Anatomia del coma da cibo

La scienza della sonnolenza postprandiale.

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09 dicembre 2014, 10:11am

​Immagine: Jan Steen/Wikimedia Commons

​Lo hai fatto di nuovo. Hai mangiato tutto. Se sei simile all'americano medio vuol dire che hai consumato in un pasto un quantitativo di calorie che normalmente si consuma in due giorni.

Incespichi per la cucina, brontolando come un elefante narcotizzato. Prima che tu riesca a raggiungere un angolo dove forse potrai rannicchairti e morire, inciampi su un divano privo di occupanti. Ti ci scaraventi sopra, sbottoni i pantaloni per lasciare spazio al tuo nascente pargolo di frattaglie, e scivoli nel tuo annuale coma post-pranzo delle feste.

Sono solo le 7 di sera, e non riesci a tenere gli occhi aperti. Cosa ti è successo? Stai provando ciò che gli scienziati chiamano sonnolenza postprandiale—forti attacchi di letargia dopo un pasto ingente. Abbiamo usato il termine "coma da cibo" al suo posto per un po', ma l'abbiamo ufficialmente adottato questo febbraio quando l'Oxford Dictionary lo ha aggiunto alla sua lista (assieme a "cyberspionaggio").

La sonnolenza dopo un tipico "pranzo della nonna" è una fase tipica di qualunque festività. Non è nulla di nuovo. "Oggi non c'è grande differenza tra il nostro mangiare giornaliero e una mangiata da banchetto," dice la storica del cibo Amy Bentley, professore di food studies alla New York University. Ci sbronziamo. Mangiamo torte. Poi collassiamo. Ma come succede?

La prima cosa che hai fatto il giorno del Ringraziamento è stato presentarti al pranzo. C'era del cibo, così lo hai mangiato. Ne hai mangiato un bel po'. Tacchini, contorni, polpette, patate dolci, puré di patate, stufati e torte: ti sei messo tutto in bocca, lo hai masticato e lo hai fatto sprofondare nelle tue viscere in attesa del processo di digestione. "Non ci fermiamo quando siamo tranquillamente a posto. Continuiamo fino a quando non siamo così pieni che non sappiamo nemmeno cosa stiamo facendo," dice la nutrizionista Lisa Young. 

PENSAVAMO CHE LA SONNOLENZA POSTPRANDIALE FOSSE DOVUTA ALLA MANCANZA DI SANGUE AL CERVELLO

Tu potevi non sapere cosa stessi facendo, ma il tuo corpo sì. Pensavamo che la sonnolenza postprandiale fosse dovuta alla mancanza di sangue al cervello, finito nei nostri vasi mesenterici—i canali che riforniscono di sangue il nostro intestino e il colon. Meno sangue al cervello, meno energia, più sonnolenza. Ma non è questo il caso: il nostro cervello e il nostro cuore sono piuttosto bravi a rimanere ossigenati. In uno studio del 2003, dei ricercatori tedeschi hanno tracciato il flusso sanguigno dopo che venti uomini avevano consumato un grosso pasto. Non c'era differenza nel quantitivo di sangue che arrivava al cervello.

Negli ultimi quindici anni, la nostra cultura ha cominciato a ossessionarci per quanto riguarda gli agenti chimici nel nostro cervello, ed un'altra idea è diventata popolare: il tacchino, che contiene un agente chiamato triptofano, induce il coma da cibo. Quando mangiamo tacchino, il triptofano entra nel sangue e arriva al cervello, dove viene convertito in serotonina, un agente chimico che fa un sacco di cose, tra cui renderci assonnati.

Ma il tacchino non ha più triptofano di tanta altra carne, dice Young. La sonnolenza che proviamo dopo un pasto è più facile che provenga da cibi grassi e pieni di carboidrati, con alti indici glicemici, come la pasta, i contorni e le patate.

I cibi con un alto indice glicemico aumentano il glucosio, lo zucchero di cui ci serviamo per produrre energia, nel nostro sangue. Quando c'è troppo glucosio, i nostri corpi dispiegano l'insulina per calmare le cose e immagazzinare quell'energia per dopo. L'insulina attiva il rilascio della seratonina e della melatonina—due agenti chimici che il nostro corpo produce quando abbiamo sonno. Uno studio del 2007 nel The American Journal of Clinical Nutrition mostra che consumare cibi con alti indici glicemici fa in modo che i consumatori si addormentino più in fretta.

Una nuova teoria si espande dietro la strada lasciata da questa idea. In un documento scientifico del 2009, due scienziati coreani, Sang Woo im e Byung In Lee, hanno definito come avviene l'interazione tra lo stomaco e il cervello, e come ci comunicano che è megliio dormire dopo aver mangiato troppo. Dopo un banchetto, il nostro stomaco manda dei segnali di sazietà al nostro cervello. L'arucate nucleus, la parte del cervello associata con la regolazione dell'appetito, prende questi segnali e li manda verso l'ipotalamo ventromediale, o "centro di sazietà." Quando il segnale colpisce questo punto nel cervello, un'altra parte del cervello si spegne: un'area che controlla il risveglio chiamata l'area ipotalamica.

Il messaggio: sei pieno, ora riposa—conserva la tua energia per dopo.

Bentley dice che le feste sono diventate una licenza per eccedere dopo "Freedom From Want" di Norman Rockwell, che ha solidificato i presupposti moderni su ciò che mangiamo quel giorno. Quindi ti sei preso questa licenza, e l'hai usata per gli stufati, le torte, e l'alcol.

"È sbagliato strafogarsi ogni tanto?" chiede Bentley. È solo un coma da cibo. Non morirai. Stai tranquillo e goditi la tua possibilità di mangiare troppo.