Le nuove morti hi-tech

Come la tecnologia sta modificando l'estetica dell'oltretomba.

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feb 11 2015, 10:03am

Immagine: via

Lo stato di definizione di un cadavere è da sempre una delle cose più democratiche del mondo: ci arriviamo in modi e tempi diversi, ma prima o poi siamo tutti morti.

Viviamo però in un momento storico in cui la creatività, si sa, ha preso il sopravvento: anche se la morte di per sé rimane una faccenda trita ed equa, perché mai si dovrebbe essere morti uguali agli altri? Distinguersi dalla massa è importante anche quando le luci dei riflettori si spengono, e allora perché accontentarsi di una bara, quando si può invece andare a impreziosire il dito di un parente prossimo, o diventare una pianticella, o mandare un'eterna eco dai solchi di un vinile?

Ce ne è per tutti i gusti ed esigenze, abbiamo solo l'imbarazzo della scelta.

L'antropologia ci insegna che il modo di rapportarsi alla morte dice tanto di una cultura, non solo da un punto di vista religioso, ma anche sociale: capirete che imbalsamare un cadavere e metterlo in una piramide con vasellame, provviste e schiavi (vivi), racconta una cultura con ansie diverse da quelle di una che pratica lo sky burial—in cui si lasciano i cadaveri fatti a fette in pasto agli avvoltoi.

I riti funebri dicono di noi che non ci preoccupiamo tanto del che cosa ci sia dopo la morte, quanto del come si arrivi dall'altra parte. È un po' come la nonna che ti spedisce i viveri quando sei lontano da casa: magari non sa bene cosa stai combinando, ma vuoi che un sugo buono non ti torni utile?

COSA FARE CON UN CADAVERE

La prima cosa da decidere oggigiorno è se concludere il proprio funerale tutti interi o sotto forma di pratica polvere. Nel primo caso, in alcuni paesi occidentali sembra essere tornato in gran voga il natural burial nei boschi: il cadavere è messo in una bara eco o anche solo in un lenzuolo, senza prodotti chimici aggiunti, è sepolto e torna a madre terra in un putrescente e rapido abbraccio. È una scelta molto wicca, molto vegan, o semplicemente eco, perché non alimenta lo spreco di legno e metallo e l'inquinamento da mercurio—senza contare i rischi per gli addetti ai lavori che maneggiano quotidianamente sostanze come la formaldeide—che comportano invece la sepoltura e la cremazione standard.

In fatto di cremazione, alcune tecnologie moderne sfiorano la fantascienza. Due metodi particolarmente innovativi e a loro volta impegnati su tematiche etiche-ambientali, prevedono la riduzione del cadavere in cenere, ma senza combustione—e senza i problemi dei relativi residui.

Il primo, Promession, sfrutta quella branca della scienza conosciuta come Criogenia, le cui applicazioni vanno dalla fisica dei campi magnetici, ai combustibili, alla liquefazione dei gas. Perché quando si raggiungono temperature paurosamente sotto lo zero la materia si comporta in modi strampalati, e di materia sono fatti anche i cadaveri. Promession dunque congela criogenicamente il morto e lo frantuma in tanti cubetti, che comprime per assorbire e privare dell'acqua del ghiaccio. Infine, lo riconsegna ai cari in forma di modesto mucchietto di ceneri umane asciutte.

Una voce robot-angelica descrive la cremazione criogenica di Promession

Il secondo metodo, chiamato Resomation, impiega invece l'idrolisi alcalina—quel processo che usa le molecole di acqua come solvente—per disfare chimicamente i grassi animali (ovvero la parte più consistente di un cadavere). Quello che rimane da restituire, una volta tolti i grassi, sono ossa e cenere.

COSA FARE CON LE CENERI

Se si è scelto di diventare cenere, l'affermazione del proprio status di morto originale prosegue oltre, e riguarda il cosa fare delle suddette ceneri: gettarle, conservarle, o trasmutarle per mezzo della moderna alchimia?

Conservare le ceneri significa riporle in un'urna, ovvero un barattolo di medie dimensioni appositamente fabbricato. Che forma debba avere questo barattolo è tutto da vedersi, e se l'idea di scorrere su e giù in una clessidra imponente non vi sembra sufficientemente bizzarra, potete scegliere di riposare in un'urna a forma di faccia di Obama o della vostra celebrità preferita. Chi non vorrebbe sul camino la testa di Cate Blanchett piena delle ceneri di un parente prossimo?

Limitato—purtroppo—solo alle ceneri animali, il sito Huggable Peturns confeziona urne in pelo sintentico. Permette così ai suoi clienti di abbracciare ogni notte un pupazzo-replica della loro bestiola deceduta, reso, grazie alle ceneri al suo interno, spiritualmente significativo. E assolutamente non inquietante. Il sito offre repliche di svariate razze canine, poca scelta invece per i felini, e solo due alternative per i roditori. Sono assenti completamente i pesci rossi, ma il sito offre anche un'urna-cuscino con fotografia, forse per non incorrere in accuse di discriminazione animale.

