Queste mappe ti fanno vedere quanto fa schifo l’aria a Milano

Prendi la tua via preferita, cliccaci sopra e prenditi malissimo.

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mag 22 2018, 12:55pm

Screenshot via: NO2, NO GRAZIE

Come forse saprete, l’Italia è stata deferita alla Corte di giustizia dell’Unione Europea per violazione delle norme comunitarie contro lo smog. Quindi, non è una grande novità apprendere che l'aria che respiriamo non è delle più sane, in particolare a Milano.

A chiarircelo una volta per tutte è l'associazione Cittadini per l'Aria, che ha coinvolto 200 persone nella campagna ”No2, no grazie” che hanno monitorato le concentrazioni di biossido di azoto (NO2) nei mesi di febbraio e marzo 2018 riportando i dati all'interno di tre pratiche mappe navigabili. Gli ossidi di azoto che comprendono il NO2 sono immessi nell'aria delle città in particolare dei motori diesel, compresi gli Euro 6 di ultima generazione, come riportano gli attivisti sul loro sito.

I dati sono stati raccolti all'interno di tre mappe: la prima indica le concentrazioni medie mensili di biossido di azoto per il mese di campionamento, la seconda le stime delle concentrazioni medie annuali (che tengono conto delle condizioni meteoclimatiche dei diversi periodi dell’anno) e la terza comprende una stima della diffusione di NO2 nei punti non campionati direttamente. L'ultima mappa è stata creata con la collaborazione di un team del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regione Lazio, utilizzando un sistema di machine learning che tiene conto di parametri legati alla conformazione urbana e ai flussi di traffico.

Cliccando su un punto di interesse della mappa, una scheda mostra i dati di concentrazione di NO2 misurati mensili, le stime annuali, le stime dell’impatto sulla salute riferite ai livelli registrati. Il colore del campionatore indica, invece, il livello di biossido di azoto registrato in quel punto.

Le normative europee sull'inquinamento dell'aria fissano a 40µg/m³ (microgrammi per metro cubo) il valore limite di concentrazione di biossido di azoto come media annua da non superare per proteggere la salute della popolazione sul lungo termine. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, invece, oltre alla soglia di 20 µg/m³ le conseguenze sulla salute consistono in irritazioni delle mucose, asma e bronchiti, edemi polmonari, enfisemi e incremento generale della mortalità.

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Come riportato nel comunicato diffuso dall'associazione, l'analisi sui dati di Milano porta a questi risultati ”nella maggior parte dei casi, i 277 campionatori installati a Milano hanno evidenziato concentrazioni di biossido di azoto superiori ai 40 µg/m³. In particolare, le concentrazioni superiori alla soglia dei 40 µg/m³ sono state 92% su base mensile e stimate in 55% su base annuale." La campagna ha valutato nel particolare le concentrazioni di NO2 in luoghi molto frequentati dai bambini come 157 scuole e 39 parchi, rilevando come il 50% delle scuole e il 56% dei parchi ha superato i limiti di legge per le concentrazioni annue di biossido di azoto.

Tutto questo mi fa tornare in mente quella volta che abbiamo chiesto a uno pneumologo quanto ci resta da vivere con tutto questo smog e lui ci ha raccomandato, tra le altre cose, di non fare sport in città e di girare per i parchi con della mascherine.

Per quanto riguarda i dati sulla mortalità, sempre come riportato sul sito, la terza mappa, ”incrociata con l’esposizione della popolazione, ha stimato che ogni anno, a Milano, 5 persone su 100 muoiono a causa della violazione dei limiti di legge per il biossido di azoto” — ovvero circa 594 persone —, mentre, considerando l’impatto per le concentrazioni superiori ai 20µg/m³ la stima annuale sale 1791 decessi, cioè, 14 decessi ogni 100 persone a Milano.

La pubblicazione dei dati si accompagna a una proposta da parte dell'associazione di istituire zone a basse emissioni che vietino progressivamente e eliminino definitivamente entro il 2025 i diesel rivolta ai Comuni, alla richiesta di rispettare l’impegno del limite di 40 µg/m³ entro il gennaio dell'anno prossimo e a una proposta alla Regione di adozione di un nuovo piano della qualità dell’aria.

Come concluso nel comunicato che accompagna la pubblicazione delle mappe, il danno è anche economico, infatti, ”gli italiani pagano due volte: come cittadini, perché respirano aria inquinata e come contribuenti, perché rischiamo una multa pesantissima.”

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