One Million Dreams, quando i sogni incontrano gli open data

Perché è importante costruire un database planetario dei sogni degli esseri umani di tutte le culture e provenienze?

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ott 21 2014, 4:00pm

Immagine: Art is Open Source

Salvatore Iaconesi è un hacker, coder e artista di fama internazionale, oltre che designer e ingegnere robotico. Abbiamo chiesto a Salvatore di raccontraci One Million Dreams, il progetto basato sugli open data e i sogni che ha presentato, insieme a Oriana Persico, a Maker Faire 2014. "Perché è importante costruire un database planetario dei sogni degli esseri umani di tutte le culture e provenienze?" Attraverso One Million Dreams, Salvatore vuole dare una risposta a questa domanda.

Innanzitutto, dobbiamo premettere, ci sono sogni e sogni.

Un tipo di sogni sono quelli di cui abbiamo esperienza mentre dormiamo, quelle sequenze di immagini, idee, emozioni e sensazioni che avvengono durante la fase REM del sonno. È quella volta che avete immaginato di volare sopra la città, librandovi nel cielo, facendo picchiate e ascese vertiginose, per poi planare nel vostro ufficio, nel bel mezzo di una qualche scena surreale, tra il vostro boss e un figuro mascherato da moschettiere, senza praticamente accorgervi della transizione dal volo all'ufficio, per poi ricordare tutto con fatica e particolari che sfuggono progressivamente, al vostro risveglio.

Un altro tipo di sogni sono quelli rappresentati dal nostro esprimere desideri, aspettative, speranze. Sogno la pace nel mondo, dice qualcuno. Sogno un futuro con meno ingiustizia, dirà qualcun altro. E così via.

La mappa delle correlazioni emotive. Immagine: Art is Open Source

Che siano dell'uno o dell'altro tipo, sognare è una attività fondamentale e tipica degli esseri umani. Che siano dell'uno o dell'altro tipo, sognare potrebbe sembrare una attività poco utile. O, magari, utile per comprendere "solo" sé stessi, le nostre paure, ansie, preoccupazioni, ma anche le nostre aspirazioni, le cose che ci provocano gioia e benessere, i nostri desideri.

Non c'è ancora comprensione univoca del "perché" sogniamo, o del come questo avvenga. Per i sogni del secondo tipo, spesso, c'è un collegamento ad una proiezione di futuro: una costruzione mentale del futuro, una performance desiderante, che avviene nella nostra mente.

Jean Piaget, Humberto Maturana, Francisco Varela, George Kelly, Gregory Bateson. Tutti, in diverse modalità, costruttivisti, descrivono il "sogno" (inteso come desiderio), come performance simultaneamente interiore e sociale, di rete, formata sia dalle nostre aspirazioni che dall'ambiente sociale, dal network (mutevole e ricombinante) delle influenze e contaminazioni nelle sfere sociali, a formare sistemi cibernetici di secondo livello in cui individuo e società si contaminano vicendevolmente nella descrizione dei propri desideri e proiezioni sui futuri preferibili o desiderabili.

Nei sogni del primo tipo—quelli della sfera onirica—questo vale forse ancora di più, per motivi che sono, se vogliamo, più radicati nell'intimità dell'essere umano e, allo stesso tempo, determinati in maniera forse ancor più profonda dall'insieme dei simboli e significanti che condividiamo con il resto della società.

I sogni sono stato oggetto di studio sin dall'inizio delle civiltà umane, a cominciare dalle tavolette di argilla sumere; fino ai papiri egiziani—che consideravano come oracoli le persone dotate di sogni particolarmente vividi—; alle Upaniṣad indiane—che enfatizzavano il significato dei sogni—; al greco Morfeo, il dio dei sogni, ad Antifone, che ha scritto il primo libro sui sogni, alla teoria sui sogni di Ippocrate, ad Aristotele, che credeva nell'attività fisiologica causata dai sogni. E così via, sino ai sogni nella tradizione ebraica, nel cristianesimo (Giacobbe e il sogno della scala che va dalla terra al paradiso), e nell'Islam in cui, dopo la morte dell'ultimo profeta Mohammed, vi è la credenza che dio possa comunicare con i credenti attraverso il sogno.

Il sogno ispira e ha ispirato ogni arte dall'inizio dei tempi. Un elenco delle opere è potenzialmente infinito.

Sogno causato dal volo di un'ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio (Salvador Dalí, 1944). Immagine: Wikipedia

Che sia tramite la teoria freudiana dell'inconscio, o l'impostazione junghiana che vede i sogni come messaggi al sognatore a cui prestare la massima attenzione, o, ancora, tramite la teoria della soppressione di Perls, il sogno è uno oggetto effimero e sfuggente, ma che è segnale di interesse per l'individuo e, tramite l'influenza dalle e sulle sfere sociali, anche per intere comunità.

Il sogno è oggetto da studiare, analizzare, comprendere, condividere, mettere in rete.

Alcune teorie descrivono i sogni come creatori di collegamenti e consolidatori delle nostre memorie semantiche, o come momenti per riutilizzare la memoria per realizzare pattern di apprendimento e di creatività. O, addirittura, come momenti per ripulire le nostre memorie e gli schemi acquisiti, alleggerendoli e liberandoli dagli elementi meno importanti. Coutts indica i sogni come momenti per mettere alla prova e selezionare combinazioni di idee, immagini e scenari. Adler interpretava i sogni come esperienze preparatorie alle attività di problem solving.

