L'allergia a tutto vi farà chiudere in casa

La “Sensibilità Chimica Multipla” è definita come “allergia a tutto”, una sorta di impossibilità a entrare in contatto con qualunque sostanza, dalla polvere ai gas di scarico al fumo di sigaretta.

|
13 gennaio 2015, 10:15am

Alle superiori avevo una professoressa di chimica che ogni volta che sentiva un odore particolarmente forte—un deodorante, il profumo di una ragazza, il detergente per pavimenti—scappava fuori dalla classe strillando "Oddio, le molecole!" Sosteneva che anni e anni di lavoro in laboratorio l'avevano resa ipersensibile ai prodotti chimici, e che odori del genere le facevano girare la testa. Noi la prendevamo per isterica e, per saltare la lezione, ci divertivamo a spruzzare la sua cattedra di Axe. Quando ho scoperto che esiste una malattia chiamata Sensibilità Chimica Multipla, e che forse lei ne era affetta, ho tremato per la pericolosità di quello scherzo.

Cercando su Google "Sensibilità Chimica Multipla", o MCS, ci si può imbattere in articoli che la definiscono come "allergia a tutto", una sorta di impossibilità a entrare in contatto con qualunque tipo di sostanza, dalla polvere ai gas di scarico al fumo di sigaretta. Riuscite a immaginarlo? Per fortuna—anche se il problema resta complesso—le cose sono un po' diverse: chi ha la MCS è vulnerabile solo ad alcune sostanze chimiche di uso comune, come pesticidi, profumi o detersivi. Se vi entra in contatto, inalandole o toccandole, viene colpito da disturbi respiratori, nausea e sfoghi cutanei.

Soprattutto, mi ha spiegato il professor Giuseppe Genovesi, endocrinologo esperto in materia, "chi ha la MCS mostra "sintomi neurotossici, vale a dire che il sistema nervoso centrale è infiammato e di conseguenza sono presenti disturbi della memoria a breve termine, variazioni dell'umore, cambi di sensibilità uditiva, e, soprattutto, olfattiva. Gli odori vengono percepiti più intensamente, e alterati."

DISTURBI DELLA MEMORIA A BREVE TERMINE, VARIAZIONI DELL'UMORE, CAMBI DI SENSIBILITÀ UDITIVA, E, SOPRATTUTTO, OLFATTIVA.

Le cause del disturbo non sono del tutto definite. Genovesi sottolinea come ci sia una forte predisposizione genetica: "oltre l'80 percento delle persone colpite sono geneticamente meno capaci di eliminare sostanze tossiche. Un enzima in particolare, il glutatione transferasi, sembra funzionare meno nei soggetti colpiti." Ma anche i fattori ambientali fanno la loro parte, dato che chi ne è affetto in genere è stato esposto a lungo a sostanze sensibilizzanti, o a causa di semplice inquinamento ("in Italia ci sono molti casi in zone come il casertano, il bresciano, il tarantino," sottolinea il dottor Genovesi), o per motivi lavorativi—i casi tipici sono acconciatori, chimici, meccanici, ma alcuni suggeriscono che perfino i soldati colpiti dalla "Sindrome del Golfo" avessero una forma aggressiva di MCS.

Le conseguenze, invece, sono ben note. Chi è affetto da forme gravi vive nel terrore di imbattersi in sostanze che lo fanno soffrire e spesso si chiude in casa, armato di depuratore d'aria e mascherine. Non si possono più usare profumi, detersivi, cibi che contengono conservanti o pesticidi, e molti farmaci. Perfino i campi magnetici dei telefoni cellulari fungono da amplificatori dei sintomi. Un inferno.

"La MCS condiziona molto anche le famiglie dei soggetti malati, che devono imparare a usare meno cosmetici, o prodotti per l'igiene," dice il professor Genovesi. "L'unica vera soluzione, spesso, è andare a vivere in zone meno inquinate, lontano dalle grandi città." Anche in quel caso, però, non è detto che tutto sia risolto: il New York Times ha raccontato i contrasti di una donna affetta da MCS con gli abitanti del villaggio del Colorado dove si era trasferita in cerca di aria pura. I suoi vicini, agricoltori, usavano diserbanti a lei insopportabili.

ci sono stati vari casi di suicidio perché i pazienti sono isolati e stressati

Ma c'è un altro aspetto della MCS che la rende una malattia anche "sociale". Vale a dire che, ad oggi, non tutti sono ancora convinti che esista. "La malattia in genere non è mortale di per sé, ma ci sono stati vari casi di suicidio perché i pazienti sono isolati e stressati. Specialmente in Italia, dove la malattia non è riconosciuta, capita che pazienti che manifestano una sensibilità olfattiva accresciuta, e non condivisa da altri, vengano presi per pazzi, trattati come casi psichiatrici e sottoposti a trattamento sanitario obbligatorio," racconta Genovesi. Qualcosa di simile all'atteggiamento mio e dei miei compagni di classe.

Il mancato riconoscimento, secondo Genovesi, renderebbe difficile e costoso reperire le cure (glutatione o immunoterapia di desensibilizzazione). E potrebbe essere il frutto di una precisa scelta: "La percentuale di persone affette è non meno del 5 percento della popolazione generale, con vari livelli di gravità. Un riconoscimento, con conseguente pagamento di sussidi di invalidità, costerebbe molto a livello finanziario," spiega il professore.

Vero è che, seppure molti paesi europei—fra gli altri l'Austria, la Germania, la Spagna—abbiano riconosciuto il disturbo, la vera natura della MCS rimane poco chiara. L'Organizzazione Mondiale della Sanità, pur non negandone esplicitamente l'esistenza, scriveva nel 2005 che "non esistono evidenti basi fisiologiche o tossicologiche" che spieghino i sintomi, optando per la definizione vaga e non soddisfacente di "Intolleranza Ambientale Idiopatica" – vale a dire un disturbo con "sintomi non spiegati da un punto di vista medico."

Uno studio condotto in Germania nel 2008 rilanciava le incertezze dell'OMS, e lasciava intendere che la faccenda potrebbe essere puramente psicosomatica. Per questo alcuni studiosi hanno ribadito l'urgenza di trovare marcatori biologici affidabili. Il professor Genovesi mi rivela che qualcosa del genere potrebbe arrivare a Marzo con la pubblicazione di un suo studio sull'European Journal of Nuclear Medicine, che dimostrerebbe la natura organica del disturbo tramite PET cerebrale.

Per adesso, la MCS rimane un doloroso mistero.