Illustrazione: Juta

Come il blog di Beppe Grillo sta cercando di venderci un futuro impossibile

Abbiamo analizzato il blog di Beppe Grillo, l’unico personaggio politico italiano a spingere temi futuristici. Purtroppo.

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22 giugno 2018, 9:01am

Illustrazione: Juta

La settimana scorsa sulla pagina Facebook di Motherboard abbiamo rilanciato un tweet di Beppe Grillo dal tono misteriosamente allarmista, “Stanno iniziando ad accadere cose strane,” si legge nel tweet, “Gli algoritmi incominciano a dimostrare la validità di alcune teorie in modi che noi non capiamo. Saremmo costretti a credere alle macchine?”

La frase ci ha fatto ridere e allo stesso tempo ci ha lasciato perplessi: perché Grillo si premurava di discutere con tono vago e gratuito di ‘cose strane’, ‘algoritmi’ e fede nelle macchine? Tuttavia, benché il suo personaggio sia per certi versi di difficile interpretazione, da anni abbiamo a disposizione una cartina tornasole sulle sue opinioni piuttosto sincera: il suo famoso blog.

Da quando questo spazio si è ufficialmente separato dal MoVimento 5 Stelle, ha inaugurato una nuova fase votata, a quanto pare, alla pubblicizzazione di un futuro tecnologico ricco di possibilità ma pregno di ombre a cui potremmo sopravvivere solamente se disposti ad accoglierlo nella sua interezza. In breve, sembra quasi che Beppe Grillo sia diventato una specie di accelerazionista.

La storia del rapporto controverso di Grillo con la tecnologia è nota a tutti. Volendo ripercorrerne tre momenti chiave, ci sono innanzitutto le manifestazioni di "aggressività neoluddista" del 2000, quando durante i suoi spettacoli sfasciava i pc sul palco lamentando come questo non avesse migliorato per nulla la sua vita. Un altro momento rilevante che potremmo definire ”pseudoscientifico” è stato rappresentato al meglio dall’infatuazione per la Biowashball — la pallina di plastica contenente dei granelli ceramici che dovrebbe (ma non lo fa) "pulire la biancheria senza l’utilizzo di detersivi."

La nuova fase, che mi piace definire ”futuristica” o ”transumanista” — mi mangio ancora le mani all’idea che la pagina Facebook ”Transumanisti a 5 Stelle” non esista più — è simboleggiata dal colpo di fulmine di Grillo per le stampanti 3D, ecco come ne ha parlato durante una puntata di Porta a Porta.

Il modo in cui Grillo descrive il funzionamento delle stampanti 3D è così semplicistico da risultare involontariamente comico. Riuscirà mai a convincere del valore dell’invenzione gli scettici simboleggiati da Bruno Vespa che ride sotto i baffi?

Il tweet che ha destato la nostra attenzione, comunque, serviva a condividere un articolo del suo blog intitolato ”Il regno degli Algoritmi: saremo costretti a credere alle macchine” in cui viene ricordato ai lettori che “gran parte della nostra quotidianità è gestita da programmi informatici — più precisamente da algoritmi” che, come viene spiegato nel pezzo, hanno sviluppato la capacità di imparare da soli grazie al machine learning.

Per spiegare l'impatto che queste tecnologie hanno sulle nostre vite, l’articolo cita una serie di esempi come OsteoDetect, l'algoritmo che rileva le fratture del polso nelle immagini a raggi X meglio dei chirurghi ortopedici, la tecnologia di riconoscimento facciale di Amazon venduta ai dipartimenti di polizia, l'intelligenza artificiale AlphaGo che riesce a battere gli umani a Go e i sistemi di intelligenza artificiale sviluppati da Facebook per condurre trattative che finiscono per inventarsi un nuovo linguaggio per comunicare tra loro.

