TaxiHack è la maratona per hackerare i taxi italiani

Mentre la guerra tra taxi e Uber si fa sempre più violenta, IT Taxi organizza un hackathon per rimodernare le proprie infrastrutture.

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27 maggio 2015, 9:16am

Immagine: Italia Cooperativa

La crisi non esiste, è solo una grande invenzione per fermare il progresso tecnologico. Per esempio: qualche sabato sera fa ero a diversi chilometri da casa mia e dovevo tornarci. Non ho la patente, non ho nessuno che mi possa venire a prendere—però ho un portafoglio pronto a pagare qualcuno per portarmi a casa.

Uber? Magari: al massimo cinque tap sul mio smartphone, qualche minuto di attesa e sarei stato caricato dal Gianfranco di turno munito di 4,8 stelle e di una Lancia Delta. Dieci minuti, qualche amorevole chiacchiera con il mio autista e sarei stato scaricato davanti alla porta di casa. Messaggio sul telefono, notifica di pagamento—10 euro al massimo. Sogno o son desto? Come sono felice di aver pagato quei 10 euro a Gianfranco e a Uber.

Ovviamente sogno. O almeno, da ieri è un sogno, prima non lo era—perché con la sentenza di ieri del tribunale di Milano il servizio di Uber, Uberpop (quello che permette ai dimenticati da Dio come me di evitare berline nere ma di aver un ritorno a casa garantito ad un prezzo onesto), è stato ufficialmente dichiarato 'concorrenza sleale' nei confronti dei taxi.

La diatriba Taxi contro Uber va avanti ormai da mesi e spenderci altre parole sarebbe superfluo. Possiamo però cercare di andare un po' più a fondo nel problema.

Mettiamo da parte per un attimo la questione costi, perché è conclamato che Uber costi meno del servizio taxi e su questo c'è poco da discutere. Perché sono quasi contento di svuotarmi il portafoglio per farmi portare un po' ovunque da Uber?

Lui è Gianfranco, l'autista Uber che mi avrebbe potuto portare a casa. via EuNews

Il drammatico problema che i taxi si portano appresso da sempre è che, oltre che essere costosi, sono ancorati ad un'infrastruttura che non sta reggendo il passare del tempo ed è per questo diventata oltremodo legnoso. Quel sabato sera in cui mi sarebbe piaciuto chiamare un'autista Uber per tornare a casa in tempi quantomeno umani l'ho invece passato fuori da un locale a passare in rassegna per 40 minuti tutte i numeri di Radio Taxi esistenti, nel tentativo di trovare un tassista disponibile a farsi pagare per portarmi a casa. La vicenda si è conclusa quando un operatore è arrivato a riconoscermi per nome e, impietosito, si è sforzato per trovare un epilogo alla mia tragedia.

Il problema è evidente: anche accettando di pagare diversi euro in più per una corsa in taxi, l'utilizzo del servizio viene fortemente scoraggiato dalla mancanza di uno strumento con presenza capillare comodo, efficace e pratico per poter chiamare un taxi. Se c'è una app per le Radio Taxi (e c'è, si chiama IT Taxi e ho scoperto oggi della sua esistenza) nessuno me ne ha mai parlato, se c'è una linea rapida che mi possa evitare di restare in attesa per un operatore per svariati minuti nessuno mi ha mai fornito quel numero.

Anche accettando di pagare diversi euro in più per una corsa in taxi, l'utilizzo del servizio viene fortemente scoraggiato dalla mancanza di uno strumento con presenza capillare comodo, efficace e pratico per chiamare un taxi.

Perché Uber è così vergognosamente semplice? Una mappa, le macchinine a schermo, la puntina per impostare la posizione. Con al massimo un minuto di attesa puoi sapere se qualcuno ha preso la tua corsa, e se quel qualcuno l'ha presa puoi sapere istantaneamente il suo nome, la sua valutazione in quanto autista e il modello di macchina che guida. La app ti dice che l'autista doveva essere arrivato ormai qualche minuto fa? Nessun problema, con due tap quell'autista puoi chiamarlo per sapere che fine ha fatto.

