Non scopare con chi vuole registrare il tuo consenso sulla blockchain

Il consenso deve essere fluido, tutto l'opposto della blockchain.

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18 gennaio 2018, 12:05pm

Immagine: Shutterstock / Compositing: Samantha Cole

A differenza di quanto traspare dal flusso infinito di pitch che ricevo per email, la soluzione ai problemi dell’umanità non è “mettere tutto sulla blockchain.” Eppure, un’azienda olandese sembra determinata a insegnare alla gente il rispetto per i confini sessuali offrendo contratti di consenso digitali, per poi caricare la cosiddetta “prova” del consenso su una blockchain.

L’azienda Legal Things ha annunciato la settimana scorsa di voler lanciare una app per il telefono chiamata LegalFling, il cui scopo è “verificare il consenso esplicito prima di fare sesso,” stando al sito. “Basta premere un pulsante [...] e LegalFling ti permette di richiedere il consenso a qualsiasi dei tuoi contatti. Mettiti comodo e rilassati in attesa della conferma da parte del tuo flirt.”

Usando la app LegalFling, quando due o più persone vogliono avere un rapporto sessuale consensuale, “firmano” digitalmente un contratto nella app. LegalFling poi allega un hash di crittografia all’interazione (una riga di caratteri che rappresenta il testo) per una piccola somma di criptovaluta che viene inviata tramite il network Waves, una piattaforma di blockchain della stessa famiglia di Bitcoin e Ethereum. L’hash viene poi piazzato in via definitiva sulla blockchain Waves, dove tutti possono vederlo.

Una blockchain, che sia quella Bitcoin, Ethereum o Waves, è in poche parole un registro (ledger, in inglese) pubblico — è una lista di transazioni che tutti possono vedere, ma protetta tramite crittografia e costosa potenza di calcolo. Il registro è condiviso tra tutti quelli che eseguono il software della blockchain, il che lo rende quasi impossibile da modificare senza che qualcuno se ne accorga.

La app è stata stroncata con la dovuta cura la settimana scorsa, accusata di essere una goffa trovata pensata da un gruppetto di uomini e di fraintendere totalmente il concetto di consenso sessuale — che non può essere gestito con un documento da firmare. Il consenso deve essere un processo fluido, aperto alla revoca in qualsiasi momento, mentre i contratti legali ti offrono esattamente l’opposto. La app promette che il consenso possa essere revocato con un “tap” sullo schermo, ma i dati messi sulla blockchain sono permanenti.

LegalFling sostiene che i propri contratti siano “documenti vivi” dentro la app, a cui è possibile allegare ulteriori informazioni se il consenso viene poi ritirato, ma la entry iniziale sulla blockchain che conferma il consenso resta dov’è, anche se è solo un valore hash. È abbastanza per farti chiedere perché LegalThings abbia ritenuto che la tecnologia blockchain fosse necessaria in partenza.

“La lista di cose che non hanno niente a che spartire con la blockchain è bella lunga, ma questa cosa è sicuramente molto in alto,” mi ha detto per telefono Eva Galperin, direttrice della cybersecurity ad EFF. “Riflette anche una profonda incomprensione del funzionamento della blockchain, per cui chiunque abbia proposto questa roba non capisce niente di blockchain, di consenso e di sesso.”

Proviamo a stare al gioco di LegalFling, per un attimo. Diciamo che mi sto preparando per un appuntamento e non sono sicura di cosa succederà dopo. Anziché comunicare con l’altra persona (qualcosa che il CEO di LegalThings, Rick Schitz, in una conferenza stampa ha definito come “potenzialmente disagevole”), le invio una richiesta di consenso per quelli che sono — alla fine dei conti — i termini di servizio per usare il mio corpo. Oltre all’atto sessuale in sè, questi termini possono includere anche qualsiasi regola sulle foto di nudo e il sexting che accetto di inviare e ricevere. Se il mio appuntamento acconsente e “firma” il contratto, allora i dati dell’interazione sono traslitterati in un hash e caricati sulla blockchain, dove restano per sempre.

Il consenso non è una transazione una tantum.

Ma cosa succede se cambio idea a metà appuntamento? E a metà di un rapporto sessuale? Revocare il proprio consenso o alterare i termini “con un tap” è una feature della app, per cui l’assunto implicito è che devo interrompere qualsiasi cosa stiamo facendo, trovare il mio telefono e swipare “no” sulla app prima che l’altra persona sia legalmente obbligata a non aggredirmi. Qualcosa mi dice che lo scenario è estremamente irrealistico e anche potenzialmente pericoloso a livello pratico.

