"I'm Positive" è il videogioco indie che educa sull'HIV

Il videogioco che racconta la realtà quotidiana dell'HIV ha vinto la Health Game Jam 2014 e punta ad aiutare a rimuovere lo stigma sociale della malattia.

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gen 8 2015, 11:04am

​La scienza è uno strumento piuttosto potente, perché anche davanti alle più razionali delle paure riesce a fungere da antidoto, da panacea all'ignoranza. Ciò che la stessa scienza teme, però, sono la paure irrazionali, quelle radicate nell'inconscio delle persone e alimentate da anni di stereotipi e pregiudizi.

L'AIDS è una questione delicata: viaggia sulla linea di un delirio nervoso tra due estremi. L'abbiamo visto con la #folliaHIV e lo percepiamo ogni giorno a causa della coltre di ignoranza che copre la questione. HIV o AIDS? Carica virale o CD4? Il risultato è ovvio: quando l'informazione di massa sull'argomento si limita ad un invito a mettersi il preservativo, la paura è l'unica via di uscita possibile. Ed è proprio in questo caso che il problema si ingigantisce.

Una paura irrazionale come quella per l'HIV non fa altro che alimentare lo stigma sociale che questa patologia si porta dietro da decenni, rendendo i sieropositivi dei pariah da Dallas Buyers Club. Fortunatamente, la soluzione al problema è semplicissima: basta creare degli strumenti per informare in maniera adeguata.

Stephen, Ilya, Ali e Stephanie sono le menti dietro a I'm Positive, un videogioco dove il giocatore vestirà i panni di Tim, un perfetto signor chiunque che un bel giorno, dopo una rinfrescante partita a basket, riceve una chiamata dalla sua ex ragazza: "Tim, sono sieropositiva."

I'm Positive, con il suo breve racconto di una diagnosi di HIV, racconta e spiega la realtà della malattia, ribadendo concetti evidentemente non troppo ovvi e facendo vivere al giocatore dieci minuti a metà tra l'ansia e la banalità.

L'obiettivo è togliere dalle spalle dei malati non solo il peso della patologia, ma anche dello stigma sociale che vede l'HIV come una condizione fortemente debilitante e dall'alto potenziale di contagio. Il gioco racconta che le cose non stanno proprio così: l'HIV è ansia, medicine, visite periodiche e qualche imbarazzante chiacchierata col medico di turno.

I'm Positive è il vincitore del CDC & HHS Games for Health Game Jam 2014. Non ci troviamo davanti a un gioco rivoluzionario munito di caratteristiche tecniche strabilianti, ma a uno strumento didattico breve ed efficace che nel suo piccolo può aiutare a rendere meno difficile la vita dei sieropositivi. Un videogioco sull'AIDS non è cosa da tutti i giorni, così ho contattato i ragazzi che lo hanno sviluppato per capire meglio il loro progetto.

Considerando lo status sociale che il videogioco si porta ancora dietro, un titolo che parla di HIV è piuttosto inusuale, "Abbiamo partecipato a una game jam sponsorizzata dall'Health and Human Services e dal Center for Disease Control. Sapevamo che il tema sarebbe stato relativo alla salute, ma non che ci avrebbero chiesto di sviluppare un gioco sull'HIV," mi racconta Stephen Borden, game designer e programmatore del team.

l'HIV, quando trattato e seguito con attenzione, significa 'montagne di pillole', non 'mostruose trasfigurazioni.'

"Durante la jam degli esperti dal CDC, NIH e dal HHS ci hanno dato una serie di informazioni sullo stato attuale dell'HIV negli Stati Uniti. Il 60% dei giovani tra i 13 e i 24 anni affetti da HIV non sanno di essere sieropositivi—e anche in Italia non siamo in formissima, ndr—. Così abbiamo deciso di impostare il gioco su questa idea, raccontando una storia dal punto di vista di un ragazzo che è potenzialmente HIV positivo, perché pensavamo fosse il modo migliore per raggruppare diverse informazioni e far conoscere al giocatore i mezzi a sua disposizione," aggiunge Ilya Polyakov, game designer e artista del team.

I'm Positive presenta al giocatore una serie di informazioni semplici e telegrafiche, ma forse il suo intento lo raggiunge non tanto attraverso i dialoghi, quanto più nella rappresentazione di ciò che significa vivere con l'HIV.

È qui che il medium del videogioco riesce dove altri avrebbero difficoltà: la storia si apre e si chiude con una manciata di tiri liberi del protagonista in un campo da pallacanestro; cliccare, caricare il tiro, lasciare, lanciare. La differenza tra le due sessioni di lanci? Nessuna: perché HIV, quando trattato e seguito con attenzione, significa 'montagne di pillole', non 'mostruose trasfigurazioni.'

"Il nostro gioco cerca sia di educare il giocatore che di contribuire a rimuovere lo stigma sociale che la malattia si porta dietro; la storia e i dialoghi sono strutturati in modo che il giocatore capisca che, se trattato, l'HIV non ti impedisce di vivere una vita lunga e serena," mi spiega Stephen.

Ho anche accennato ai ragazzi di I'm Positive la realtà dei 'bug chaser', quella comunità di persone che 'inseguono l'HIV' in maniera maniacale per poter vivere meglio la propria socialità e sessualità, "Penso che questa estrema dicotomia tra "sano" e "malato" sia ben distante dalla realtà di vivere con l'HIV: non puoi sapere se qualcuno è sieropositivo senza un test, non ci sono dei sintomi visibili. Il grande problema dello stigma sociale dell'HIV è che scoraggia le persone dall'effettuare i test o dal sottoporsi a un trattamento," conclude Ilya.

Ho chiuso la mia chiacchierata con un cliché. È chiaro che "usa il preservativo" non è uno slogan sufficiente per educare le nuove generazioni, quindi che altro bisogna fare? "L'argomento non è dei più semplici, ma "usa il preservativo" è un ottimo punto di partenza. Il nostro obiettivo, con I'm Positive, è quello di far capire alle persone che è bene controllarsi e speriamo le incoraggi a non nascondersi."

"Abbiamo incluso anche delle informazioni sul PrEP e sul PEP, ovvero i farmaci per le persone che non sono sieropositive ma si trovano in situazioni  ad alto rischio di contagio. Se hai l'HIV puoi avere una vita sessuale normalissima anche se il tuo partner non soffre della patologia, e puoi addirittura avere dei bambini senza che questi vengano contagiati. Sono queste il tipo di informazioni che ci teniamo a diffondere," mi dice Stephen.

I'm Positive fa parte di un progetto più grande composto da numerosi videogiochi sull'argomento HIV. Inoltre, il CDC sta portando avanti uno studio sul nostro gioco, per capire se aiuta effettivamente i ragazzi ad apprendere nuovi concetti sull'HIV. Puoi scaricarlo e farlo scaricare gratuitamente dal loro sito, per capire che l'HIV, quando seguito con coscienza, è solo una montagna di pillole.