Fischi e disinformazione: sono stata al convegno della Lega su 'L'erba della morte'

Dalle primissime file, a un certo punto, si è levato un "Ci vuole il Duce!"

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24 luglio 2018, 10:32am

Tutte le foto sono dell'autrice

È da qualche tempo che Piacenza sembra essere diventata parte di una realtà parallela, probabilmente grazie alla nuova giunta catto-leghista. Dopo un incontro sugli alieni satanici denominato "Ufologia e manifestazioni diaboliche", ieri sera ho avuto modo di partecipare al discusso convegno dal titolo "L'Erba della Morte: La Cannabis".

Organizzatore della serata era Massimo Polledri, neuropsichiatra infantile di formazione, leghista e assessore della famiglia del Comune di Piacenza, famoso principalmente per aver pronunciato queste parole durante un'intervista a La Zanzara, non troppi anni fa: "Se i miei figli fossero gay non sarei contento. Sarebbe come se mia figlia mi dicesse mi faccio suora o sposo un marocchino. Anzi, questo sarebbe uno dei casi peggiori che possano capitare".

Sono intervenuti poi il capogruppo della Commissione Giustizia al senato, il leghista Simone Pillon, celebre per essere uno degli organizzatori dei vari Family Day, complottista anti-gender e anti-stregoneria; il dott. Carlo Segalini, presidente della Commissione Servizi Sociali; e poi lei, una mamma, con la sua testimonianza personale. Ovviamente non era previsto nessuno specialista di dipendenze e nessun contraddittorio.

L'evento è iniziato con discreto ritardo, nel frattempo assessori e senatori si scattavano una serie di selfie con il pubblico alle spalle. Effettivamente la sala strabordava di gente: il titolo a effetto aveva fatto il suo dovere nonostante la tristezza della locandina. Peccato che la maggior parte dei presenti fossero contestatori, che sin dall'inizio hanno impedito con fischi, urla e applausi insistenti a chiunque di completare un discorso. Inoltre, le casse audio 'vintage' dell'auditorium non aiutavano la comprensione degli interventi.

Questa situazione, però, ha giocato totalmente a favore dei relatori che, da quel poco che si è riuscito a sentire, sembravano del tutto disinformati: passavano dal non sapere quale parte della pianta si fuma, al parlare di effetti come visioni e aggressività.

A rompere il ghiaccio è stato Polledri, lamentandosi del fatto che la legislazione italiana del 2016 è troppo favorevole allo sviluppo di dipendenza da hashish e dichiarando che lo “spinello light” semplicemente non esiste. Intanto è partita una presentazione PowerPoint dello stesso calibro della locandina, con quattro slide, di cui una occupata totalmente dalla foto di un incidente automobilistico con la didascalia "QUALE SBALLO?".

Chiaramente, la presentazione non conteneva nessuna informazione o dato scientifico, ma solo schemi elementari su problematiche tipo "I CONDIZIONAMENTI ESTERNI ALL'USO DELLA CANNABIS”, tipo i cantanti. Momento culmine è stato poi quando il dott. Segalini, dopo aver ammesso che non esistono casi documentati di morte per overdose e che invece esistono numerosi casi documentati di effetti curativi della cannabis, ha dichiarato che "Se ti fai una canna, prendi la macchina e investi mia figlia... ti faccio un culo così".

La slide terrorifica che fa riferimento all'incidente stradale.

Dopo un breve intervento di Pillon e del senatore della Lega Pietro Pisani, che hanno detto di essere lì principalmente per ascoltare e di essere pronti allo scambio d'idee, è arrivata finalmente la testimonianza della madre. La donna ha raccontato la triste storia del figlio dipendente da cannabinoidi, che spendeva 20€ al giorno in droga e che dopo aver iniziato ad ascoltare musica ad alto volume è diventato sempre più violento e aggressivo al punto da portarla a chiedere l'intervento delle forze dell'ordine e in seguito il trasferimento in comunità.

Fortunatamente la vicenda del figlio si è conclusa in modo positivo. Ma, come hanno fatto notare i rumorosi manifestanti — costituiti per lo più da membri del gruppo antagonista ControTendenza Piacenza, dell'associazione NaturCanapa e da normali cittadini decisi a rivendicare l'assurdità del convegno — l'esperienza della signora è stata più che altro strumentalizzata da parte dei politici. Intanto, dal pubblico si levavano urla di “Educare, non terrorizzare!”.

Quando Pillon ha ripreso la parola, ha domandato alle persone del pubblico se si sono mai chieste "che fine fanno i 20€ spesi quotidianamente per la Droga". La risposta, per lui, era ovvia: "oltre che a finanziare l'ISIS, come dice Roberto Saviano, la cannabis serve a rendere mansueta la popolazione." Secondo Pillon, infatti, la legalizzazione delle droghe leggere aiuterebbe i "poteri forti" a controllare noi “sheeple” e a far prosperare le lobby.

Al momento degli interventi dal pubblico, ha preso la parola Alberto Esse, noto attivista piacentino, che ha contestato il convegno soffiando bolle di sapone contro i relatori. Contestato da Pillon, che gli ha impedito di parlare urlandogli in faccia, è stato vittima di qualche piccolo tafferuglio, ma nonostante questo è riuscito a far sentire la propria voce nel sottolineare le falsità della conferenza — insieme a Lello Ciampolillo, senatore del Movimento 5 Stelle.

La contestazione di Alberto Esse con le bolle di sapone.

Ciampolillo, in particolare, ha fatto notare che Saviano è stato citato impropriamente, perché è tra i promotori della legalizzazione e non della criminalizzazione ulteriore delle droghe leggere. Inoltre, si è soffermato sulle difficoltà a cui vanno incontro i pazienti che hanno bisogno per scopi medici di cannabis, la cui produzione nazionale risulta gravemente insufficiente per coprire le richieste.

Dalle primissime file, a un certo punto, si è levato un "Ci vuole il Duce!", al che il senatore Pillon si è lanciato in un discorso sulle differenze fra alcool, sigarette e cannabis. Per lui la differenza è tra uso e abuso: una sigaretta o un bicchiere di vino sono uso, mentre una canna è abuso. Qualcuno ha domandato se non sia ipocrita chiedere dove vanno i soldi della droga, se sappiamo benissimo dove vanno i soldi di alcool e sigarette. Pillon ha risposto prontamente che l'abuso di alcolici e sigarette è un problema obiettivo, ma che gli introiti fiscali dei paesi che hanno liberalizzato la cannabis "sono stati sufficienti a coprire solo le spese sanitarie crescenti".

Altri hanno chiesto come mai il Canada o molti stati USA abbiano deciso di legalizzare, mentre in Italia si stia avviando un processo contrario. Pillon ha risposto che Canada e Stati Uniti sono paesi estremamente capitalisti, dove esiste "un'antropologia volta alla distruzione dell'uomo come lo conosciamo". La maggior parte dei relatori, intanto, era già uscita dall'auditorium lasciando dietro di sé solo i più resistenti e qualche manifestante.

Alla fine di tutto, non si è ben capito quale fosse il vero scopo di questo convegno, cui avrebbero partecipato una trentina di persone se non si fossero presentati i manifestanti. I relatori non erano preparati e anche nel caso in cui non fossero stati contestati, avrebbero parlato per un'oretta o poco più in maniera estremamente generica di una questione a loro sconosciuta. Quello che è triste, però, è che ormai anche i leghisti sanno utilizzare un titolo click-bait, e che l'evento con più affluenza del panorama piacentino degli ultimi anni l'hanno organizzato loro.