Il misterioso creatore dei videogame più terrificanti della storia

Abbiamo parlato per la prima volta dopo anni con Osamu Sato, l'oscuro creatore di alcuni dei più bizzarri giochi di sempre.

|
28 gennaio 2015, 2:30pm

Rin from Osamu Sato's Eastern Mind.

Rin di Eastern Mind di Osamu Sato.

Il suo spirito vagabonda per l'internet attraverso forum di videogame di nicchia. I suoi tweet quasi giornalieri parlano degli eventi del giorno. Ma è praticamente scomparso dall'industria del gaming. Osamu Sato potrebbe benissimo essere un fantasma.

Nato il 14 aprile 1960, laureato presso l'Istituto di Tecnologia di Kyoto, Sato iniziò a lavorare per una compagnia, la Moss Advertising, per poi creare il suo studio da freelance con il nome di Osamu Sato Design Office. Qui, Sato si occupava di lavori multimediali, creava progetti indipendenti e installazioni artistiche che sarebbero poi state esposte a Tokyo all'inizio degli anni '90. Nel 1994 si liberò del nome "Osamu Sato Design Office" e decise di fondare un nuovo studio con il nome di OutSide, che ancora oggi è operativo ma al di fuori dell'industria videoludica.

Nonostante Sato sia un celebre sviluppatore di videogame, un compositore e un artista talentuoso, fino al 2009, quando venne creato il suo account su Twitter, avreste avuto molte difficoltà a trovare informazioni sulla sua vita privata, sui suoi progetti o i suoi contatti facendo ricerche sui videogame che lo hanno reso famoso. E tuttavia le sue creazioni ancora vivono online, rimangono il centro di alcuni oscuri cimiteri di videogiochi e sono l'ispirazione per molti creatori di giochi indie che cercano di tirare fuori cose nuove dalle ceneri del passato, o, in un caso specifico, tentano di ricostruire completamente uno dei giochi di Sato.

E come ci si poteva aspettare, essendo il creatore di alcuni dei più bizzarri e terrificanti giochi di tutti i tempi—LSD: Dream Emulator (1998) e Eastern Mind: The Souls of Tong-Nou (1994), per dirne alcuni—Sato è un personaggio tanto enigmatico quanto inaccessibile. È nell'industria da abbastanza tempo da aver fatto nascere centinaia di domande nei fan affamati di contenuti, senza mai fornire alcuna risposta. Non possiede neanche la sua pagina di Wikipedia oltre a poche righe sulla versione giapponese dell'enciclopedia. Se avete intenzione di contattarlo dovrete farlo in giapponese. Questo ovviamente dopo aver trovato un indirizzo mail per farlo. In un'epoca in cui gli sviluppatori sono così facilmente raggiungibili dai loro fan, Sato è un'anomalia, e uno di quelli che i fan desidererebbero ardentemente contattare per carpire i segreti del suo genio.

Dopo aver spulciato il catalogo di Sato e le poche informazioni sulla sua vita e dopo aver completato alcuni dei suoi giochi, mi sono decisa a trovare l'uomo che, per un motivo o per l'altro, vive nel web come presenza totalmente silenziosa.

Ho iniziato con The Obscuritory, dove il curatore Phil "Shadsy" Salvador ha postato un po' di informazioni sui giochi di Sato. Salvador ha ottenuto un indirizzo mail nel corso di una corrispondenza con Sato, ma non gli era stata esattamente garantita un'intervista. È stato solo per un colpo di fortuna che sono riuscita a contattare Phil e ottenere la mail per scrivere questo pezzo, che altro non fa che alimentare l'aura di mistero attorno alla figura di Sato.

A causa delle di voci che affermavano che fosse morto, per molto tempo si supponeva che davvero Sato fosse deceduto e che i suoi giochi fossero l'unico mezzo per avere esperienza del surrealismo, unico nel suo genere, frutto della mente di questo personaggio.

Ma in una delle prime intervista con Sato in tanti anni, egli ha velocemente rigettato queste affermazioni, trovando anzi divertente la situazione piuttosto macabra creatasi: "se fossi davvero morto non avrei avuto modo di saperlo, il che rende la situazione ancora più divertente per me," mi ha detto. Ha poi fatto il paragone con il famigerato fenomeno "Paul è morto" che circolò dopo che Paul McCartney venne fotografato a piedi nudi sulla copertina del celeberrimo Abbey Road.