Fortunatamente sembra che qualcuno se ne sia accorto, e se da una parte d'Italia i tassisti proprio non riescono a comprendere i modi di questa "concorrenza sleale" di Uber, dall'altra, a Roma, qualcun altro non solo vuole rimodernare questa infrastruttura ormai vetusta, ma addirittura lo vuole fare organizzando un hackathon. Ragazzi, sembra quasi di essere nel 2015.

IT Taxi in collaborazione con Codemotion ha organizzato un hackathon a Roma, TaxiHack. Tra il 13 e il 14 giugno chiunque sia interessato avrà a disposizione 48 ore per hackerare l'app di IT Taxi e anche un taxi vero e proprio. Il sito dell'evento è chiarissimo sullo scopo e sui modi della maratona. È tutto così incredibile, sembra un hackathon fatto esattamente come dovrebbe essere fatto un hackathon.

Gli obiettivi dell'hackathon ruoteranno a queste sei sfide:

IT Taxi improvement: Ampliare in modo creativo le funzionalità e l'usabilità delle app IT Taxi: miglioramento dell'usabilità, wearable, prenotazione corse su date o luoghi diversi, calcolo anticipato del prezzo delle corse.


Mobile Payment: Implementazione di nuovi metodi di pagamento:introduzione bitcoin, miglioramento usabilità metodi pagamento, implementazione tecnologie di prossimità, gamification…


Hack'A'Taxi: …sì, avete letto bene: avremo anche una vera automobile di Radiotaxui 3570 da hackerare! Una sfida da veri maker! Eccovi alcuni suggerimenti per stuzzicare la vostra fantasia: IoT, Wearable, Open Hardware, controllo centraline, interfacce radio. Cercheremo di progettare nuovi interazioni tra il normale sistema di controllo del taxi (inizio e fine corsa, calcolo del percorso, costi, modulo di comunicazione radio e di posizionamento GSM) e ciò che avviene all'interno del veicolo monitorandolo attraverso l'uso di sensori e input vari collocabili all'interno del taxi.


Disabilities: L'obiettivo di questa sfida è creare hack per consentire alle persone affette da disabilità di migliorare la loro esperienza di viaggio con i servizi del 3570. Ad esempio: prenotazione assistita di vetture attrezzate per disabili, interfacce dedicate per i passeggeri disabili, assistenza vocale o sensoriale…


Trasporto sostenibile: Dobbiamo avere sempre in mente il nostro pianeta e il risparmio energetico. Create degli hack in grado di portare vantaggi ambientali e sociali. Alcuni suggerimenti: Taxi Sharing, soluzioni di intermodalità con biglietto/percorso unico (corsa del taxi + trasporto pubblico), ottimizzazione percorsi, crowdsourcing, riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti, riduzione del traffico


Disruptive Ideas: Create delle funzionalità completamente nuove e lontane da tutto quello che esiste! Ridefinite, riprogrammate, inventatevi nuovi modelli per i servizi offerti dal 3570. L'obiettivo è di sbizzarrire la vostra creatività di sviluppo e design. Alcuni suggerimenti per la vostra creatività: Crowdsourcing, Gamification e Wearable.

Il tutto, oltre che essere votato alla competizione—e quindi alla vincita di alcuni premi, ha l'obiettivo di scovare nuovi talenti e di farli fagocitare dal sistema taxi, che non potrebbe fare altro che giovarne.

Per il resto ammetto di essere allibito: TaxiHack è fatto bene. La partecipazione costa 5€ ma sembra che ai partecipanti verranno forniti tutti gli strumenti e i lussi necessari per poter gareggiare come si deve: dall'alloggio fino alla materia prima per poter hackerare un taxi.

Se passate da Roma durante quel weekend e sapete il fatto vostro in quanto programmazione, wearables, elettronica e quant'altro, sapete cosa fare.

Adriana Rava di IT Taxi e TaxiHack mi fa notare che uno strumento simile alla app di Uber esiste, ed è appunto IT Taxi. Per quanto le cifre (presenza in 40+ città, oltre 12,000 vetture collegate e oltre 100,000 utenti) comunicatemi da Adriana siano senz'altro importanti per una app di questo tipo, non posso che chiedermi perché un servizio del genere non venga pubblicizzato di più. Sempre tralasciando la questione dei costi, è quantomeno strano che ogni possibile apparato collegato al sistema non informi dell'esistenza di questa app, che non potrebbe fare altro se non migliorare drasticamente il servizio.