Screenshot via

Il mondo della tecnologia delle stampe 3D è in continua espansione, e se c'è una legge per cui di ogni cosa esiste la variante porno, forse siamo vicini al corollario per cui di ogni cosa esiste anche la versione urna cineraria.

In un limbo ibrido tra la conservazione e la trasmutazione, si collocano altri due metodi: Urna Bios ed Eternal Reefs.

Il primo metodo prevede l'inserimento delle ceneri umane in un'urna composta da vari strati di concimi e terriccio; insieme alle ceneri è aggiunto un seme di pianta (a scelta), che si nutre dei contenuti dell'urna una volta che quest'ultima è interrata, per crescere e germogliare in una nuova creatura del regno vegetale. Insomma, per fare l'albero ci vuole il seme, per fare il seme ci vogliono ceneri umane.

Le fasi dell'urna bios via

Il secondo metodo si occupa invece di prendere i resti cremati di una persona e di incorporarli "in una mistura di cemento non dannosa per l'ambiente, progettata per creare scogliere artificiali". Questo scoglio bucherellato viene decorato con una targa commemorativa del defunto e depositato nel fondo del mare—secondo coordinate concordate con le autorità—dove si ricopre piano piano di coralli e alghe, contribuendo con modestia alla rigenerazione della fauna marittima locale.

Dulcis in fundo, arriviamo alla trasmutazione delle ceneri vera e propria.

Uno dei singolari e affascinanti metodi moderni prevede, ad esempio, l'inserimento delle ceneri nei candelotti dei fuochi d'artificio, elemento sicuramente pittoresco da aggiungere ad una cerimonia funebre. Su questo sito, invece, è possibile scegliere tra una variante infinita di oggetti di vetro e resine con cosa mescolare le ceneri: dai modesti porta candele, a specchi—vanitas versione literal—a finestre.

Il sito LifeGem permette invece di trasmutare le ceneri in pietre preziose. Si sceglie la montatura, il colore della pietra e il numero di copie (così da non creare dissapori in famiglia). Regalare alla fidanzata l'anello della prozia Amelia—avete già capito—assume, grazie a questo metodo, sfumature tutte nuove e particolari.

Similmente, in Corea del Sud spopolano le perle di ceneri umane, non da indossare, ma da conservare in piattini e ciotoline, per un presunto effetto di "santità e calore" verso i resti del deceduto.

Naturalmente, lo conoscerete già, c'è sempre il classico Algordanza per chi a gemme e perle preferisca un imperituro diamante. È per sempre, sì.

A volte, letteralmente.

L'ultimo metodo di questa categoria è quello promosso dal sito AndVinyly, per cui le ceneri vengono pressate nella miscela di un vinile, che viene inciso con un massimo di 24 minuti di contenuti a scelta del morituro. Che sia silenzio, un messaggio personale, o il mixtape definitivo, il sito non si assume alcuna responsabilità per potenziali violazioni di copyright, ma include nel servizio la distribuzione: ad amici e parenti, o in vendita attraverso i migliori negozi underground di musica su vinile, per un massimo di 30 copie. Si possono includere anche ceneri di animale, e si può scegliere di inviare solo parte dei propri resti perché siano pressati nei vinili. Il sito specifica, in quest'ultimo caso, di inviare le parti del corpo già in cenere.

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Viviamo in un momento storico in cui sembra non esserci limite al desiderio di conservare i cari estinti il più vicino possibile e per realizzare quest'illusione c'è ora anche un Social Network, che permette di seguire tombe virtuali ed essere aggiornati crisantemo dopo crisantemo.

Ai morenti è concesso lasciare questa terra con la sicurezza di aver dichiarato un'ultima volta il proprio status, in qualche modo. Cosa dice del nostro rapporto con la morte il modo in cui affrontiamo il cambiamento fisico di questo passaggio? Confidiamo nell'antropologia futura.

DURA LEX

Se avete già scelto il vostro modo preferito di estinguervi, e vi vedete già nella pace eterna degli abissi marini o in un bosco di betulle, il più è fatto. Ora non vi resta che superare un unico ostacolo: la legge italiana. Ma cosa può un cumulo di vecchie carte e normative davanti all'ultimo grande balzo?

In Italia tumulazione e cremazione sono le uniche vie percorribili, e anche per queste sussiste una rigida regolamentazione: leggendo la documentazione e telefonando alla SOCREM, si impara che in Italia la gestione creativa delle ceneri non è ancora neanche lontanamente contemplata. Persino Urna Bios è da considerarsi illegale, perché—in Italia—se si decide di non tumulare le ceneri, si deve anche dichiarare di volerle spargere e, nel caso, farlo in luoghi prestabiliti. Aut aut. Dell'imbalsamazione completa—per dirne una—è semplicemente meglio non parlare.

Nonostante la maggior parte delle società citate in questo articolo accetti ceneri spedite dall'estero, le norme della dogana italiana per quanto concerne le spedizioni di ossa e ceneri non sembrano pronte a rispondere alle domande di chi desidera smaltire cadaveri in modi meno che convenzionali. Per cui, almeno per il momento, la massima ispirazione per l'estremo saluto è un visto e rivisto Via col vento. Ma ancora, cosa può una fredda legge contro la nostra pulsione di morte?