La prima persona destinata all'immortalità è già nata?

Il noto gerontologo Aubrey de Grey pensa che ci sia l'80 percento di probabilità che sia così.

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apr 16 2015, 8:20am

Foto: Pete + Lynne/Flickr

Il vento soffiava nella Città Proibita di Peking mentre Jiajing, l'undicesimo imperatore della Dinastia Ming, alzava una tazza di porcellana decorata con i simboli dell'eterna giovinezza. Questo è stato il suo ultimo tentativo di raggiungere l'immortalità. Spietati consiglieri lo avevano portato a credere che il mercurio che stava per andare a bere fosse di un elisir di vita eterna.

Jiaging non era il primo né l'ultimo a tentare di inseguire l'immortalità, è una faccenda legata a leggende e fantasie da quando si ha memoria dell'uomo. Fantasia, leggenda, sogni—il tutto affidato al reame del soprannaturale, ma mai a quello scientifico. Fino ad ora.

Aubrey de Grey è un gerontologo di Cambridge e co-fondatore della californiana Strategies for Engineered Negligible Senescence (SENS) Research Foundation. La gerontologia è la scienza dell'invecchiamento, e de Grey al momento sta facendo passi da gigante nel campo. De Grey è all'epicentro di una crescente schiera di ricercatori che credono di essere a un passo da una rivoluzione biologica che darà adito a una serie di terapie che permetteranno a molti di noi, già in vita, di esaudire il sogno di Jiajing. In altre parole, crede che la prima persona a vivere 1.000 anni sia già nata e sia tra noi. Quindi l'immortalità è dietro l'angolo?

"La prima cosa che voglio fare è sbarazzarmi di questa parola, immortalità, perché è incredibilmente dannosa. Non è solo errata, è dannosa," mi ha detto de Grey. "Letteralmente significa eliminare qualunque rischio di morte in ogni condizione—io sto lavorando solamente a una causa della morte, ovvero l'invecchiamento. È anche una distrazione, fa in modo che le persone pensino che questa missione sia pur fantascienza e eticamente ambigua."

Ma messa da un altro punto di vista, è più ottimista. "Se ci chiediamo: 'È già nata la persone che sarà capace di sfuggire agli acciacchi della vecchiaia per un tempo indefinito?' Io risponderei che con ottime probabilità sì, è già nata," ha detto. "Probabilmente all'80 percento."

"Potremmo essere sempre un passo davanti rispetto al problema e continuare a ringiovanire le stesse persone per tutto il tempo che vogliamo. Questo è ciò che significa fuggire dalla vecchiaia."

Ciò non significa che de Grey abbia una panacea magica pronta da imbottigliare. Non esiste una versione del ventunesimo secolo dell'elisir di Jiajing. Il percorso di SENS non si basa sul voler fermare il processo di invecchiamento, ma sull'annullare i danni provenienti dalla vecchiaia e dal logorio della vita. Per esempio, al momento stanno lavorando allo sviluppo di una terapia che stimola il sistema immunitario con l'intento di distruggere selettivamente le cosidette "cellule death-resistant" che hanno perso l'abilità di dividersi, delle cellule sane che poi si moltiplicano e vanno a rattoppare il tessuto.

Queste terapie continueranno poi a migliorare, aumentando l'aspettattiva di vita di un individuo più velocemente di quanto stia diminuendo.

"Le terapie su cui stiamo lavorando al momento non saranno perfette," ha detto. "Queste terapie saranno abbastanza efficienti per prendere persone di mezza età, diciamo sessantenni, e ringiovanirle abbastanza di modo che non saranno biologicamente sessantenni fino a quando non saranno cronologicamente novantenni. Ciò significa che abbiamo gudagnato 30 anni di tempo per cercare di capire come ringiovanirli ancora e mantenerli biologicamente sessantenni fino ai 120 o 150 anni. Penso che 30 anni possano bastare."

Da tempo, ormai, i gerontologi hanno lavorato a modi su modi per prevenire i danni fisici causati dal metabolismo, ma de Grey non crede che sia questa la strada da seguire. "L'alternativa è fare in modo che questi danni si consumino ma che vengano anche periodicamente riparati, di modo che non diventino mai abbastanza gravi da dare origine a patologie," ha detto. "Potremmo essere sempre un passo davanti rispetto al problema e continuare a ringiovanire le stesse persone per tutto il tempo che vogliamo. Questo è ciò che significa fuggire dalla vecchiaia."

Il modello di gerontologia SENS è costruito sul principio che le diverse reazioni metaboliche possono essere inserite all'interno di sette categorie. Queste categorie includono l'accumulo di "spazzatura" intracellulare (proteine malformate all'interno di una cellula); l'accumulo di "spazzatura" extracellulare; legami extracellulari (legami chimici imprevisti che bloccano le proteine); morte della cellula; cellule death-resistant; cellule cancerose; e infine mutazioni del DNA mitocondriale.

De Grey sostiene che queste "sette cose mortali" costituiscano tutti gli effetti patologici dell'invecchiamento. Ma forse la sua dichiarazione più forte riguarda il fatto che abbiamo già le conosenze per controllare e riparare ognuno di questi danni, ed è semplicemente una questione di tempo prima che cominceremo ad implementare queste terapie sugli esseri viventi.

"Dobbiamo fare dei progressi passo passo in tutte le categorie, ma la più grande svolta in termini di pubblicità consisterebbe nel prendere un topo di mezza età e ringiovanirlo," ha detto. "Una volta che lo avremmo fatto per il topo, le persone cominceranno a capire che è solo una questione di tempo prima che si possa fare la stessa cosa anche per gli esseri umani. Questo è il traguardo che voglio raggiungere e penso che tra sei o sette anni ci riuscirò."

Ovviamente, de Grey mi ha detto che la sua strategia per porre fine all'invecchiamento sarà molto probabilmente pronta prima di tutte le altre. In ogni caso, se state inseguendo l'immortalità, forse dovreste pensare al mind uploading. Potrebbe sembrare fuffa, ma è un'idea che Stephen Hawking ritiene effettivamente fattibile. Parlando al Cambridge Film Festival del 2013, il fisico teorico ha spiegato: "il cervello è come un programma del pensiero, che è come un computer, quindi è teoricamente possibile copiare il cervello su un computer e farlo sopravvivere alla morte."

Una volta che il pensiero di una persona è stato caricato su un computer è possibile farlo esistere fintanto che esisterà la tecnologia. Che ciò sia un vero e proprio "vivere" è discutibile. Passerà anche non poco tempo prima di riuscire ad avere le capacità per falro, ma se il lavoro di de Gray può stemperare gli effetti dell'invecchiamento potremmo vivere abbastanza a lungo per godere del lusso dell'immortalità digitale.

Che la prima persona a raggiungere l'immortalità sia già nata o meno è ancora tutto da vedere, ma è difficile non essere impazienti davanti alle dichiarazioni ottimistiche di de Grey. Jiajin avrebbe 508 anni oggi, se il suo elisir si fosse rivelato effiace. Forse un giorno, tra mezzo millennio, ci gratteremo le nostre giovani teste tentando di ricordare il 2015.