giuliana Mancini, che ha uno staff stipendiato che si occupa più che altro di questioni amministrative. Alcuni di loro non sono nemmeno wikipediani.

Perché avete scelto di dedicare il vostro tempo a Wikipedia?

Essenzialmente perché ci divertiamo, è un hobby. La nostra soddisfazione è nel fare le cose per bene, nel curare o tradurre argomenti che ci interessano. Siamo persone curiose.

Juliet Barbara, responsabile della comunicazione di Wikimedia Foundation a San Francisco.

Ciao, prima curiosità: com'è lavorare per Wikimedia?

Non posso immaginare un lavoro più bello, ho a che fare ogni giorno con un sacco di volontari che credono nel progetto, nel valore dell'informazione libera. Wikimedia è una no-profit con sede centrale a San Francisco, ma siamo connessi con tutti i paesi in cui è attiva Wikipedia. Lavoriamo con molti organismi culturali che condividono i nostri principi e abbiamo diversi organi che si occupano di curare i progetti paralleli, cercare fondi, supportare la community globale.

Come sta andando la tua esperienza qui a Wikimania?

È la seconda volta che partecipo a Wikimania, ed è sempre un'esperienza incredibile. Incarna alla perfezione gli ideali di Wikipedia, primo tra tutti la ricchezza che si può trarre dalla diversità.

Gli abitanti di Esino Lario poi sono fantastici, ci hanno trattato come una famiglia, ci hanno aperto le porte delle loro case per accoglierci.

Cos'ha detto Jimmy Wales nella conferenza d'apertura che ci siamo persi?

Ha annunciato una grossa novità: una direttrice esecutiva per Wikimedia Foundation, Katherine Maher. Finora la carica è stata ricoperta ad interim. Ci fa piacere perché Katherine è la persona giusta per l'incarico, per rappresentare la nostra comunità. Wikimedia ha 80.000 collaboratori in tutto il mondo, e lei è molto aperta sulla dimensione globale.

Jimmy Wales nomina Katherine Maher direttrice esecutiva di Wikimedia Foundation. Foto: Foto: Niccolò Caranti/Wikimedia Commons

A proposito di dimensione globale, come fondazione state facendo qualcosa per il digital divide?

È uno dei punti su cui stiamo lavorando di più, con una serie di iniziative e progetti. Sappiamo che non tutti hanno la possibilità di accedere a internet e quindi al sapere di Wikipedia. Stiamo cercando di educare nuovi lettori nei paesi più colpiti da digital divide, come ad esempio la Nigeria.

Anonimo, editor di Wikipedia Francia e curatore di Wikicheese.

Ciao, lavori per Wikipedia Francia?

Non è propriamente un lavoro, sono un volontario come quasi tutti. Lo faccio perché mi piace l'idea di condividere le mie conoscenze con il resto del mondo.

In effetti, quella dell'enciclopedismo è una tradizione francese... Quante ore a settimana dedichi a Wikipedia?

Se devo fare una media, una decina di ore circa. In realtà dedico molto tempo a un progetto specifico: Wikicheese, un portale dedicato ai formaggi. Principalmente ci occupiamo di formaggi francesi, ma ci stiamo allargando anche alla Svizzera. Ci riuniamo una volta al mese, fotografiamo una decina di formaggi e redigiamo gli articoli sulla loro provenienza e caratteristiche.

Be' allora serve al più presto anche una versione italiana, abbiamo un sacco di formaggi anche noi...

Sì, certo. [Poco convinto]

Foto di Federico Martelli

Tanvir Rahman, amministratore di Wikipedia Bangladesh.

Da dove vieni?

Sono di Dacca, la capitale del Bangladesh ma vivo in Germania, a Dortmund, dove studio ingegneria elettronica.

Perché sei qui?

Sono un wikipediano dal 2009. Mi trovo qui principalmente per conoscere i miei colleghi, stringere relazioni con loro e discutere le questioni che riguardano la fondazione. È una location ottima per incontrarsi faccia a faccia.

Sono uno degli amministratori di Wikipedia Bangladesh. Il Wikipedia in bengali non è ancora così diffuso, ma la nostra lingua è una delle più parlate al mondo, siamo in 200 milioni, quindi abbiamo un potenziale bacino d'utenza molto esteso. Abbiamo bisogno di nuovi contributor per coprire più argomenti, ma sopratutto è necessario che la gente ci conosca meglio. Per questo organizziamo molti eventi per rinsaldare la nostra comunità e per rendere più popolare l'enciclopedia.

Come usi Wikipedia?

Come tutti, consulto Wikipedia quando voglio saperne di più riguardo a un determinato argomento, ma spesso mi diverto a navigare attraverso le pagine per approfondire argomenti a scelta.

Di quali argomenti scrivi?

Mi interesso di media, star del cinema ma anche biologia e zoologia. Tuttavia, da un po' di tempo a questa parte, ho iniziato a tradurre le pagine dall'inglese a tema medico, così da fornire una serie di informazioni fondamentali alle altre persone che parlano la mia lingua.

Leggo moltissimo e come tutti non mi ricordo tutto ciò di cui leggo. Per me, tradurre o creare una pagina ha anche la funzione di aiutarmi a memorizzare: se ne scrivo, imparo meglio.

Quante ore al giorno dedichi a Wikipedia?

Ora non ho più così tanto tempo per dedicarmici, a causa dello studio e del lavoro che devo svolgere per l'università. Quando ho iniziato, mi piaceva così tanto che ero capace di passarci sopra anche 10 ore al giorno.

E qualcuno doveva venire a staccarti dal computer?

Sì, ma nessuno lo faceva.

Articolo realizzato con la preziosa collaborazione di Federico Martelli, Luca Flebus e Daniele Zinni.