Siamo fottuti: nel 2018 l'Italia ha registrato le temperature più calde dal 1800

Stando ai dati pubblicati dall'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima italiano, nel 2018 abbiamo raggiunto i +1.58°C, superando il record dei +1.44 del 2015.

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08 gennaio 2019, 12:42pm

Immagine via Flickr/Carlo Bonini

Mentre alcune testate italiane salutano il freddo e la neve anomala nel Sud d'Italia di queste settimane come una rassicurazione rispetto ai "timori sul riscaldamento globale" — confondendo per errore meteo e clima —, l'ultimo report sulle temperature medie italiane condotto dall'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche parla chiaro: il 2018 è stato veramente troppo caldo. Quanto caldo, volete sapere? Il più caldo dal 1800 a questa parte, superando anche l'ultimo record italiano, quello del 2015.

L'anomalia delle temperature medie rispetto al periodo di riferimento (che va dagli anni Settanta al 2000) è stata infatti di +1.58°C, mentre nel 2015 era stata di +1.44°C, si legge nel comunicato stampa pubblicato sul sito del CNR. "A parte i mesi di febbraio (con un’anomalia negativa) e marzo (in media rispetto al trentennio di riferimento)," prosegue il comunicato, "tutti gli altri dieci mesi del 2018 hanno fatto registrare anomalie positive e nove di essi di oltre 1°C rispetto alla media," con gennaio e aprile sul podio, rispettivamente di 2.37°C e 3.50°C più caldi della media.

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Media dell'aumento delle temperature minime registrate nel 2018 in Italia: rispetto alla media di riferimento del 1971-2000 il 2018, dal 1800 a oggi il 2018 è stato l'anno con i valori medi più alti, +1.73°C (mentre il più freddo è stato il 1816, con una differenza dalla media di -2.76°C). Immagine e informazioni via: CNR ISAC

Non è un mistero che le temperature globali siano in crescita — l'intero obiettivo degli sforzi internazionali dall'Accordo di Parigi del 2015 in poi è di tenere la soglia di aumento delle temperature globali sotto i 2.0°C rispetto alla media pre-industriale, perché oltre quel numero ci aspetta essenzialmente un mondo apocalittico di fenomeni climatici estremi, con conseguenze sull'economia, le infrastrutture, la salute e le risorse a disposizione dell'uomo.

Sì, in questi giorni fa freddo — ma i picchi di freddo rientrano precisamente nell'insieme di fenomeni estremi con cui saremo presto costretti a relazionarci, come conseguenza dell'indebolimento della corrente del Golfo, il sistema di correnti oceaniche tiepide che ha garantito nei secoli all'Europa occidentale un clima mite d'inverno e che è ora seriamente minacciato dal cambiamento climatico.

"L’anomalia del 2018, se presa in esame singolarmente, non ci permette di trarre conclusioni relativamente alle tendenze in atto; tuttavia, se vista nel contesto degli ultimi 220 anni di storia climatica dell’Italia, è l’ennesima conferma del fatto che siamo in presenza di un cambiamento climatico importante per il nostro paese," conclude il comunicato stampa del CNR, specificando come sia "significativo il fatto che tra i 30 anni più caldi dal 1800 ad oggi, 25 siano successivi al 1990," e che "L’eccezionalità del 2018 non ha interessato solo l’Italia, l’anno appena concluso è risultato il più caldo da quando sono disponibili osservazioni anche per Francia, Svizzera, Germania e Austria."

Stando al report dell'IPCC abbiamo una finestra di sì e no 12 anni per evitare che la Terra intera si trasformi in una serra infernale: è sempre più chiaro che l'Italia non sarà esclusa.