L’articolo si conclude facendo riferimento al dubbio esistenziale che Grillo aveva riportato nel tweet, “Come sta succedendo sempre più spesso, presto i computer ci dimostreranno l’esattezza di una teoria o di un processo, in modi che noi non capiremo,” spiega. “Sarà in quel momento che dovremo iniziare a fidarci e che il regno degli algoritmi inizierà.” L’argomento, però, purtroppo, non viene approfondito ulteriormente — e ho capito quasi subito che questo è un po' un comune denominatore di tutti i suoi post.

Nell’eloquente video di presentazione del nuovo blog, Grillo elenca qualcuno dei temi futuristici a cui ha deciso di dedicarsi, anticipando la pubblicazione di interviste a ”persone che lavorano nei robot,” persone ”nell’hyperloop”, smart city o sistemi di comunicazione innovativi come il Li-Fi. Ci sono molti punti in comune, insomma, con l'anima più 'futuristica' di Motherboard — anzi in un post condivide addirittura un nostro contenuto, il documentario di VICE su Jeremy Rifkin: Terza Rivoluzione Industriale.

Grillo immagina il futuro come "un mondo dove ci sarà la mobilità in un certo modo, un mondo dove i giovani non compreranno più la casa, non compreranno più la macchina, gireranno in bicicletta, a piedi, dove l’ambiente la farà magari da padrone, dove ci saranno i blockchain, le valute criptate, la cripto-informazione, dove ci sono mondi che loro non sanno neanche pronunciarne la parola esatta."

Il suo entusiasmo si traduce in articoli in cui si parla di robotica degli sciami, si riflette su come mantenere il controllo dell’intelligenza artificiale e sui pericoli della sua intersezione con le armi, ma si segnalano anche progetti curiosi come i robot che riducono l’inquinamento e i robot biodegradabili o l’intelligenza artificiale che fa colloqui di lavoro.

Sul sito trovano spazio anche temi come le nuove forme di mobilità, sia aerea, analizzando l’ipotesi dei voli suborbitali per raggiungere in pochissimo tempo ogni punto della Terra o le ricerche sui nuovi mezzi di trasporto volanti, sia terrestre, con aggiornamenti sullo sviluppo delle auto a guida autonoma e disanime sull’importanza futura di avere accesso alla mobilità piuttosto che acquistare un mezzo.

Altro filone di articoli ben nutrito è quello che esalta il mondo delle criptovalute e della blockchain. Quindi troviamo articoli introduttivi su Ethereum, si parla di Dubai come la capitale mondiale del blockchain e si esalta il caso della Sierra Leone, dove è stata usata per la prima volta al mondo in una elezione.

Il modo in cui viene trattato ognuno di questi filoni meriterebbe un approfondimento a parte. Per il momento, ci limiteremo ad esaminare la tematica più calda esplorata dal blog: il reddito minimo di cittadinanza. Il tema viene coperto, tra le altre cose, parlando di Andrew Yang, il candidato alla Casa Bianca che propone di garantire 1.000 dollari a testa per ogni americano adulto e con un articolo dell’economista Michele Geraci, attuale sottosegretario allo Sviluppo Economico, sul reddito di cittadinanza. Per lo scopo di questa analisi, però, i pezzi più interessanti sono quelli scritti proprio da Grillo sulla fine del Lavoro o sul reddito di cittadinanza, che sembrano rimandare a teorie assimilabili a quelle proposte da libri come Inventare il futuro, il chiacchieratissimo saggio di Nick Srnicek e Alex Williams edito recentemente da Nero.

Per quanto possa essere mosso da buone intenzioni, se Grillo non riuscirà a trasmettere al suo pubblico un atteggiamento critico, le possibili spinte emancipatorie della sua base sociale rischiano di perdersi.

