Questi lombrichi possono sopravvivere e riprodursi su Marte

Un altro piccolo passo per la conquista del Pianeta Rosso.

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dic 4 2017, 10:54am

Immagine via Facebook

Il suolo di marte, tecnicamente, non è neanche un suolo. Non contiene alcuna materia organica ed è sterile, composto da polveri e granelli minerali molto più ruvidi dei corrispettivi terrestri, levigati dagli agenti atmosferici. Eppure, con un po' di aiuto, i lombrichi terrestri possono sopravvivere, e anche riprodursi, in questo terreno alieno: una buona notizia, considerato quanto sono fondamentali per la sopravvivenza di qualsiasi ecosistema.

Un team di ricercatori della olandese Wageningen University, con la collaborazione della NASA, lavora da anni con un suolo marziano simulato, cercando di convincere varie piante a crescere in questo terreno ostile. Non potendo utilizzare realmente campioni provenienti da Marte, il suolo viene da un vulcano delle Hawaii, ed è esattamente lo stesso che si usa per testare i rover, le tute spaziali e le sonde. Ha caratteristiche fisiche molto simili al terreno marziano e concentrazione di metalli pesanti analoghe a quelle misurate da Curiosity sul Pianeta Rosso. Il suolo simulato ha però una differenza molto importante: non contiene perclorati, composti a base di cloro che sono altamente tossici, tanto per le piante quanto per l’uomo.



Già due anni fa i ricercatori erano riusciti a far crescere piantine di rucola sane nel suolo marziano riprodotto con l’aggiunta di un concime. Per la precisione liquami di maiale, anche se, secondo gli autori, questi sono piuttosto simili agli escrementi umani, ed è probabile che il procedimento possa funzionare anche con quelli, come succede in The Martian. Per ora non sono ancora stati testati direttamente, però, per “ragioni pratiche e di sicurezza”.

Aggiungendo in varie combinazioni i lombrichi al mix sono stati raggiunti dei risultati sorprendenti. La combinazione di concime e lombrichi permette alle piantine di rucola di crescere meglio nel suolo marziano che su alcuni terreni terrestri. Ma la sorpresa più grande è stata la comparsa di due giovani lombrichi in uno dei vasi: non solo riescono a sopravvivere nel suolo marziano riprodotto, ma anche a crescere e riprodursi.



Gli ostacoli alla coltivazione su Marte sono ovviamente molti. La temperatura del pianeta - in media -60 °C - e la quantità di luce solare ridotta che arrivano sulla superficie costringeranno gli agricoltori marziani a lavorare in serre ben riscaldate e illuminate artificialmente. Sarà inoltre fondamentale identificare quali batteri sono necessari per la sopravvivenza di piante e lombrichi, e quali fra questi possono sopravvivere nelle condizioni inospitali di marte.

Ma non di sola rucola dovranno vivere gli astronauti del futuro: nell’ambito del Food for Mars and Moon Project sono riusciti a coltivare fagiolini, ravanelli, pomodori, patate, piselli e carote nel suolo marziano simulato, condividendo persino parte del raccolto con i sostenitori che tramite crowdfunding hanno finanziato gli esperimenti dei lombrichi per marte.