Tutte le foto sono dell'autore.

Siamo stati al CCC, il più grande raduno europeo di hacker

Il Chaos Congress non è facilmente definibile. Una conferenza, un festival, un meeting, un museo di produzioni del DiY che ibridano tecnologia, arte e politica.

|
gen 3 2017, 11:22am

Tutte le foto sono dell'autore.

Dal 27 al 30 dicembre 2016 si è tenuta ad Amburgo la 33esima edizione del Chaos Communication Congress, l'evento annuale che chiama a raccolta artisti, programmatori, mediattivisti, astrofili, esperti di cyber sicurezza e appassionati nerd per incontrarsi e confrontarsi su temi di attualità legati a temi scientifici e tecnologici. Il CCC si tiene regolarmente ogni inverno dal 1984, ed è organizzato dalla comunità tedesca del Chaos Communication Club, fondata nel 1981 e che si autodefinisce "una comunità galattica di esseri viventi che indipendentemente dall'età, il sesso, l'etnia o gli orientamenti sociali lotta attraverso i confini per la libertà d'informazione"

Il Chaos Congress non è facilmente definibile. Una conferenza, un festival, un meeting, un museo di bizzarre produzioni del Do It Yourself che ibridano tecnologia, arte e politica. Che il CCC non sia un evento come gli altri te ne accorgi alla prima visita, mentre cammini tra sale piene di cavi, luci al neon, smanettoni in simbiosi con i loro portatili, robot telecomandati da bambini, droni che ti volano sopra la testa e gamer impegnati a trasformare un vecchio snowboard in un joistick per console usando un accelerometro.

La partecipazione al CCC è sempre più alta, e i numeri parlano chiaro. Nei mesi precedenti all'evento c'è stata una vera e propria corsa per l'acquisto del biglietto di ingresso, con grande fermento anche su Twitter, dove gli utenti discutevano usando l'ht #33c3 e un account ufficiale segnalava quotidianamente i giorni che mancavano all'evento usando un sistema numerico diverso ogni giorno. Alla prima sessione di vendita online il server è andato down per circa 15 minuti per i troppi utenti connessi, per poi tornare up con tutti i biglietti già esauriti.

I biglietti venduti sono stati circa 12.000, ai quali vanno aggiunti organizzatori, speaker e membri del Club. Fin dalla sua prima edizione, il Congress si è svolto in Germania, a Berlino o ad Amburgo a seconda degli anni. La location di questa edizione, come negli ultimi anni, è il Centro Congressi di Amburgo, un edificio di quattro piani con due sale principali da più di 5000 posti l'una, e che più volte sono state entrambe riempite. Sulla facciata principale del Centro Congressi campeggia usualmente l'insegna luminosa CCH (Congress Center Hamburg) che, come da tradizione, durante il Chaos Congress viene "corretto" dagli attivisti con la scritta CCC.

Il programma dell'evento era molto denso: per quattro giorni si sono susseguite sessioni di quattro talk in contemporanea ogni ora dalle 11.30 di mattina fino a notte inoltrata. Tra i temi al centro dell'attenzione quest'anno c'erano il machine learning e l'intelligenza artificiale con annesse implicazioni sociali, ma anche i Big Data, la sorveglianza digitale e la realtà aumentata.

Il Congress è un evento molto eterogeneo, sia nelle forme che nei contenuti, le varie realtà che ne prendono parte possono avere idee politiche differenti, talvolta contrastanti, seppur condividendo una visione libertaria di sottofondo. Un altro elemento che è possibile riscontrare in varie occasioni dell'evento è una presa di posizione antirazzista e a favore della libertà di circolazione. "Kein mensch ist illegal" era possibile leggere su un pannello all'ingresso dell'evento, "nessun uomo è illegale", nessuno è clandestino. Uno dei contenuti forti dell'evento è proprio la capacità di affrontare temi su sicurezza e privacy senza cadere in tesi razziste o islamofobe, ma anzi dichiarando la propria contrarietà alle politiche di sorveglianza e controllo sociale, proprio mentre per le strade di Amburgo e di altre città tedesche la militarizzazione si è fatta più pesante dopo l'attentato di Berlino.

Ma il Congress non è solo talk e dibattiti in aula: al primo piano era permanentemente installato un laboratorio di lockpicking, nel quale si poteva imparare ad usare gli attrezzi del mestiere per scassinare qualunque tipo di lucchetto, poi c'era l'area Bitcoin, dove si monitoravano costantemente fluttuazioni e transizioni delle criptovalute in circolazione. Non sono mancate lezioni di hacking, console di videogiochi e workshop di tecniche per ottenere gratis un biglietto aereo. Alla sera ci si trovava poi tutti insieme a ballare e divertirsi nella sala musica, o per chi preferiva all'interno di una enorme palla di neve gonfiabile installata per l'occasione, accompagnati da casse di birra e di Club Mate.

