Un liceo di Piacenza è la prima scuola d’Italia a usare una tecnologia anti-cellulari

Gli studenti devono riporre i telefoni all'interno di una tasca — chiamata Yondr — che li isola, fino alla fine delle lezioni.

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set 19 2018, 1:31pm

Foto: screenshot YouTube.

Il liceo San Benedetto di Piacenza è la prima scuola italiana dove è impossibile usare uno smartphone dalla la prima campanella fino all'ora di uscita. Quando arrivano in classe, infatti, gli studenti inseriscono il proprio dispositivo in una tasca isolante per renderlo inutilizzabile. I telefoni restano dentro la tasca durante tutte le ore di lezione, ricreazione compresa.

Come spiega La Repubblica — che ha pubblicato un video girato direttamente nella scuola di Piacenza, in cui raccoglie i pareri sconsolati degli studenti e le impressioni di professori e preside della scuola — lo scopo dell'intervento è rieducare gli studenti alla socializzazione e a prestare attenzione al mondo IRL. La regola coinvolge anche gli insegnanti ed è entrata in vigore con l'inizio di questo anno scolastico.

Il post di Repubblica illustra il funzionamento della tasca isolante, sostenendo che schermi il dispositivo infilato al suo interno. Questa descrizione ha portato gli utenti di Reddit a ipotizzare che lo strumento funzioni come una ”gabbia di faraday.” In realtà, secondo quanto emerge da una testimonianza riportata in un articolo di Wired, è molto più probabile che si tratti di una semplice tasca di tessuto: al pubblico di un concerto di Chris Rock — riporta come esempio Wired — è stato richiesto di impostare il telefono con la modalità vibrazione o silenzioso prima di farlo inserire nella tasca dal personale specializzato. Il telefono potrebbe dunque continuare a ricevere il segnale e si tratterebbe — piuttosto — di una schermatura "psicologica," se vogliamo.

La tasca prodigiosa si chiama Yondr. Viene chiusa dagli insegnanti durante la prima ora e viene sbloccata al termine dell'ultima lezione attraverso una base apposita. I telefoni restano agli studenti ma sono così resi inefficaci. Questo, ha spiegato al telefono a Motherboard il preside della scuola Fabrizio Betramoni, perché il divieto di uso del telefono a scuola previsto dalla legge non prevede il sequestro dei cellulari — che contengono dati sensibili — da parte degli insegnanti.

Le tasche Yondr sono prodotte da un'azienda statunitense e vengono utilizzate in più di 600 scuole nei soli Stati Uniti. Il loro uso si è diffuso anche durante concerti e spettacoli, tribunali, matrimoni o eventi per bambini.

L'inventore del progetto aveva raccontato in un'intervista a Wired di aver avuto l'idea della tasca riflettendo sul fatto che gli esseri umani non sono ancora pronti per gestire una serie enorme di input in contemporanea. Tuttavia, la strada da percorrere era consentire alle persone di disconettersi da internet senza impedire loro di soddisfare il bisogno di contatto tattile con l'oggetto telefono.

In Italia, lo Statuto degli Studenti tratta anche l'uso del cellulare in classe ed è stato integrato dalla Direttiva 104 del 2007 che si rifà all’elenco dei doveri generali enunciati dall’articolo 3 del D.P.R. n. 249/1998. La Direttiva parla di dovere specifico, per gli studenti, di non usare il telefono cellulare o altri dispositivi elettronici durante le attività didattiche — tranne in casi d'emergenza. La violazione di questo dovere comporta sanzioni disciplinari individuate autonomamente dalle singole istituzioni scolastiche con le proprie regolamentazioni di istituto.

Non è la prima volta che gli istituti scolastici e le amministrazioni cercano di limitare l'uso dello smartphone durante le lezioni: solo un paio di anni fa, il sindaco di Borgofranco, in provincia di Ivrea, aveva deliberatamente vietato il Wi-Fi nelle scuole, sostenendo che fosse "pericoloso." La scelta del liceo San Benedetto — benché già oggetto di qualche critica — appare più ponderata. La proposta, ha spiegato sempre Betramoni a Motherboard, è passata attraverso l'approvazione del Collegio Docenti e la delibera del Consiglio d'Istituto. Se il progetto sperimentale non produrrà risultati significativi, ha concluso il preside, potrà anche essere modificato o abbandonato.

Nel frattempo, gli studenti che non potranno proprio sopravvivere senza telefono possono sempre cambiare scuola.

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