Janice Griffith / Screenshot dal film di Burning Angel "Ass Effect" 

Perché il porno della 'gamer girl' ha un fascino controverso

Come molti altri generi di pornografia — suore, pompieri, bibliotecari —, le "gamer" potrebbero essere solo un'uniforme. Il problema è il contesto sociale.

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25 settembre 2018, 10:31am

Janice Griffith / Screenshot dal film di Burning Angel "Ass Effect" 

"Se qualcosa esiste, allora esiste anche la sua versione porno," dice la Rule 34 dell'internet.
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Nelle precedenti puntate di questa rubrica, siamo rimasti in territori non troppo controversi: gente che si masturba sugli omini Lego, gli extraterrestri o le ragazze di gelatina, perché li trovano sexy. Semplice. Ogni cosa che ci arrapa ha diversi strati di significato, ma i porno con le "gamer girl" sono più complicati di altri fetish, per via di tutto lo schifo che subiscono nella vita reale le giocatrici.

Prima di tuffarci nelle implicazioni sociologiche della feticizzazione delle donne che giocano, stabiliamo per bene di cosa stiamo parlando. Il porno delle "gamer girl" presenta giocatrici donne e tutti i tropi relativi. Molti di questi includono il multitasking — tipo il video di Miss Banana in cui gioca a God of War mentre fa un pompino, video dove un uomo improvvisamente interrompe una donna che sta giocando per scopare, in cui una donna continua a giocare mentre si siede sulla faccia di un uomo, o gli esempi più voyeuristici da "si è dimenticata di chiudere lo stream su Twitch," in cui possiamo vedere una donna impegnata in atti sessuali, dopo che ha dimenticato di spegnere la webcam.

Per essere chiari, non stiamo prendendo in considerazione i porno in cui modelli 3D di Overwatch fanno sesso, né le parodie in live-action tipo Fortnut. L'oggetto di studio oggi è — specificatamente — il porno che coinvolge donne che giocano, e il tipo di sesso che fanno.

Trasformare le giocatrici in fantasie sessuali — se estrapolato da qualsiasi contesto sociale — può sembra un'attività abbastanza innocente. È una fantasia: come molti altri generi di pornografia — suore, pompieri, bibliotecari —, le "gamer" sono un'uniforme come tante altre. Ma viviamo in un mondo in cui le donne che cercano di entrare nelle fandom di videogiochi sono aggredite — spesso spinte ad allontanarsi da qualcosa che amano fare — per via della cultura di esclusione tipica di questo mondo.

"I 'gamer bro' mi hanno accusata di essere finta, nonostante avessi spiegato che si trattava solo di una scena e non avessi mai preteso che fosse reale."

Ho chiesto a Katherine Cross, scrittrice di videogiochi, sociologa e autrice di una rubrica per Gamasutra di aiutarmi a decifrare il genere delle "gamer girl" e cosa riflette della nostra società.

"C'è un valore culturale in qualsiasi immagine che permette alle persone di concepire le donne in ruoli non tradizionali, e c'è sempre una preoccupazione legittima quando le uniche donne 'valide' in quei ruoli sono ritratte come oggetti sessuali," mi ha detto Cross via email. "Penso che questo genere di pornografia si presti a entrambe le interpretazioni... la 'gamer girl' in quanto feticcio quasi mitologico è consacrato da tempo persino tra i gruppi di giocatori uomini più violenti e misogini, allo stesso tempo desiderata e mitizzata in modo sproporzionato rispetto alla realtà."

I primi esempi di come la "gamer girl" è stata immaginata dalla società compaiono in riviste di settore dei primi anni 2000. "Far giocare le ragazze? Facile. Abbiamo pagato questa modella 200 dollari all'ora per far finta di giocare con noi," si legge in una sezione di un numero di Electronic Gaming Monthly che risale al 2004. Una lettera al redattore in un numero di GAMEPRO, sempre del 2004, si dilunga smodatamente sui codici per spogliare il personaggio di Lara Croft.

Una pagina estratta da Electronic Gaming Monthly, numero 184 (2004). Immagine via @falldogs on Twitter

Janice Griffith, un'attrice porno che ha interpretato una "gamer girl" nei suoi video, mi ha spiegato che è tutta una faccenda di fantasia. "Penso onestamente che abbia a che fare con la vecchia idea che le donne non giocano ai videogiochi, idea che poi viene iper-sessualizzata," mi ha scritto in una email. "Gli uomini con la fissa i videogiochi vedono in questa fantasia estrema qualcuno verso cui sono attratti che condivide con loro un interesse — è simile in realtà ad altri tropi che vediamo nel porno e nei media in generale."