Per chi fosse interessato, i video dei talk sono già tutti online. Alcuni hanno affrontato il tema della reti neurali da un un punto di vista biologico, come ha fatto Joscha nel suo "Machine Dreams". Altri, come Xavier Flory, hanno analizzato questioni etiche e filosofiche relative al transumanesimo. Axel Nauman, ricercatore del CERN di Ginevra, ha parlato di ROOT, un software utilizzato dal centro di ricerca per l'analisi dei dati raccolti negli anni.

L'apice dell'evento è stato probabimente il secondo giorno, quando Anna e Andre hanno discusso della situazione della sorveglianza digitale in Germania a distanza di 3 anni dalle rivelazioni di Snowden. E proprio al termine del dibattito, a sorpresa di tutti e nella standing ovation generale, Edward Snowden si è collegato in streaming, parlando a tutti da remoto.

"In Usa, ma anche in Germania, nel Regno Unito abbiamo continuamente prova di questa sorveglianza di massa, indiscriminata, che raccoglie dati da tutto il mondo e non serve a fermare il terrorismo"—ha detto Snowden—"Non si tratta di sicurezza, certamente, si tratta di potere: la sorveglianza è una questione di controllo". Snowden critica poi duramente il fatto che la sorveglianza non sia mirata ai sospettati o a persone di interesse, ma coinvolga costantemente chiunque.

Ha poi evidenziato come recentemente i sistemi di sorveglianza digitale si siano diffusi in molti paesi, in Europa così come in Cina, in Russia e anche in Canada, citando il caso di Patrick Lagacè, giornalista di La Presse passato alle cronache per essere stato intercettato dalla polizia di Montrèal, intenta a conoscere l'identità di alcuni suoi informatori.


"Dovete agire, non è sufficiente credere in qualcosa"—ha concluso Snowden—"Scrivere codice, fornire strumenti o creare un nuovo servizio, o forse semplicemente riconoscere quando dire no, votare in modo differente, ma bisogna fare qualcosa. Se vogliamo che le cose cambino, dobbiamo sollevarci per qualcosa."

Successivamente alla diretta di Snowden si è aperto il collegamento Skype con Vanessa, una casalinga filippina che insieme ad altri ha aiutato Snowden a rifugiarsi a Hong Kong prima di volare verso Mosca, riuscendo a nascondere per due settimane l'uomo più ricercato del mondo.

Ancora di intelligenza artificiale e bot ha parlato Aylin Caliskan, ricercatrice della Princeton University, ricordando come i modelli di apprendimento automatico facciano uso di moli di dati "umani", che possono riflettere bias e pregiudizi culturali: come esempio nel celebre caso di TayTweets, il chat-bot di Microsoft ritirato perché diventato razzista e antisemita. Ayilin ha sottolineato come queste deformazioni e pregiudizi dei bot potrebbero rappresentare un grosso problema nel caso di eventuali dipartimenti di Predictive Policing—dipartimenti di polizia impegnati nella previsione di crimini e reati grazie all'uso di Big Data à la Minority Report.

L'attivista Julia Reda ha lanciato l'allarme sui nuovi piani di riforma in materia di copyright proposti dall'Unione Europea, che se andassero in porto renderebbero illegali una grande quantità di utilizzi dei dati protetti, rendendo la vita difficile anche a piattaforme come Wikipedia o a pagine che condividono notizie sui social. Si è parlato inoltre di neutralità della Rete con Christopher Talib della Quadrature du Net, gruppo di avvocati francesi che promuove da anni la difesa dei diritti civili e digitali. Quadrature du Net ha intrapreso una battaglia nel 2010 contro l'accordo internazionale ACTA, volto a contrastare contraffazione e pirateria informatica, aspramente criticato in quanto lesivo della libertà di comunicazione.

Non sono mancati i seminari su fisica e astronomia, a proposito della recente scoperta delle onde gravitazionali, o delle missioni spaziali future.Sul fronte della difesa dei diritti e di tematiche sociali, uno dei primi talk dell'evento ha presentato National Bird, un recente documentario americano che riporta testimonianze di vittime e carnefici dei programmi di guerra con i droni. Si è parlato di come questa nuova tecnologia permetta a militari comodamente seduti alle loro postazioni di bombardare bersagli a migliaia di chilometri di distanza, spesso con eccessiva leggerezza, portando più di una volta a colpire per sbaglio civili

Al termine dell'evento, congedandosi, ci si è lasciati ricordandosi gli appuntamenti dei prossimi eventi, come l'hackmeeting italiano che si terrà in estate in Valsusa, il meeting olandese di sicurezza informatica SHA2017 e ovviamente la prossima edizione del Chaos Communication Congress, per la quale su twitter è già partito il conto alla rovescia.