In ognuno di questi casi, che ci si riferisca ai sogni del primo (onirici) o secondo (desideri) tipo, i sogni non sono qualcosa di passivo, o di interesse esclusivo dell'individuo, ma una esperienza attiva, performativa, e la cui analisi, comprensione e condivisione può portare beneficio a tutti gli esseri umani, sia nei termini della costruzione di consapevolezza, che il quelli della costruzione sociale di saperi e informazioni: per sapere di più di noi stessi, e per costruire reti di consapevolezze derivanti dalla comprensione individuale e da come questo insieme di comprensioni si possa unire in forma di rete, attraverso geografie, tempi e culture, per avere l'opportunità di costruire schemi più grandi, che siano in grado di parlarci del presente e dei futuri, do quello che temiamo, amiamo, preferiamo, desideriamo; di ciò che ci rende ansiosi o che ci fa stare bene; di ciò a cui aspiriamo o da cui ci vorremmo allontanare; e di come tutto questo cambi al cambiare delle nostre esperienze, della storia, dell'attualità, dei luoghi in cui viviamo e lavoriamo.

È per tutti questi motivi, combinati, che abbiamo reputato necessario costruire il progetto One Million Dreams.

One Million Dreams: anteprima di un video generato da 200 ore di sogni, raccolti in un anno attraverso i social network.

Nel progetto, usiamo i maggiori social network (Facebook, Twitter e Instagram) per catturare tutte le espressioni pubbliche (quelle che le persone hanno deciso di condividere apertamente, non in privato o solo con una cerchia limitata dei propri contatti) dei sogni dei due tipi: siano essi racconti di sogni (onirici), o di sogni (nel senso dei desideri).

Per fare ciò ci serviamo delle tecnologie prodotte per un altro progetto: gli Human Ecosystems.

Tramite di esse utilizziamo l'analisi di linguaggio naturale per analizzare queste espressioni (tenendo ovviamente conto dei limiti attualmente posti da questo tipo di tecnologie, tra cui l'interpretazione dell'ironia, dell'umorismo, e il progressivo schiacciamento strutturale dell'analisi delle varie lingue sull'inglese, dato che la maggior parte degli strumenti sono costruiti in questa lingua), per comprendere i temi di cui trattano queste espressioni, e le loro modalità emozionali: di cosa parlano i sogni dei due tipi, e che emozioni esprimono.

Tramite questa attività generiamo una sorgente di Open Data, che tutti possono utilizzare (ricercatori, hacker, artisti, designer...) per realizzare visualizzazioni, ricerche, analisi, studi, opere d'arte, performance, azioni civiche (a quando un Movimento dei Sogni?), e tanto altro.

Pensiamo che questo genere di informazioni possano essere utili per una ampia varietà di discipline scientifiche e di attività umane. Dall'antropologia alla psicologia. Dalla sociologia alla linguistica. Dalle scienze umanistiche a quelle della comunicazione. Dall'arte alla politica.

Questo è sicuramente vero sia quando questa possibilità è presa di per sé, sia quando viene unita alla possibilità di affiancare questi dati ed informazioni al dispiegarsi dei fatti e delle notizie dell'attualità. Pensiamo come possa essere interessante per tutte queste ed altre discipline il conoscere come variano sogni e desideri delle persone tra guerre, crisi dei mercati del lavoro e finanziari, fatti di cronaca, malattie (chi di voi ha sognato l'Ebola?), cambiamenti climatici, problemi dell'ambiente, energia. Come è importante capire tutte queste cose al cambiare delle culture, dei luoghi del mondo, dello scorrere dei giorni, delle settimane, dei mesi, degli anni?

Ad oggi (avendo iniziato l'ascolto a metà Marzo 2014) abbiamo raccolto più di due milioni di sogni (onirici) e più di 6 milioni di sogni (desideri), nelle 21 lingue delle 29 in cui ascoltiamo. Questi sogni (dei due tipi) sono distribuiti su tutto il pianeta, con una ovvia minoranza nelle aree meno abitate del pianeta, quelle in cui sussistono limitazioni alle libertà di espressione (ad esempio la Cina), e di quelle che contengono le popolazioni con maggiori difficoltà (ad esempio in varie parti dell'Africa).

Moltissime espressioni, per esempio, vengono dai punti più "caldi" del pianeta: Siria, Egitto, Turchia, e Medio Oriente in generale.

I sogni dei due tipi parlano di tanti argomenti: dalle guerre; ai rapporti familiari ed amicali; al mondo del lavoro (con nette maggioranze che riguardano l'ambiente lavorativo e la crisi dei mercati del lavoro, e del non averlo); alle sfere sentimentali ed emozionali; alla violenza; alle sessualità; e tanti altri.

Se volete potete accedere alla sorgente di Open Data. Per questo occorre ancora contattate l'autore: ancora non c'è un sito web per tutto questo, e stiamo condividendo i dati con le varie persone in maniera artigianale, sia perché il progetto è, ad ora, completamente finanziato in proprio (e, quindi, è ben sotto il livello di sostenibilità economica), sia perché questa modalità ci permette di stabilire conversazioni significative con quelli che desiderano accedere ai dati e, perché no, di sognare insieme.