È beatamente ignaro del fervore causato dai giochi che ha lanciato solo in Occidente, che hanno portato alla creazione di interi forum e siti in onore di titoli come Chu-Teng, il sequel perduto del bizzarro e introspettivo Eastern Mind: The Lost Souls of Tong-Nou. LSD: Dream Emulator è stato uno dei primi progetti di Sato ad apparire online, attraendo orde di fan che sono venuti a conoscenza del titolo in blog o pubblicazioni come Cracked.

Uno dei tanti giochi nell'industria videoludica pensato per esplorare l'esperienza onirica, LSD: Dream Emulator era stato lanciato unicamente in Giappone e non è mai arrivato in Occidente. Le copie fisiche sono estremamente rare e sono vendute a prezzi altissimi.

Il gioco in sé è pensato per essere un sogno "giocabile" in cui semplicemente esplori un mondo virtuale senza nessun obiettivo o fine. In un momento ti puoi ritrovare a camminare per una casa realistica o in un prato; poco dopo puoi perderti in un corridoio senza fine decorato da kanji giapponesi e hiragana inframezzati da immagini di donne a bassa risoluzione. È possibile che in lontananza vediate una bambina che spinge un hula hoop con un bastone. Dietro di voi potrebbe esserci una donna che sta perdendo la testa. E poi vi svegliate. Reiniziate l'intero processo e continuate a sognare. È molto diverso da qualsiasi video game abbiate mai provato, ed è impossibile spiegarlo o analizzarlo nel dettaglio.

"I sogni sono irrazionali, senza regole e spesso non ricordi nulla quando ti alzi al mattino. Volevo creare qualcosa del genere."

I fan hanno cercato in tutti i modi di decodificare l'enigma dietro al modo in cui LSD: Dream Emulator mescola i suoi visual e ricicla degli oggetti in modo random, e quale significato abbia. Perché Sato avrebbe scelto un metodo così bizzarro per realizzare un videogioco?

"Ho concepito l'idea per LSD quando ho visto il demo e le specifiche della PlayStation," ha spiegato Sato. "Il mondo in cui girovaghi quando ti schianti e muori in un gioco di gare di auto...da lì sono arrivato all'idea di esplorare un mondo onirico. I sogni sono irrazionali e senza regole, e molto spesso non ci si ricorda nulla quando ci si alza al mattino. Volevo creare una cosa del genere."

I manuali del software, la documentazione e anche lo speciale "diario dei sogni" che era originariamente assieme al gioco, sono stati recuperati grazie alla diligenza dei fan che volevano saperne di più. Quando gli ho fatto qualche domanda sulla fama di LSD tra i fan occidentali e perché si sia manifestato tanto interesse, Sato mi ha detto di non avere la minima idea di questo fenomeno. "Mi piacerebbe saperlo perché non ne so niente," mi ha detto.

Il packaging originale di LSD Foto: OutSide Directors Company

Mentre potrebbe non essere chiaro cosa LSD cerchi di trasmettere, non è una sorpresa che i fan siano molto attaccati al gioco e continuino a cercare di decodificare l'atmosfera di mistero che lo avvolge. Un fan in particolare, un modder conosciuto con il nome di Figglewatts, sta lavorando per ricreare scrupolosamente il gioco in tutta la sua bizzarra gloria utilizzando Unity, un game engine che permette di creare cose incredibili a chiunque desideri elaborare un gioco. E c'è di più, ha intenzione di usare anche il supporto dell'Oculus Rift. Lo sviluppatore ha anche iniziato una campagna su Patreon per assicurarsi che il programma venga completato, piuttosto che continuare ad esistere sotto forma di demo, ma Sato probabilmente non ne saprà mai niente né desidera commentare l'impresa di Figglewatts.

Alla fine saranno i fan a dover portare avanti la sua eredità. Nel 2014 il sequel di uno dei giochi perduti di Sato è stato recuperato grazie a loro, in effetti: si tratta di Chu-Teng, il seguito di Eastern Mind del 1994. Anni dopo, in un ecosistema videoludico che premia fondamentalmente franchise annuali come Call of Duty o Assassin's Creed, questo gioco è ancora ricercato da tantissimi fan, senza alcuna direzione o aiuto da parte di Sato.

Eastern Mind effettivamente è una leggenda nel mondo del gaming per PC. È un trip sperimentale che si basa sulla bizzarria più estrema: un adventure game, ma non facile come le avventure LucasArt che che avevano avuto così tanto successo al tempo. Ed è casualmente anche una delle più auto-indulgenti esperienze che un appassionato del surreale potrebbe volere; un gioco per il PC di nicchia creato con l'immaginario psichedelico e le palesi limitazioni tecnologiche della metà degli anni '90.

