Quantcast
swipe life

'Papr' è il Tinder degli articoli scientifici

Finalmente anche la peer review si può fare con uno swipe. Ok, più o meno.

Alessandro Tavecchio

Alessandro Tavecchio

Screencap tratto dal film 'Jesse James Meets Frankenstein's Daughter' (1966)

Tinder, Grindr e via dicendo sono applicazioni pensate per facilitare lo scambio di fluidi trovare il vero amore, e che riducono il processo di selezione al pratico gesto dello sfogliare le foto di potenziali partner in zona e, sulla base di prime impressioni, scorrere per un sì o per un no.

La revisione di un articolo scientifico è più o meno l'opposto di tutto questo: lenta e faticosa, il più delle volte richiede il coinvolgimento di più persone in scambi epistolari che si focalizzano sulle più insignificanti minuzie per mesi e mesi, prima di giungere a un qualsiasi risultato. In pratica, è come cercare di rimorchiare su Facebook.

Ma grazie all'alacre lavoro di Jeff Leek, professore associato alla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, finalmente anche la peer review si può fare con uno swipe, su Papr. Più o meno.

Una volta loggati nell'applicazione, questa vi presenta l'abstract di un pre-print, cioè il riassunto degli autori di un articolo scientifico non ancora revisionato. Per ora vengono solo da bioRxiv, il più grande archivio di questo tipo per le bioscienze. A quel punto si può swipare su due assi: il risultato può essere interessante o noioso ma anche credibile o opinabile, creando così 4 categorie in cui classificare l'articolo.

Non è esattamente peer review, ma non è neanche veramente quella l'intenzione. Oltre a permettere di stringere nuove amicizie su Twitter, infatti, Papr ha un motore interno che impara dalle preferenze dell'utente, e suggerisce articoli analoghi, come spiega Leek stesso, su Science. "Il vero fine è quello di aiutare i ricercatori a scoprire cose interessanti nel numero straordinario di nuovi documenti," si legge, "similmente a come già si usano i social media. I dati raccolti servono solo a capire quali tipi di articoli i ricercatori trovano interessanti, e cosa invece suscita sospetti."

L'esperimento per ora sembra un successo, e swipare con massimo pregiudizio verso "noioso e opinabile" lavori che sono costati mesi o anni di fatica ad anonimi ricercatori dà anche una certa soddisfazione. Ma non affezionatevi troppo: "Questa applicazione è fornita esclusivamente per l'intrattenimento della comunità scientifica" ricorda un avviso in cima all'homepage e potrebbe essere rimossa senza alcun preavviso se Jeff si dovesse stufare."