I cacciatori di balene giapponesi continuano la mattanza in nome della 'scienza'

Nell'ultima stagione di caccia, sono state uccise 122 femmine incinte e 114 cuccioli di balenottera rostrata.

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01 giugno 2018, 10:41am

Le navi giapponesi hanno ucciso 333 balenottere rostrate nelle acque dell'Antartico negli ultimi sei mesi — 122 delle quali erano femmine incinte e 114 erano cuccioli. Questa mossa ha inasprito il dibattito già teso a proposito delle giustificazioni addotte dal Giappone per la caccia alle balene nell'oceano antartico nel nome della scienza.

La legalità di queste cacce è un discorso complesso. Nonostante sia entrata in vigore una moratoria sulla caccia alle balene commerciale nel 1986, per certi paesi c'è ancora spazio di manovra legale sufficiente per uccidere le balene per scopi di ricerca scientifica. Un programma di caccia alle balene giapponese noto come "JARPA II" ha sfruttato questa ambiguità normativa per uccidere circa 1.000 balene ogni estate antartica. (La Norvegia uccide ancora questo numero di balene ogni anno, mentre in Islanda il numero oscilla sui 200 esemplari).

Ma nel 2014, la Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite ha sentenziato che JARPA II è stato falsamente presentato dal Giappone come un programma scientifico, e che è in realtà da ritenersi come un'impresa commerciale che viola la Convenzione Internazionale che Regola la Caccia alle Balene del 1946.

Al Giappone è stato ordinato di interrompere tutte le operazioni di caccia nell'Oceano Antartico; ma il Primo Ministro Shinzō Abe ha invece dato un nuovo nome al programma — "Newrep-A" e diminuito il numero di balene a 333 all'anno. La caccia del Giappone alle balene nell'Antartico è ricominciata nel 2015. A prescindere dalla riduzione nel numero di animali uccisi, non è ancora chiaro se lo scopo primario di queste battute di caccia sia scientifico o commerciale.

La popolazione globale delle balenottere rostrate dell'Antartico è stimata intorno ai 500.000 esemplari — non si tratta di una specie a rischio come altre specie di cetacei, come la balenottera azzurra o le balene della Groenlandia. Per questa ragione, i cacciatori di balene giapponesi sostengono che uccidere 333 animali all'anno sia sostenibile.

Ma sulla lista rossa dell'Unione Internazionale per la conservazione della natura (IUCN), che tiene traccia delle specie in pericolo, i dati relativi alle balenottere rostrate sono considerati "insufficienti." In altre parole, non sappiamo abbastanza di questa specie per decretare se il numero di esemplari sia in declino o meno, o se queste mattanze siano una pratica sostenibile.

Le balenottere rostrate possono impiegare fino a otto anni per svilupparsi sessualmente e le femmine in genere portano avanti gravidanze a singolo feto che durano quasi un anno, il che rende particolarmente spietata la loro caccia, perché questi animali investono molta energia e sforzi nell'allevare i propri cuccioli fino all'età adulta.

Per quanto sdegno possano aver generato queste uccisioni, il Giappone si è dichiarato deciso a continuare la caccia almeno fino al 2025. Il prossimo incontro della Commissione internazionale per la caccia alle balene, che si terrà a settembre in Brasile, fornirà un'opportunità per la comunità globale che si oppone alla pratica, di spingere per un controllo più severo del programma "Newrep-A."

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Questo articolo è apparso originariamente su Motherboard US.