È il paradiso di coloro che ricercano le stranezze, in altre parole. Lì dentro troverai affinità con un essere che possiede tra menti, e che poi si suicida nell'arco di dieci secondi; troverai importanti oggetti chiave come "L'Occhio del Sogno"; e poi visiterai il Palazzo Ellisse, dovei potresti essere alimentato forzatamente fino alla tua esplosione. Ed è solo la punta dell'iceberg. Potrebbe disporre di solamente 256 colori, ma è una vera e propria realtà allucinante. Hai mai voluto incontrare una creatura che "pasteggia con le proprie gambe?" Puoi farlo in Eastern Mind

.

È un gioco davvero disturbante ma è splendidamente strano. Coerentemente alla sua forma, le persone si sono riferite a lui nel corso degli anni come ad una qualche oscura stranezza giapponese, un'inaccessibile avventura "random" che esiste solo in quanto storiella, qualcosa da indicare e di cui ridere quando si comincia a parlare di cultura giapponese; non è visto come un testamento in cui Sato ha messo anima e corpo.

Eastern Mind potrebbe essere visto come un commentario alla vita, la morte, e alle anime che abitano il nostro contenitore fisico. Ē una così interessante creatura, in gran parte perché è una sovrapposizione tra il suo status di gioco gaipponese semi-sconosciuto e le piccole sacche di persone che pregano affinché trovi il suo spazio nella scena. Per essere un titolo così piccolo e sconosciuto, ha radunato un vero e proprio culto, rimanendo allo stesso tempo invisibile ai più.

Chu-Teng, dopo essere stato recuperato e distribuito agli stessi giocatori che hanno dato vita al fenomeno di LSD: Dream Emulator, è stato considerato per anni o un prototipo mai concluso, o una introvabile reliquia, o così raro da essere giocabile solamente da pochissimi giocatori. Nessuna ricerca è stata capace di svelare dettagli sul gioco prima che nel 2014 un fan è riuscito a procurarsene una copia. I fan del gioco hanno vinto ancora una volta, senza l'influenza del creatore stesso.

Osamu ha smesso di lavorare nella game industry, dando la colpa ad un mancanza di libertà per creare "vari progetti sperimentali," con un "contesto differente" nel quale lui oggi non riesce a sviluppare giochi di corsa, lotta, calcio o baseball. Sembra che semplicemente il clima odierno non gli permettadi sviluppare ancora quei giochi per i quali aveva creato una nicchia anni fa. In un mondo in cui le app free-to-play sono la forza trainante di un intero mercato e una generazione di nuovi giocatori è arrivata su YouTube per un'esperienza di gioco reading-free, le sue idea sono già date per spacciate al di fuori della sfera indie.

"Oggi come oggi sto lavorando a progetti artistici in cui posso lavorare per conto mio. Si tratta di quadri e di fotografia," ha spiegato Sato.

"Penso che le mie creazioni siano una sorta di arte contemporanea fatta con le console."

Nonostante abbia curato un catalogo di giochi che ha offuscato o letteralmente obliterato la concezione di ciò che dovrebbe o non dovrebbe essere un videogioco nel corso degli anni, Sato stesso ha espresso il concetto di non essere mai stato nel business dei videogiochi, citando il loro uso solamente come veicolo di un'espressione artistica e come motivazione per coinvolgere il pubblico.

"Non ho particolare interesse nel fare o nel giocare un videogioco. Semplicemente è successo che i giochi fossero il modo migliore per esprimere il mio ego artistico. Per esempio, lo slogan promozionale per LSD era "Questo non è un gioco." Quindi trovo le mie creazioni più vicine all'arte contemporanea che ai videogiochi.

Considerando che gli unici altri lavoro che ha inviato nel passato erano le opere che ha menzionato nella nostra conversazione o "le app non-videoludiche per i-αppli (parola giapponese per i telefoni NTT) " possiamo concludere che ciò che abbiamo visto è la conclusione della carriera di uno sviluppatore incredibilmente capace.

Fino al giorno in cui Sato deciderà di tornare ai videogiochi e alla produzione di arte che va aldilà del medium tradizionale, rimarrà una delle personalità più avanguardiste e interessanti nel mondo del gaming cult, uno spirito che infesta chi cerca il surrealismo e chi brama altri titoli come quelli che ha prodotto nel passato.

Sfortunatamente, sembra che nonostante il suo allontanamento da LSD: Dream Emulator sia avvenuta molti anni fa, sia ormai permanente, e a noi sono rimasti solamente frammenti di ciò che sarebbe potuto essere.