Il reddito minimo di cittadinanza è stato uno dei temi su cui la campagna elettorale del MoVimento 5 Stelle ha spinto di più e, anche se il loro successo alle ultime elezioni potrebbe non essere dovuto solo a questa proposta, il fatto che abbia un posto di riguardo nel blog di Grillo non ci sorprende. Ma è fondamentale valutare come vengono trattati questi temi: non sono mai le invenzioni e le scoperte in sé a garantire un futuro di emancipazione, quanto l'uso che se ne fa. Negli ultimi anni è diventato chiaro quanto nel dibattito sulle nuove tecnologie sia fondamentale metterle continuamente in discussione. Solo recentemente stiamo cominciando a questionare la legittimità della segretezza degli algoritmi e abbiamo dovuto attendere il 2018 per far diventare l'invasione della privacy un tema mainstream con lo scandalo Cambridge Analytica.

Per quanto possa essere mosso da buone intenzioni, se Grillo non riuscirà a trasmettere al suo pubblico un atteggiamento critico anche nei confronti dei temi a lui cari, le possibili spinte emancipatorie che sono presenti nella sua base sociale rischiano di perdersi. In quel caso, volendo essere pessimisti, il suo parlare di futuro finirebbe per fare il gioco di chi lavora a quelle che in certi ambienti vengono definite utopie tecno-reazionarie, ovvero scenari futuri in cui ”un’élite tecnocratica che emerge dal mercato, sulla base del proprio successo si sente investita della missione di decidere le sorti del resto dell’umanità.”

C'è da dire che nella visione del mondo "politica" promossa negli ultimi anni da Grillo — con tutte le virgolette del caso — c'è effettivamente l'ombra di un tecnocrate: Gianroberto Casaleggio. Una figura che per molti versi era e resta un’incognita. Sono state tentate diverse letture della sua visione del mondo. Nel 2013, Wired aveva inviato lo scrittore di fantascienza Bruce Sterling a intervistarlo. In quell'occasione, lo scrittore aveva descritto l'imprenditore sottolineando i suoi legami con la cybercultura milanese degli anni Ottanta e definendolo uno stratega dell'internet con le abitudini semplici di un militante ecologista. La sua produzione di video come Gaia - il futuro della politica hanno portato, invece, i più critici a valutarlo solo come un opportunista che ha voluto cavalcare una serie di temi che tirano sull’internet per vendere e guadagnare.

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In ogni caso, in questo momento, in Italia, Grillo resta il personaggio più in vista a tentare di parlare in modo più divulgativo per quanto semplicistico di futuro. Con tutte le proporzioni del caso, è quasi l'equivalente di un Elon Musk italiano nella misura in cui, proprio come il boss di Space X, ha il potere e la visibilità per vendere nuove utopie al grande pubblico. Il vero peccato, però, è che sia l'unico tra i "politici" a occuparsene. Nel mio mondo ideale esiste, ad esempio, anche un blog di Renzi che promuove start-up inutili e noiose, un blog di Salvini che recensisce pistole stampate in 3D e, per quanto possa suonare come una battuta scontatissima, un blog di Berlusconi che esamina i migliori sex-bot.

Sarebbe davvero interessante conoscere l’idea di futuro promossa dalle altre parti politiche, anche solo per capire cosa aspettarsi sul lungo termine da parte loro — ammesso che abbiano una visione a lungo termine. Per il bene di tutti, forse sarebbe meglio non lasciarle solo in mano a Grillo. A darne una prova, ci sono le sue stesse parole:

Quindi vorrei vedere un po’, cosa sta succedendo nel mondo, vi riporterò un po’ le mie sensazioni, i miei viaggi, che poi non sono viaggi. Non so come interpretare, non è un viaggio il mio, è una, è un’allucinazione nella mia mente, che io, che io pongo, vedi sto vaneggiando adesso, non è che posso dirvi quello che potrò fare, beccatevi quello che vi faccio e basta, è tutto in più che potete avere e non dovete essere tutti sulle mie spalle, io non posso essere assolutamente il vostro referente per il vostro futuro, createvelo il vostro futuro.

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