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Un database di notizie mondiali può prevenire le guerre

Con la speranza di evitare i conflitti mondiali con un clic.

Ben Makuch

Ben Makuch

In questo periodo di conflitti che sembrano non avere fine—gli scontri con i ribelli in Ucraina, l'offensiva israeliana a Gaza, la situazione in Siria e in Iraq—viene da chiedersi in che modo abbiano origine tutti questi fatti sanguinosi. 

Il Global Database of Events, Languages, and Tones (GDELT), uno strumento open source su cui sono caricati oltre 250 milioni di eventi accaduti nel mondo dal 1979 in poi, è una piattaforma accessibile a tutti che monitora le notizie del mondo grazie all'utilizzo dei Big Data. In altre parole, rende gli eventi geopolitici disponibili per un calcolo, ed elabora una nuova classe di dati che potrebbero fornire un'analisi utile per la previsione dei conflitti futuri. 

“L'obiettivo di questo progetto è di monitorare le informazioni pubblicate ogni giorno sui media che si occupano di notizie,” afferma Kalev Leetaru, ricercatore dell'Università di Georgetown, articolista per Foreign Policy, e creatore del GDELT (con una vasta conoscenza dei supercomputer). 

Il GDELT utilizza l'analisi del testo e alcuni algoritmi per esplorare dei siti di notizie in oltre 100 lingue in tutto il mondo, e ne riporta poi i dati in un unico database di cui pubblica dei report giornalieri. Il database è formato da 59 diverse categorie e ogni informazione viene geolocalizzata. Grazie a una serie di algoritmi, poi, si possono creare dei modelli predittivi a partire dai dati presenti. 

Per ora il GDELT è stato molto utile per mostrare i trend delle notizie nelle varie zone del mondo: Leetaru ha affermato, per esempio, che se nella stampa occidentale ora domina la notizia dell'incidente dell'MH17 in Ucraina, il resto del mondo è più focalizzato sullo scontro nella striscia di Gaza. 

Essenzialmente viene utilizzato un set di dati, disponibile su Google BigQuery, e un programma aggiuntivo per la creazione di mappe intuitive per gli utenti, in tempo reale, che mostrano gli eventi che stanno accadendo in quel momento in giro per il mondo. 

Leetaru riconosce che i media spesso non danno uno sguardo oggettivo e completo di ciò che accade nel mondo, tendono a prediligere certe notizie invece di altre, commettono errori, ma offrono uno sguardo sulle motivazioni emotive, “di pancia” che stanno dietro alle notizie, e localizzano le zone a rischio conflitti. 

“Nelle informazioni che vengono pubblicate ogni giorno e a cui tutti hanno accesso c'è un'enorme ricchezza di indicatori in grado di rivelare qualcosa sui sentimenti della società nei vari paesi, cosa è importante e quali sono gli argomenti più critici,” ha affermato Leetaru. Il suo metodo si basa sulla raccolta di informazioni che vengono poi collegate in modo intelligente per fornire uno sguardo complessivo sulla società. 

“L'elaborazione di previsioni è ovviamente il Sacro Graal di questo progetto. Ed è stata fatta una grande quantità di lavoro in questa direzione,” afferma Leetaru. Ha poi affermato che nel giro di poche settimane il GDELT pubblicherà i dettagli di quegli “algoritmi molto semplificati” che vengono usati come modelli predittivi che producono “dei dati molto utili per elaborare delle previsioni.” 

Secondo il creatore del GDELT gli strumenti di previsione tradizionale hanno sempre considerato i cosiddetti “eventi eccezionali”, come il braccio di ferro russo in Crimea o la Primavera Araba in Egitto, come difficili da spiegare. Affidandosi a dati quantitativi, come quelli del GDP, la mortalità infantile o fatti come il numero totale di proteste, le previsioni tradizionali trascurano dei parametri qualitativamente più importanti come la sfera emotiva. 

“Se si osservano le cose dal punto di vista tematico ed emozionale, ciò che si rileva è un'enorme quantità di segnali che precedono lo scoppio di questi conflitti,” ha affermato Leetaru. Per esempio, ha detto che, durante le proteste a Kiev, il GDELT aveva iniziato a rilevare alcuni fermenti filorussi, molto prima che avvenisse l'invasione russa. 

“Non si arriverà mai ad un punto dove la mappa sia in grado di dirti che ci sarà una rivolta alle 5:05 di venerdì prossimo..rispetto a dove siamo e a cosa sta succedendo i dati possono però dirti con un certo livello di sicurezza “hey, magari è meglio tenere d'occhio questi fatti”” ha affermato Leetaru. 

Il GDELT non è l'unico database che valuta le informazioni sui conflitti che i media divulgano, con un particolare riguardo per le previsioni di ciò che potrebbe accadere in futuro. 

La Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) ha il suo Worldwide Integrated Crisis Early Warning System (W-ICEWS) progettato dalla Lockheed Martin, che raccoglie informazioni da 17 milioni di siti e possiede una “accuratezza di previsione totale che supera l'80 percento.” 

Dei sistemi intelligenti e affidabili di calcolo che informino le decisioni dei governi su dove collocare le proprie risorse sarà un enorme vantaggio strategico in futuro, soprattutto se questi modelli diventeranno ancora più accurati.  

Ho chiesto a Leetaru se qualche agenzia di sicurezza privata usasse il suo database per i proprio scopi, considerando che alcuni di questi servizi di intelligence privati producono valutazioni per conto di corporazioni o per i governi. “Posso dire solo che GDELT viene usato molto e in tutto il mondo, questa è la mia risposta,” ha affermato. 

Leetaru ha sottolineato il fatto che una delle cose più utili che questi database fanno, è essere in grado di avvisare in anticipo i cittadini che vivono in zone a rischio riguardo ad eventuali attacchi. 

Ma neanche i computer sono perfetti. Leetaru ammette che il GDELT commette degli errori perché ad esempio non coglie il sarcasmo o l'orientamento estremista di un sito. Per dirne una, nel caso dell'aereo civile abbattuto in Ucraina, la storia appariva poco chiara a causa dalle accuse reciproche dei siti russi e ucraini. 

Detto ciò, altri input, come la commistione tra le previsioni algoritmiche e altri dati scientifici come la disponibilità di acqua o le questioni climatiche, potrebbero potenzialmente migliorare l'accuratezza delle valutazioni sugli eventi globali. 

“Sono molto interessato al futuro di questo progetto. La comunità scientifica ha fatto un ottimo lavoro installando un gran numero di satelliti in cielo e di sensori sulla terra, in modo che quando inizia un terremoto nel giro di pochi secondi tutti noi sappiamo che zone colpirà. Non abbiamo ancora un meccanismo simile per quanto riguarda la società.” 

Leetaru ha in mente un futuro dove il mondo intero sarà modellizzato dal punto di vista computazionale: un computer che produce calcoli combinando i dati sulla terra e le informazioni sulle persone, e sia così in grado di elaborare delle previsioni sui conflitti. In un mondo del genere riusciremmo a calcolare lo scoppio di un conflitto prima che si trasformi in una catastrofe umanitaria. 

Se le grandi potenze influenzeranno o meno queste previsioni è un'altra questione. Per questo motivo un sistema open source che avvisi in anticipo potrebbe essere molto utile, sia per la persona comune che cerca informazioni sulle zone problematiche sia per il giornalista che vuole scrivere un articolo sulla stessa situazione.