Come un laboratorio universitario ha scoperto lo scandalo Volkswagen

È stato sufficiente testare le auto in strada piuttosto che quelle sul rullo.

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28 settembre 2015, 11:28am

Immagine: West Virginia University

Il "dieselgate" legato a Volksvagen è già costato al CEO Martin Winterkorn e ai manager di Audi e Porsche il loro posto di lavoro, ma l'impatto ecologico complessivo deve ancora essere valutato.

Secondo le ultime analisi, le auto Volkswagen modificate con il software potrebbero aver emesso un'incredibile quantità annua di monossido di azoto, fino a un milione di tonnellate.

Questi dati sono particolarmente allarmanti perché, rispetto al CO2, il monossido di azoto ha un impatto molto più significativo sull'ambiente.

Circa 11 milioni di auto VW sono state "hackerate" per falsificare la lettura delle emissioni, e secondo le stime avrebbero varcato la soglia di tolleranza degli Stati Uniti tra le 10 e le 40 volte. Le emissioni annuali di monossido di azoto hanno persino superato le emissioni annuali complessive della Gran Bretagna, come calcolato dal Guardian.

Il dieselgate è uno scandalo di grossa portata perché sembra che il solo scopo dell'installazione del software sia stato quello di ingannare gli ispettori. Fondamentalmente il computer delle auto era programmato per decodificare il modo in cui venivano effettuati i test: nel momento in cui il motore veniva acceso e le ruote iniziavano a girare—ma l'auto non si muoveva davvero come in un tipico test su rullo—le performance del motore venivano modificate così da corrispondere agli standard.

Tuttavia questa manipolazione poteva essere aggirata semplicemente utilizzando un metodo alternativo, ed è quello che hanno fatto i ricercatori della West Virginia University (WVU.) Un team del Centro per le Energie Alternative ha analizzato le emissioni dei modelli VW standard comparandoli a quelli ottenuti questa primavera dall'EPA.

Il team ha sviluppato un dispositivo che riesce a misurare le emissioni di un motore mentre l'auto è in movimento—piuttosto che sul rullo—e durante il test gli scienziati sono rimasti esterrefatti nello scoprire che i valori ottenuti dall'EPA fossero molto più bassi rispetto a quelli delle auto che percorrono normalmente le strade. Per le loro misurazioni hanno utilizzato due VW—una Jetta e una Passat—con cui hanno percorso la strada da Los Angeles a Seattle: nel cofano avevano installato un dispositivo gigante, collegato all'impianto di scarico, che misurava le emissioni a diverse velocità.

Dan Carder. Immagine: West Virginia University

Ciò che c'è di incredibile è che i risultati erano di 20 volte superiori ai limiti legali per il monossido di azoto. "Quando abbiamo letto i numeri la prima volta, andavano ben oltre quello che ci aspettavamo" ha detto Dan Carder, capo del centro WVU, in un'intervista rilasciata al Wall Street Journal. "In quanto scienziato la prima cosa da fare era dubitare dei nostri stessi risultati." Per questo i test sono stati ripetuti, ma i risultati sono rimasti gli stessi.

Inizialmente Volkswagen ha negato di aver utilizzato dei software che edulcorassero i valori delle emissioni. Nel frattempo, l'azienda ha ammesso di aver tentato di manipolare i risultati dei test, e poco dopo aver dichiarato di essere "molto dispiaciuto," Winterkorn si è dimesso. La tecnologia dietro a questi motori diesel truccati viene definita "defeat device" e permette a questi modelli di emettere fino al 40 percento di esalazioni tossiche in più di quanto sarebbe normalmente permesso. È così che questi motori riescono a sfiorare le performance per le quali i motori diesel sono famosi—dinamici ed economici.

Anche se Volkswagen ha ammesso le sue colpe, l'azienda ha già assunto lo stesso studio legale che ha rappresentato la BP dopo l'esplosione della sua piattaforma petrolifera Deepwater Horizon. Dei buoni avvocati saranno quantomeno fondamentali, in questo caso.

Le informazioni più recenti rivelano che anche BMW ha spesso violato i limiti di emissioni stabiliti dall'Unione Europea. Dopo le notizie della scorsa settimana, l'indice azionario dell'azienda è crollato del 10 percento. L'inquinamento ambientale dovuto al trasporto su gomma è infatti probabilmente più alto in Europa che negli Stati Uniti, visto che nel secondo caso i motori diesel sono presenti solamente nel 3 percento delle autovetture, mentre nel primo sono quasi la metà i veicoli interessati.