#deletefacebook

Facebook si stava preparando a #DeleteFacebook da più di dieci anni

Secondo molti, il social network è impossibile da rimpiazzare perché in questi anni ha sbaragliato la concorrenza.

Sarah Emerson

Sarah Emerson

Non c'è mai stato un periodo migliore per #DeleteFacebook. Questo è quello che sostiene il movimento che cerca di archiviare il social, dopo le rivelazioni su Cambridge Analytica e l'uso di dati di 50 milioni di persone nel 2014.

Ma i quasi 2 miliardi di utenti di Facebook non sanno dove altro andare. Questo perché, con qualche rara eccezione, Facebook ha cercato in tutti i modi di annientare i suoi competitor, copiandoli o acquisendoli — una tattica molto usata per essere insostituibili. Negli ultimi 14 anni, sin dall'inizio, Facebook si è preparato per questo momento. E adesso che è qui, il titano continua a monopolizzare il modo in cui gli esseri umani interagiscono online.

"Non credo che ci sia un numero significativo di persone che stanno agendo in quel senso ma, sai, a prescindere non va bene," ha detto Zuckerberg al New York Times a proposito degli utenti che stanno cancellando i propri account. Un'indagine di Reuters mostra che il 41 percento degli americani si fida di Facebook per quanto riguarda la protezione dei propri dati. Secondo un recente sondaggio di Blind, una app di messaggistica per impiegati nel mondo della tecnologia, il 31 percento dice di avere intenzione di cancellarlo.

Non è una novità che i prodotti tecnologici si copino a vicenda. La Silicon Valley sta spingendo startup che sono virtualmente indistinguibili, ma una piattaforma simile a Facebook è vista da molti come incompatibile con il progresso — è un monopolio naturale — che lascia troppo poco spazio per idee simili. Oggi, Facebook è un colosso della tecnologia; un mostro di Frankenstein delle piattaforme social. Non ha condizionato soltanto i suoi competitor, ma anche le nostre abitudini, rendendo troppo difficile e poco conveniente per la maggior parte delle persone cancellarsi davvero da Facebook.

Non sono un utente troppo attivo, ma non l'ho ancora abbandonato per paura di restare isolato — dalla famiglia, dagli amici e da chi non ho ancora conosciuto. Le generazioni precedenti, tipo quella di mia madre, sostengono di essere preoccupati per le attività di Facebook ma di non poter immaginare di cancellare il proprio account, perché tagliare i ponti significa ridurre sensibilmente le relazioni famigliari. Le persone sopra i 55 sono la fetta crescente di utenti. Ci sono infiniti modi in cui Facebook ha cambiato la nostra psicologia nell'essere online, ma non è questo che ci tiene agganciati al sito.

Nel 2009 Facebook ha comprato l'ora defunto FriendFeed, un aggregatore di social media, per 15 milioni di dollari, più 32,5 milioni in azioni. In quel periodo, Facebook stava già replicando le feature originali di FriendFeed, tipo il bottone "like" e gli aggiornamenti in tempo reale.

"Ci sono già molti modi in cui FriendFeed batte le impostazioni del news feed di Facebook," ha scritto Techcrunch. "Uno di questi è il modo in cui i post sono riportati in cima quando gli utenti li commentano. E il sistema FriendFeed è davvero in tempo reale, a differenza di quello di Facebook che deve essere aggiornato manualmente."

Un anno dopo, Facebook ha pagato 40 milioni per tutti i brevetti di Friendster, un'altra vecchia, ma piuttosto amata, piattaforma social. "Era importante che Facebook tenesse in ombra il fatto che qualcun altro detenesse i diritti della proprietà intellettuale dietro la sua tecnologia principale," ha scritto Gigaom.

Nel 2012, l'azienda ha notoriamente pagato un miliardo per Instagram, dopo aver demolito quella che apparentemente doveva essere la sua app di condivisione delle foto. Due anni dopo, per 19 miliardi, ha comprato WhatsApp, la app di messaggistica che compete con Facebook Messenger.

Ancora, nel 2013 Facebook ha speso 150 milioni per una tecnologia VPN (virtual private network) chiamata Onavo. Questa permette all'azienda di spiare il comportamento degli utenti fingendo di proteggere i loro dati, stando a quanto dice il Washington Post. Con le nostre abitudini sull'uso delle app, Facebook può decodificare i nostri desideri ed esaudirli — che sia con filtri in stile Snapchat o con giochi tipo WeChat.

Facebook ha acquisito diverse compagnie. Assorbendole, prendendo in prestito qualcosa da loro o semplicemente tenendole sotto il suo cappello. Una startup di check-in, un talento nell'advertising mobile, una tecnologia di messaggistica di gruppo, un servizio Q&A e una piattaforma di monetizzazione social tra gli altri — sono il nucleo di partenza del Facebook che conosciamo.

"La nostra missione è: dare alle persone il potere di creare una comunità e rendere il mondo sempre più a portata di mano," ha detto Zuckerberg al summit dell'anno scorso. "Questo ci fa capire che non possiamo farcela da soli, ma soltanto costruendo delle comunità e unendo le persone."

Ma Facebook sta davvero connettendo le persone, o sta solo rendendo impossibile farlo altrove?

Questo articolo è apparso originariamente su Motherboard US.