Questo NES hackerato può estrarre bitcoin

Mario non è l'unico a recuperare monete in giro.

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mar 20 2017, 10:35am

Diciamo che ti serve qualcosa per estrarre un po' di Bitcoin. Potresti comprare qualche pezzettone di hardware scattante e costoso, come fa gran parte delle persone, o potresti semplicemente riciclare la tua console d'infanzia preferita. 

È esattamente ciò che ha fatto un tizio conosciuto su internet come "gbg" (pronunciato, "garbage", immondizia). Come sfida verso se stesso, gbg ha hackerato un Nintendo Entertainment System risalente al 1985, rimodernandolo con delle componenti più recenti e con del software capace di eseguire i calcoli necessari a recuperare qualche bitcoin. È uno spettacolo a cui si deve assistere, in tutta la sua gloria 8-bit così stupidamente inefficiente. 

Estrarre bitcoin con un NES, bisogna dirlo, è qualcosa che è stato fatto più per divertimento che per guadagno vero e proprio. L'estrazione di bitcoin è fondamentalmente una gara di velocità tra computer molto potenti sparsi in giro per il mondo, il cui obiettivo è risolvere un problema matematica piuttosto complesso. Già quattro anni fa, quando gbg ha eseguito questo esperimento, il mondo dell'estrazione di bitcoin era molto chiuso in particolare perché per entrarvi c'era bisogno di avere un bel capitale di partenza da investire. Un NES costruito per far girare Tetris non ha molte possibilità. 

Estrarre bitcoin con un NES, bisogna dirlo, è qualcosa che è stato fatto più per divertimento che per guadagno vero e proprio.

Quindi, perché gbg l'ha fatto? "Per vedere se ci riuscivo," mi ha risposto così quando gli ho scritto via email, dopo aver visto la sua chimera tecnologica per la prima volta in vita mia su un blog che parla di finanza bitcoin

Non ha tutti i torti. 

Ci è voluta una settimana intera per mettere insieme questo aggeggio, mi ha spiegato, ma si trattava di "un hobby da quattro soldi" perché aveva già in casa gran parte delle componenti. Ora, vi devo avvisare, come effettivamente ci sia riuscito è questione ben più allucinante. 

Secondo il suo blog, il setup di gbg gestisce il NES come un computer che si deve interfacciare con l'algoritmo di hasing bitcoin: SHA256. Il problema, ha spiegato gbg in un post sul blog, è che lo SHA256 richiede operazioni in 32-bit, mentre il NES lavora soltanto a 8-bit. Per risolvere questo problema, gbg ha usato un Raspberry Pi per recuperare i dati bitcoin dalla rete e convertirli in una ROM con l'algoritmo SHA256 — In pratica, un file di gioco. Il file viene poi inviato al NES attraverso un altro gadget esterno, e infine la console si occupa di fare i conti. 

Subito dopo la console doveva riuscire a comunicare con la rete per comunicare il successo di un determinato calcolo, al fine di poter ottenere la corrispettiva ricompensa. Per far sì che succede, gbg ha modificato il NES così che ogni volta che un calcolo veniva risolto, lo schermo si colorasse di verde. Quando non riusciva, lo schermo diventava rosso. Gbg ha poi puntato una camera Playstation Eye allo schermo e ha usato un programma di computer vision open source per "riconoscere" il verde. Quando ciò succedeva, il successo dell'operazione di estrazione veniva comunicato alla rete.

Incredibilmente, questa Rube Goldberg machine a cavallo tra vecchio e nuovo funziona. Ma quanto soldi ci ha fatto gbg con questo NES? "Zero," mi ha scritto in una mail. "È praticamente impossibile beccare un blocco con l'hashrate a disposizione del NES. Si tratta di possibilità davvero minuscola."

Gbg si è dedicato ad altro dopo aver completato questa impresa, e oggi gestisce un blog in cui fa a pezzi i dispositivi hardware per l'estrazione bitcoin e il loro software. È riuscito a fare reverse-engineering sul popolare portafoglio bitcoin Trezor e ha anche creato la sua implementazione open source di esso, che ha chiamato "Dinosaur Hiphop".

Ha pensato di portare avanti un progetto simile a quello del NES su un'altra console vintage: il Sega Dreamcast. Ma ha abbandonato il progetto dopo aver buttato giù una prima bozza di progettazione. Perché?

"Manca il tempo," mi ha scritto. "Vorrei tornarci sopra, ma ci sono solo 24 ore al giorno."