In Italia si gela ma al Polo Nord le temperature sono sopra lo zero

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feb 28 2018, 1:58pm

Più le temperature globali salgono, più le condizioni del ghiaccio marino dell'Artico si fanno preoccupanti. La NOAA ha segnalato a gennaio che lo strato di ghiaccio superficiale era il 9,4 percento sotto le medie precedenti. In altre parole, la misura più piccola mai registrata a gennaio da quanto gli scienziati hanno iniziato a misurarla nel 1979. Giovedì scorso, il Washington Post ha riportato temperature artiche di 7 gradi più alte del normale, le più calde mai registrate a febbraio.

Lo scorso fine settimana, le temperature alla stazione meteorologica di Cape Morris Jesup — uno dei punti più a nord del mondo — sono rimaste sopra lo zero per 24 ore filate. Nel frattempo, per colpa del cambiamento climatico, una base militare segreta in Groenlandia è affiorata dai ghiacci disciolti e gli scienziati hanno rilevato correnti d'acqua a nord della Groenlandia. Il tutto nel bel mezzo dell'inverno, quando l'Artico non vede mai la luce.

Per quanto non ci siano stazioni che registrano le temperature al Polo Nord, gli scienziati hanno motivo di ritenere che abbiano raggiunto i 35 gradi Fahrenheit (1,6 gradi Celsius) questo fine settimana.

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L'ondata di caldo e la preoccupazione persistente sul cambiamento climatico ha fatto sì che un video in time-lapse prodotto dal centro Goddard della NASA che mostra lo sciogliersi del ghiaccio nell'Artico diventasse di nuovo virale, scalando in cima al subreddit r/videos.

Il video è stato pubblicato originariamente nell'ottobre del 2016 su YouTube, dove ha raccolto 1,1 milioni di visualizzazioni, e offre uno sguardo ai mutamenti del ghiaccio marino nell'Artico nel corso degli ultimi 32 anni.

Il time-lapse inizia a Settembre 1984 ed è narrato dalla voce di Walt Meier, uno scienziato del National Snow & Ice Data Center. Meier spiega che il ghiaccio più bianco — quello più antico e spesso — è quello che diminuisce nel corso del video. Un utente Reddit ha commentato l'assottigliamento descrivendolo come "il battito cardiaco di un uomo in fin di vita che appassisce lentamente." La differenza sconvolge ancora di più nell'immagine finale, che mette a confronto fianco a fianco lo stato della calotta del 1984 con quello del 2016.

Meier spiega che la copertura ghiacciata si evolve nel corso dell'anno, diventando più spessa e ampia durante l'inverno e ritirandosi in estate. Man mano che il ghiaccio si sposta verso l'esterno, dove l'acqua è più tiepida, si scioglie, ma Meier spiega che si riforma ogni anno grazie alla corrente oceanica di Beaufort Gyre, che intrappola il ghiaccio e gli permette di durare più a lungo e inspessirsi.

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"Ma in anni recenti, ci sono stati minori rifornimenti," dice Meier mentre lo strato di ghiaccio nel video si assottiglia davanti ai nostri occhi. "Il mare di Baufort è passato dall'essere un'asilo a essere un cimitero per il vecchio ghiaccio."

Il ghiaccio più vecchio di cinque anni è più spesso e di un bianco acciecante e, Meier spiega, è proprio quello che è "virtualmente scomparso" dall'Artico. La cosa coincide con i dati riportati dalla NOAA a gennaio, secondo cui gli ultimi quattro anni hanno avuto i gennai più caldi mai registrati. Non stupisce che non ci sia virtualmente più ghiaccio bianco nell'ultima immagine del video.

Gli scienziati sanno già che la scomparsa del ghiaccio avrà conseguenze devastanti per il pianeta, dal rilascio in atmosfera di grosse quantità di gas serra all'aumento del livello dei mari a livello globale. Questo video è solo una dimostrazione più eclatante del cambiamento climatico e del disperato bisogno di deciderci ad agire che abbiamo.

Questo articolo è apparso originariamente su Motherboard US.