“Revocare il consenso è tanto semplice quanto dire ‘No,’” mi ha scritto per email Arnold Daniels, un portavoce dell’azienda. “La app ricorda le regole del gioco a entrambi i partecipanti prima di cominciare. È una cosa che preoccupa molti, per cui stiamo facendo in modo che la app ti spieghi bene che ‘no’ significa ‘no.’ Il vantaggio di LegalFling è che la cosa può essere fatta nel momento che conta di più, proprio prima di iniziare un rapporto sessuale.”

Non capisco se questa mentalità fraintenda o ignori del tutto il concetto di consenso entusiasta e affermativo, che si basa sulla comunicazione da parte di tutte le persone coinvolte di un “sì” in tutta la durata dell’incontro e non sull’ipotesi di interrompere il processo se e solo se qualcuno dice esplicitamente di no. “Il momento che conta di più” non è proprio prima di fare sesso. Il consenso non è una transazione una tantum. È una comunicazione costante e fluida tra due (o più) persone, che implica fare check uno dell’altro durante l’interazione, assicurandosi che tutti siano a proprio agio e si stiano divertendo.

"il fatto che ci sia un consenso esplicito registrato... potrebbe scoraggiare una vittima dal farsi avanti, o impedirle di ottenere giustizia.”

Anche se usi la app in un secondo momento per revocare il consenso — dicendo essenzialmente che durante l’appuntamento si è verificata un’aggressione — e un nuovo hash è messo sulla blockchain, quello originale che confermava il consenso resta comunque lì, in un blocco precedente.

Certo, puoi aggiungere nuove informazioni al contratto interno alla app LegalFling, ma il principio intrinseco della blockchain è la permanenza: una volta che qualcosa è caricato, non è alterabile. Un frammento di dati sulla blockchain è inchiodato a un momento specifico, in un formato impossibile da modificare. È una tecnologia indubbiamente utile per la gestione di cose come le risorse alimentari o per i registri di proprietà immobili, ma non per il consenso sessuale.

Qui è dove la registrazione statica di un consenso passa dall’essere sbagliata all’essere potenzialmente pericolosa. L’account Twitter di Live Contracts, la tecnologia di LegalThings

dietro alla app LegalFling, ha inviato un tweet alla ricercatrice Sarah Jamie Lewis — che si occupa di anonimato e privacy — sostenendo che la app è “pensata per essere un’implementazione tecnologica di” una proposta di legge svedese, che, a quanto pare, richiederebbe il consenso esplicito prima del sesso.

“Un’implementazione del genere solleva chiaramente moltissime problematiche, la prima delle quali è sicuramente il fatto che, per quanto una vittima possa aver acconsentito in un certo momento, le resta ogni diritto di revocare quel consenso un attimo dopo,” mi ha detto Lewis via messaggio diretto su Twitter. “Metti caso che l’altra persona ignori quella revoca, e commetta un’aggressione sessuale, il fatto che ci sia un consenso esplicito registrato (anche se poi revocato verbalmente [ma non via app]) potrebbe scoraggiare una vittima dal farsi avanti, o impedirle di ottenere giustizia.”

Ad ogni modo, dato che si tratta di una tecnologia recente, è difficile dire come i contratti di LegalFling potrebbero essere utilizzati in un tribunale, a prescindere dal branding in avvocatese della app. Neil Brown, un avvocato inglese specializzato in leggi sulla tecnologia e internet, non era convinto della capacità di LegalFling di fungere da prova in tribunale quando gli ho chiesto un parere. “La prova del nove è capire se sarà accettata in tribunale,” ha detto via messaggio diretto su Twitter. “Finché non è riconosciuta dalle giurisdizioni, potrebbe essere inaffidabile come strumento legale.”

In ultima istanza, però, non dovremmo affatto (e — incrociamo le dita, forse non succederà mai) fare affidamento così pesantemente su una app per guidarci attraverso i nostri incontri intimi.

“Comunicare il consenso è facile” mi ha detto Galperin di EFF per telefono. “È più facile che fare qualsiasi cosa sulla blockchain… Non vorrei mai fare sesso con qualcuno che crede che sia più semplice quella roba che interpretare correttamente il consenso altrui.”