Ha detto che i suoi fan adorano i suoi lavori come "gamer girl", ma molti di loro si mettono a recriminare sulla scena in dettaglio: perché gioca all'Xbox invece che con la PS4, o il controller non era presente in abbastanza scene, o le danno della "fake [finta]" gamer perché non era veramente immersa nel gioco mentre stava scopando.

"Un mucchio di persone si agitano al pensiero di gamer girl 'fake' al punto da allontanare le donne che sarebbero interessate, inavvertitamente," ha detto. "Ho dichiarato esplicitamente di stare 'fingendo di giocare ai videogiochi per il porno' e non importava, le persone hanno pensato che fosse una delle cose più arrapanti del mondo. [Ma] i 'gamer bro' mi hanno accusata di essere finta, nonostante avessi spiegato che si trattava solo di una scena e non avessi mai preteso che fosse reale."

"La ragazza-della-porta-accanto si trova da qualche parte nel quartiere, mentre la giocatrice-della-porta-accanto è dall'altra parte di una rete"

Il diagramma di Venn della tossicità tra clima di esclusione nel mondo del gaming e aggressività nei confronti delle attrici di film per adulti si interseca in questo genere di porno. Ma rappresenta anche un cambiamento nella percezione che ha la società della sessualità e dei videogiochi. La serie del 2013 di Playboy intitolata "Gamer Next Door", con la coniglietta Pamela Horton, è un esempio della nozione di giocatrici che sono anche esseri sessuali sfaccettati che diventa mainstream. Quando la serie è stata lanciata, Horton ha parlato con Engadget dell'essere un'attrice porno che gioca anche ai videogiochi, e del dover dimostrare la propria legittimità tanto all'industria per adulti quanto alla comunità dei giocatori. "Tesoro, ero una giocatrice ben prima di essere una ragazza carina," ha detto.

Come genere, il porno 'gamer girl' riflette "la quotidianità del giocare," mi ha spiegato in una email Tom Apperley, professore di educazione digitale alla Deakin University, in Australia. Apperley suggeriva che l'elemento attrattivo di questo tipo di fantasia porno non è solo l'idea che le donne giochino, ma anche che i giocatori uomini non siano — come vuole lo stereotipo — inetti sociali.

"Probabilmente, la cosa che appare insolita è pensare ai videogiochi come una forma di intimità, che si contrappone al grosso del discorso che si fa in genere sui giocatori come nerd isolati e anti-sociali," ha detto Apperley. "In un certo senso, il porno 'gamer girl' riflette idee in trasformazione sulla mascolinità... il che suggerisce una riconfigurazione della fantasia di adempimento sessuale con una donna vicina, tramite una sorta di mediazione tecnologica. La ragazza-della-porta-accanto si trova da qualche parte nel quartiere, mentre la giocatrice-della-porta-accanto è dall'altra parte di una rete, spesso nel proprio spazio privato e intimo."

La gamer girl è accessibile in quella stessa modalità della "porta-accanto", ma, anche meglio, è spesso alla mercé del proprio partner (quasi sempre maschile). "La chiave di questo fetish è una forma di dominazione," ha detto Cross. "La giocatrice/nerd potrà magari essere intelligente, ma rimane subordinata e accondiscendente; sa chi comanda, alla fine della giornata."

Cross ha rimandato al notoriamente problematico poema di Ernest Cline — autore di Ready Player One —, intitolato “Nerd Porn Auteur,” in cui racconta della sua Manic Pixie Gamer Girl, che implora il suo compagno di smettere di fare sesso, per poter guardare Battlestar Galactica. "Questo fetish riguarda una donna che non esercita in pieno la propria umanità, le cui qualità esistono solo per riflettere quelle del suo uomo in una luce positiva."

Essere una donna in uno spazio tradizionalmente maschile è una fatica di per sé, e il porno 'gamer girl' non fa eccezione. Ma non è tutta mascolinità eteronormativa. Una buona dose di questa categoria ruota intorno agli uomini, ma non mancano gli esempi lesbici e queer. Cross ha citato in particolare la fandom che trasforma D.Va di Overwatch in una giocatrice che ama il cibo spazzatura. Molti di queste interpretazioni sono queer, rivolte alla fanbase LGBTQ del gioco.

"Queste cose trascendono le motivazioni di base di quegli uomini arrabbiati che vogliono una fidanzata perfetta e accondiscendente."

Questo articolo è apparso originariamente su Motherboard US.